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Le World Series Of Poker 2026 celebrano il primo grande trionfo di questa edizione. Ieri, Benny Glaser ha conquistato il titolo più prestigioso dei mixed games, imponendosi nell’evento #60, $50.000 Poker Players Championship.

Il professionista britannico ha trasformato una leadership costruita nell’arco di cinque giornate nel suo nono braccialetto WSOP, accompagnato da un premio di 1.343.764 dollari e dall’ambito Chip Reese Memorial Trophy, simbolo dell’evento più prestigioso tra quelli dedicati alle varianti miste.

Ricordiamo, infatti, che il compianto David “Chip” Reese è stato nel 2006 il primo campione di un evento WSOP mixed games da 50mila dollari di buy-in, anche se in quel caso si era trattato di un H.O.R.S.E.. Da lì in poi è iniziata la legacy del torneo di poker con più specialità, fino alle 10 del 2015 per poi stabilirsi a quota 9 nelle ultime sei edizioni, compresa quest’ultima. I nomi dei vincitori hanno fatto la storia delle WSOP e più in generale del poker. Oltre a Reese, Daniel Cates (2 vittorie), Daniel Negreanu, Freddy Deeb, Scotty Nguyen, Brian Rast (3) e ovviamente Michael Mizrachi che ha vinto cinque volte il PPC!

Adesso è la volta del miglior variantista in circolazione – non ce ne voglia il fortissimo portoghese Joao Simao! -, un vero e proprio “decatleta del poker“.

Il Chip Reese Memorial (credits WSOP via PokerNews)

Glaser aveva già costruito un palmarès di assoluto livello grazie ai successi in Limit 2-7 Triple Draw, Omaha Hi-Lo, Razz, Dealer’s Choice, Mixed Omaha e H.O.R.S.E., come dimostrano i tre titoli WSOP vinti lo scorso anno. Tuttavia, la conquista del Poker Players Championship rappresenta il traguardo più prestigioso della sua carriera. Lo stesso britannico ha definito il successo “un sogno” e il massimo riconoscimento possibile per un giocatore di mixed games.

Questo risultato permette a Glaser di raggiungere Johnny Moss a quota nove titoli WSOP: davanti a lui, nella classifica all-time dei braccialetti, restano soltanto Phil Hellmuth (17), Phil Ivey (11), Doyle Brunson, Erik Seidel e Johnny Chan (10).

Al tavolo finale, Benny Glaser è partito con il ruolo di chipleader davanti a Josh Arieh, Paul Volpe, Phil Ivey, Jason Mercier e Nick Guagenti. Dopo le eliminazioni di Guagenti, Mercier e Volpe, il britannico ha consolidato il vantaggio fino a presentarsi al testa a testa finale contro Arieh con un netto margine di stack. L’heads-up è durato poco. Glaser ha chiuso il conto con una mano di Omaha Hi-Lo 8 or Better: solo punto high, il brittanico hitta al river la doppia coppia superiore e lascia ad Arieh solo il secondo posto. Gradino più basso del podio, invece, per Phil Ivey. Ecco le ultime sette posizioni del torneo:

Archiviato il PPC, la 31ma giornata delle WSOP 2026 ha offerto altre emozioni. Anche all’Italia del poker che è andata vicino al terzo final table, dopo quelli di Dario Sammartino e Alessio Isaia. Il compito era affidato a Mustapha Perati, 17° su 23 left nel final day del $1.000 Pot-Limit Omaha (evento #57, 3.763 entries).

Perati, autore lo scorso anno di una deep run nel ME WSOP, è stato molto attento nella fase iniziale a tre tavoli (2 da 8 giocatori e uno da 7). Ha eliminato il colombiano Eduardo Sanchez al 18° posto e successivamente raddoppiato contro l’americano Schuyler Thornton. L’action vede Muhamet Perati andare all-in con Q♠J♦3♦2♠ sul flop Q♣J♣2♠, top two. Thornton chiama e mostra A♣10♣8♠4♣: il giocatore USA ha tanti out a disposizione, ma il 7♦ al turn e l’A♥ al river non sono quelli giusti.

Poco dopo è iniziata la discesa del player italo-albanese. La prima mazzata al suo stack porta il nome di Daniel Hachem, figlio del campione del mondo 2005 Joe Hachem. Questa volta l’all-in arriva preflop: A♣K♦J♣3♣ dell’australiano vs J♠J♥10♥5♠ di Perati, al flop scendono sia l’Asso che il Kappa e Hachem vince il pot con doppia coppia.

Muhamet Perati è comunque riuscito a raggiungere la fase dei due tavoli da 7 giocatori ma, ormai molto short, è durato poco. Ha raddoppiato una volta contro il francese Francois Scapula – assi per entrambi ma Perati chiude colore nuts al river -, poi è arrivata l’eliminazione. La giocata è presa al flop A♦Q♥9♣. L’azzurro va ai resti contro Christopher Hannel mostrando A♥9♦8♠5♥. Lo statunitense replica con J♦10♠9♥7♠. Perati è in vantaggio con doppia coppia, ma il suo avversario ha gli out per la scala bilaterale. Il turn J♥ non lo aiuta, il K♦ invece chiude il progetto ed elimina Muhamet Perati al 14° posto per $22.600.

La vittoria finale è andata al player statunitense Harry Rubin ($390.300) che in heads up ha battuto il rumeno Narcis-Gabriel Nedelcu.

Muhamet Perati (credits WSOP via PokerNews)

Infine, due parole su Daniel Negreanu. Il “RealKidPoker” canadese è ancora alla ricerca del grande risultato, cioè l’ottavo braccialetto WSOP. Ci è andato vicino nell’evento #28, $600 No Limit Hold’em/Pot Limit Omaha, dove ha chiuso all’ottavo posto su un field di 3.332 entries. Poi è stato più volte a pochissimi passi dal final table, ad esempio nel 10K Limit Hold’em Championship (13°) e ancora di più nel $50k PLO High Roller, dove ha chiuso 11°.

L’attuale n.10 dell’All Time Money List mondiale ieri ha raggiunto il suo secondo tavolo finale. Di nuovo, però, il braccialetto è rimasto un desiderio. Negreanu si è fermato al 7° posto nell’evento #64: $25.000 High Roller PLO/NLH Mixed (214 entries). Ha scalato una posizione al final table, ma lo stack troppo esiguo non gli ha concesso abbastanza margini di manovra per trovare il 2-up della rimonta.

La vittoria finale è andata al finlandese Eslis Parssinen che ha così centrato un clamoroso bis di braccialetti 2026, dopo la vittoria nel torneo #47: $25.000 High Roller Pot-Limit Omaha. Non solo: Parssinen è anche diventato il primo giocatore finlandese con tre titoli WSOP nel palmares.

Per Negreanu, invece, l’appuntamento con il braccialetto WSOP 2026 è soltanto rimandato.

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