Dinamo Kiev-Inter 1-2, Champions 2010: la sliding doors nell’anno del Triplete
I corsi e i ricorsi storici. Poi, la rincorsa verso la storia. Un gioco di parole che non potrà mai raccogliere l’emozione – fortissima – di un attimo, ma che
I corsi e i ricorsi storici. Poi, la rincorsa verso la storia. Un gioco di parole che non potrà mai raccogliere l’emozione – fortissima – di un attimo, ma che
Questa è una storia da “c’era una volta”. C’era una volta il calcio, c’era una volta la spontaneità, c’era una volta la provincia italiana che pullulava di storie incredibili e
Roberto Carlos scende sulla fascia sinistra inseguito da un avversario. Quasi arriva alla fine del campo quando vede – chissà come – Zinedine Zidane al limite dell’area di rigore. Nell’area
È il 24 aprile del 1992 quando, su Repubblica, spunta una notizia che presto inizia a rimbalzare un po’ ovunque, dai primi programmi televisivi dedicati al calcio ai quotidiani di
Arrivare al posto giusto, forse al momento giusto, di sicuro con il cuore al sicuro, colmo di aspettative. Carlo Mazzone si è goduto ogni attimo, proprio perché la rincorsa verso
Quella corsa che riconosceresti tra mille. Il furore agonistico. Le sovrapposizioni. Gli sfondamenti interni. La grinta in ogni azione. Guardando questa Juventus e quella che fu, il primo pensiero (banale)
Gli anni ruggenti hanno un unico difetto: sono intrisi di nostalgia. Il motivo è chiaro, evidente, palpabile e doloroso: ti accorgi della reale grandezza di quei periodi soltanto quando ormai
Claudio Taffarel è pronto a rimettere la sfera in campo. Ancora non esiste il gioco da dietro, così il pragmatico portiere brasiliano opta per un comodo lancio lungo, scaricando la
Riccardo Albini è uno di quei signori che rispondono con tono serio e saldo alle più irriverenti (e facili) ironie del mondo social. È, per dirlo con una battuta comoda
Gianluca Vialli, “LucaVialli” (rigorosamente tutto attaccato, come lo chiamano da 35 anni I tifosi Blucerchiati), è stato il secondo giocatore più prolifico nella storia della Sampdoria (141 reti, 32 in
Francesco Totti è la Roma. Ad oggi, anche dopo il ritiro del mitico numero 10 giallorosso, questa frase si presenta come un assioma del calcio, una verità assoluta e incontrovertibile.
Tra Roberto Mancini e la Nazionale di calcio sta sbocciando adesso l’amore, con 35 anni di ritardo in pratica. Il nuovo corso manciniano della nostra selezione azzurra sta facendo intravedere
“Se Maradona non avesse incrociato la mia strada, non sarei stato il giocatore che sono stato”. Partiamo da qui, dalle sue parole dopo il ritiro. Perché poi è l’essenza di
“Ho un ricordo impressionante di quel gol. In campionato non stavamo andando bene e quella serata era decisiva, all’andata avevamo perso Gattuso e Pirlo, infatti li ho abbracciati dopo la
Minuto 118 scoccato da pochi secondi. Con le ultime forze rimaste, gli Azzurri si proiettano in avanti alla ricerca del gol che significherebbe finale. Del Piero, entrato nei supplementari, calcia
Chi vive, annusa o respira a pieni polmoni la vita di Torino, sa bene che in prossimità del derby ha solo da trattenere il fiato. Perché c’è una (buona) parte