Riprendiamo il resoconto sulle World Series Of Poker 2026 a partire dal torneo #47: $25.000 High Roller Pot-Limit Omaha, dove lo specialista italiano delle quattro carte, Youness Barakat, aveva chiuso con un buon 41° posto.
L’heads-up per il titolo ha messo di fronte il pro finlandese Eelis “EEE27” Parssinen e lo statunitense Levon Khachatryan. Alla fine, Il n.2 della All Time Money List finnica ha conquistato il suo secondo braccialetto – il primo lo aveva vinto nel 2021 col torneo di Mixed No-Limit Hold’em/Pot-Limit Omaha – dopo un heads-up equilibrato e deciso da una mano spettacolare.
L’azione comincia con il raise 3x dell’americano che Parssinen chiama da BB. Scende il flop: K♣9♣9♦. Il finlandese fa check e poi chiama la bet da 1,2 milioni del suo avversario. Sul turn 4♥ entrambi checkano. Il J♦ completa il board. Parssinen esce bettando 3.600.000. L’americano però non si spaventa e rilancia fino a 12 milioni di chip, cifra che committa il finlandese ad andare all-in per un totale di 13.600.000. Call di Khachatryan e showdown: il player USA mostra K♥K♦10♣5♦, fullhouse di Kappa ai 9, Parssinen lo batte con K♠Q♣9♠9♥, cioè poker di 9 chiuso già al flop! Da lì in avanti Eelis Parssinen non ha più mollato la presa, fino al braccialetto della vittoria.

Altro torneo rimasto in sospeso nel report precedente era il #51: $10.000 Mystery Bounty No-Limit Hold’em. Lo avevamo lasciato con il 26° posto di Dario Sammartino e nove finalisti. Tra questi anche il reg statunitense Alex Anton che ha tirato la volata, chiudendo con il braccialetto della vittoria e $678.300 in più sul conto: praticamente un double-up di quanto aveva vinto fino a quel momento! Anton ha negato il secondo titolo WSOP al pro francese Julien Sitbon.
Braccialetto sfuggito di pochissimo anche per Shaun Deeb, e nel suo caso sarebbe stato il nono. Il due volte WSOP Player of the Year (2018 e 2025) si è arreso in heads-up al connazionale Joey Couden nell’evento #52: $3.000 Nine Game Mix. Per Couden è il terzo titolo WSOP, dopo le vittorie nel $1.500 PLO8 (2018) e nel $500 Salute for Warriors (2025).
Questo torneo è un mixed game che prevede una rotazione di nove discipline, con il passaggio da una variante all’altra ogni sette mani. I giocatori si misurano in No-Limit Hold’em, Seven Card Stud, Omaha Hi-Lo 8 or Better, Razz, Pot-Limit Omaha, Limit Hold’em, No-Limit 2-7 Lowball Draw, Seven Card Stud Hi-Lo 8 or Better e 2-7 Lowball Triple Draw.

Per un giocatore che usa tre dita per i suoi successi alle WSOP (Joey Couden) ce n’è un altro che deve usare due mani. Calvin Anderson ha messo in bacheca il suo settimo braccialetto vincendo il torneo #54: $10.000 H.O.R.S.E. Championship e al tempo stesso realizzando una fantastica doppietta, a sei giorni di distanza dalla vittoria nel $10.000 Limit Razz Championship.
In questo modo ha raggiunto il “club dei sette” che comprende campioni di altissimo livello come Michael Mizrachi, Brian Rast, Scott Seiver, Daniel Negreanu, John Henningan, Men Nguyen e Wiliam Baxter. Ci sarebbe anche Josh Arieh, anche se il suo “settimo sigillo” arriva dall’online. Diverso il discorso se Arieh avesse vinto questo torneo, ma proprio Anderson gli ha sbarrato la strada nel testa-a-testa per il titolo!
Zachary Gruneberg (USA) si è invece imposto nell’evento #53: $1.500 Five Card Pot-Limit Omaha davanti a Hok Yiu Lee, pro player di Hong Kong. Gruneberg ha anche battezzato il debutto di questo evento che si distingue dal Big O per un unico elemento: si gioca solo in modalità high – cioè il piatto va a chi realizza il punto più alto – mentre il Big O usa il sistema high-low.
Nel torneo $3.000 No Limit Hold’em – 6-Handed (braccialetto n. 56) spicca la vittoria di Abhishek Mhatre. Spicca perché il canadese è un giocatore poco conosciuto nei tornei live, con solo tre itm realizzati dal 2025 a oggi, perché ha superato un field da 1.150 entry e perché in heads-up ha battuto un campione del mondo: il n.1 di Svezia Martin Jacobson, primo nel Main Event WSOP 2014 e vincitore dell’UKIPT 2022, oltre a tantissimi piazzamenti di valore raggiunti in quasi 20 anni di professionismo.
Da questo torneo arrivano anche due in the money del Belpaese. Al 170° posto si è fermato Davide Suriano, per $6.010 di payout. Suriano vanta un braccialetto WSOP vinto nel 2014 con il torneo di heads-up. 76ma posizione raggiunta invece da Dario Sammartino ($6.830), al suo settimo itm targato WSOP 2026 e ancora in cerca del secondo titolo WSOP.

C’è infine un terzo premio per l’Italia del poker, decisamente ricco. Abbiamo iniziato parlando di Youness Barakat e chiudiamo ancora con lui, autore di un fantastico 9° posto nell’evento #55, $50.000 Pot Limit Omaha High Roller (110 entries). Barakat si è fermato a un passo dal final table 8-handed, eliminato dal britannico – due volte “braccialettato” – Robert Cowen.
Rimasto shortissimo, l’italiano chiama la bet 350k con le ultime 180mila chip e va allo showdown: Q♥Q♣J♦10♠ dell’italiano vs A♦A♣10♣8♠ di Cowen. L’inglese parte avanti ma al flop J♠3♣K♦ Barakat trova il progetto di scala bilaterale, mentre l’inglese ha il gutshot per la Broadway (Asso-Dieci). Da notare che gli out utili ai set, cioè Assi per Cowen e Donne per Barakat, favoriscono in maniera inversa le draw dei due giocatori. Nulla di tutto questo: turn e river sono 4♣5♥, Cowen vince il pot ed elimina Barakat per un payout di 125.920 dollari.
Il torneo si è concluso con il successo di Joao Simao, n.1 in Brasile e già vincitore di tre braccialetti WSOP (uno Paradise). Secondo posto per Santhosh Suvarna, reduce dalla vittoria nel $50.000 High Roller No-Limit Hold’em.

Immagine di testa: Youness Barakat (credits WSOP via PokerNews)