A volte ritornano: Allegri ma non solo nella storia delle panchine bianconere
Come una cotta che si scotta, la Juventus è tornata sui propri passi. E come chi sa bene quanto conti guardarsi indietro, ha colto probabilmente il miglior fiore sul prato
Come una cotta che si scotta, la Juventus è tornata sui propri passi. E come chi sa bene quanto conti guardarsi indietro, ha colto probabilmente il miglior fiore sul prato
Come si fa a raccontare Buenos Aires? Come si fa a rinchiudere in un susseguirsi di parole un luogo enorme e vario, sterminato nelle sue accezioni e concezioni. Quando si
Puoi dribblare tutti, non il destino. Roby Baggio ha fatto proprio questo: si è bevuto in un sorso avversari, critica, scettici. Poi però ha dovuto fare i conti con la
Oh, stavolta siamo in missione. Missione decisamente possibile, altro che Tom Cruise. Nei nostri viaggi in quel passato intriso di magia e calcio, proviamo subito a sbloccarvi un ricordo: nel
Fratelli d’Italia. In tutto e per tutto. A prescindere dalla nazionalità d’appartenenza, i giocatori di cui tratteremo oggi – i cosiddetti oriundi d’Italia – hanno avuto la più grossa approvazione
Prima del Re, c’è stato il Principe. E il Principe è stato l’idolo del Re, ancor prima di esserlo di tutta Roma. Del resto, solo nella Capitale possono sbocciare certe
Juve e Milan. Milan e Juve. Le squadre più vincenti d’Italia che tornano a sfidarsi, per un rito da rinnovare ogni anno – a prescindere da ogni tentativo di Superlega
Sapete chi affondò la più agognata, sognata, immaginata rivincita? Nick Amoruso. Bomber di periferia al centro dell’universo calcistico. Per una notte che vale la vita e per una vita che
C’era una volta la difesa a tre più famosa d’Italia, ben prima che fosse regola e non eccezione, ben prima che si parlasse di superleghe e blasoni milionari. C’era una
Ai tempi di Dejan, Podgorica era Titograd. E Tito era il simbolo di un paese dilaniato, unito da un nome ma internamente nel pieno di emorragie difficili da frenare. In
“Io c’ero”. Ti giravi intorno, in quella Roma ancora fredda di metà aprile, e le persone avevano negli occhi ancora il volto di Kostas Manolas. La corsa in avanti, i
Il calcio di sessant’anni fa. Che era un’altra storia, che erano altre storie. Quasi tutte favole, per la costruzione e per come venivano raccontate. Del resto, il supporto delle immagini
Basterebbe il nome di Stefano Borgonovo a evocare i ricordi, a lasciare brividi, ad addentrarci in un tempo che ormai è lontano e pure bellissimo. Parliamo di trent’anni fa, del
“Nella Roma migliore di tutti i tempi, come centrali prendo due stranieri: quello falso, Vierchowood, e quello vero, Aldair“. Nils Liedholm si sfrega le mani, come se conoscesse solo lui
I corsi e i ricorsi storici. Poi, la rincorsa verso la storia. Un gioco di parole che non potrà mai raccogliere l’emozione – fortissima – di un attimo, ma che
Questa è una storia da “c’era una volta”. C’era una volta il calcio, c’era una volta la spontaneità, c’era una volta la provincia italiana che pullulava di storie incredibili e