PCA time: la storia, i protagonisti e una grande action!

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A 4 anni di distanza dall’ultima volta, la PCA torna a far parlare di sé. Tanto è passato dall’ultima edizione della famosa kermesse di poker che si svolge alle Bahamas e che ha regalato emozioni e divertimento a tantissimi appassionati.

Alla fine del 2019, l’organizzatore aveva deciso di chiudere con l’appuntamento caraibico, spinto probabilmente dall’esigenza di premiare altre location nel mondo. Poi nel 2020 è arrivata la pandemia che per quasi due anni ha ridotto pesantemente il circuito del poker live.

Sarà stata la nostalgia del mare, del sole e del poker di alto livello, ma nell’estate del 2022 è arrivato l’annuncio del ritorno della PCA. Qualche giorno fa è invece arrivato lo start dei premi tornei.

L’edizione 2023 della PCA si svolge dal 22 gennaio al 3 febbraio e propone la bellezza di 70 eventi in specialità diverse di gioco. La pokeroom che la ospita è quella del Baha Mar Resort di Nassau che ha preso il posto dello storico Atlantis Resort.

Storico perché è lì che hanno avuto luogo ben 14 edizioni del torneo, precisamente dal 2005 al 2019. Nel 2004, anno in cui la PCA ha debuttato, l’evento si è invece svolto a bordo della nave da crociera Voyager of the Seas della Royal Caribbean Cruise Line. In quella occasione ha vinto l’allora “Danish Dynamite” del poker, Gus Hansen. “Al largo” delle Bahamas, il pro danese ha intascato 455mila dollari, dopo essersi sbarazzato di Daniel Negreanu (3°).

Gus Hansen (credits PokerNews)

Ma Hansen non è l’unico top player tra coloro che hanno vinto un Main Event PCA. Nell’edizione 2008, quando l’appuntamento caraibico è diventato parte dell’European Poker Tour, si è imposto Bertrand “ElkY” Grospellier che nel 2009 si è ripetuto con l’High Roller. La vittoria nel Main Event PCA è arrivata a un anno di distanza dal secondo posto conquistato nell’EPT di Copenhagen dall’ex esporter, anche se in termini economici non c’è paragone: 2 milioni di dollari alle Bahamas, 400mila un anno prima in Danimarca.

Nel 2013 e nel 2014 il torneo principale ha incoronato due star provenienti dall’Europa orientale: rispettivamente il bulgaro Dimitar Danchev e il polacco Dominik Panka. Quest’ultimo ha dato vita a un heads-up spettacolare contro un altro “young gun” del poker, il canadese Mike McDonald, che in quella occasione ha mancato il bis EPT dopo aver vinto il Main Event a Dortmund nel 2008.

Nel 2018 è stata la prima volta di una giocatrice, la player argentina – ma di origini greche – Maria Lampropulos, mentre nell’ultima edizione si è imposto l’istrionico e sempre spettacolare David “Chino” Rheem.

Sempre nel 2019, la PCA è stata preceduta dal PSPC, il più grande torneo da 25mila dollari di buy-in: 1.039 partecipanti, di cui 320 si sono iscritti gratuitamente grazie al meccanismo dei Platinum Pass. Vale la pena ricordare che anche nell’edizione 2023 della PCA si giocherà il PSPC, precisamente dal 30 gennaio al 3 febbraio. Tra gli italiani che parteciperanno ci sarà Xavier Zuczkowski, vincitore del Platinum Pass a San Marino nel 2022.

A questo punto, però, noi rimaniamo all’edizione 2019 della PCA per raccontarvi una mano incredibile!

Bertrand Grospellier (credits PokerNews)

L’azione si svolge a quota 43 left su 865 entry. I bui sono 5k/10k bb ante 10k quando il canadese Tommy Nguyen (vincitore di un braccialetto WSOP nel 2018) apre da utg+1 a 25k con dietro 1,36 milioni chips. L’unico a rispondere con un call è il pro statunitense Matt Berkey (stack 526k) che difende il BB.

Scendono le prime tre carte: A♥9♠A♠. E’ un flop pazzesco per Berkey il quale ha centrato nientemeno che un fullhouse con 9♥9♣ in mano. E infatti fa check, per intrappolare l’avversario che a sua volta ha il flush draw con Q♠10♣. Nguyen punta 17.000 chips ma Berkey rilancia fino a 60.000. Dopo averci pensato un po’, il canadese chiama e consente al dealer di girare la quarta carta del board.

Turn: K♥. Altro check dell’esperto giocatore statunitense. Nguyen, che a questo punto è drawing dead, riprende l’iniziativa puntando 80mila pezzi. Berkey chiama.

River: J♠. La mano diventa incredibile, perché con l’ultima carta Nguyen completa il colore, ma non sa che il suo avversario ha fullhouse. O forse sì, perché dopo il terzo e ultimo check dell’americano, anziché checkare dietro punta 170.000, circa metà piatto. D’altra parte il board è molto connesso con carte alte e Nguyen potrebbe rappresentare un full superiore.

Berkey va in the tank. Dice al suo avversario: “La buona notizia per te è che non batto niente, ma ho una mano molto forte“. Si sbaglia e Nguyen ne approfitta per confonderlo: “Ti resta solo l’hero call“. Morale: l’americano usa due time-bank al termine dei quali annuncia il clamoroso fold con la mano migliore! Che bluff da paura per Tommy Nguyen!

Un bluff che porterà il canadese alla 13a posizione finale del torneo, due in più rispetto a Matt Berkey.

Immagine di testa: Maria Lampropulos durante il Main Event 2019 della PCA (credits PokerNews)

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