I Worlds di LoL restano a Est. Le ragioni del dominio sudcoreano e cinese

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email

Il “Resto del Mondo” continua a fare da spettatore alla volata per il titolo mondiale di League of Legends. Anche nel 2022, infatti, le protagoniste sono Corea del Sud e Cina.

Questo è il verdetto dei quarti di finale del torneo che hanno promosso alle semifinali tre organizzazioni di Seul e una di Pechino. D’altra parte le speranze occidentali erano appese ad un solo nome: quello del team europeo Rogue che fino a quel momento aveva dato l’impressione di poter competere con le squadre provenienti dal Far East.

E invece i Rogue si sono sciolti come neve al sole di fronte allo strapotere del team cinese JD Gaming. Un 3-0 che non ammette repliche tanto è stato il divario che si è visto tra le due formazioni.

Va detto che i cinesi hanno rivelato anche qualche pecca, soprattutto con il tiratore “Hope“, ma i Rogue non ne hanno approfittato. Hanno commesso troppi errori di fronte a un avversario così forte, soprattutto nel terzo match quando effettivamente c’è stata qualche chance per riaprire la sfida. E tuttavia rimane la sensazione che, anche nel caso di una partita perfetta, i Rogue avrebbero comunque perso. Magari con un punteggio meno severo, ma questo non cambia la sostanza: Corea del Sud e Cina sono più avanti di tutti nel competitivo di League of Legends.

Le semifinali prevedono infatti la sfida tra JD Gaming e il team T1, guidato dal tre volte campione del mondo Lee “Faker” Sang-hyeok. La squadra 100% formata da giocatori della Corea del Sud si è sbarazzata dei cinesi Royal Never Give Up per 3 partite a 0.

Nella parte bassa del tabellone c’è invece il derby tra le sudcoreane Gen.G e DRX. Il loro percorso verso le semifinali è stato più sofferto rispetto a quello di JD Gaming e T1: un doppio 3-2 rispettivamente ai danni di DWG KIA (altro derby sudcoareano) e Edward Gaming, formazione cinese campione del mondo nel 2021.

L’appuntamento con le semifinali (sempre best-of-5, al meglio delle 5 partite) è fissato per sabato 29 e domenica 30 ottobre. Per seguirle, il canale italiano di riferimento su Twitch è quello di PG Esports. La finale si giocherà invece domenica 6 novembre.

Nell’attesa c’è il tempo per riflettere sul perché il resto del mondo non vince i Worlds dal 2011, cioè dalla prima edizione del torneo. In questo senso si è sbilanciato il veterano Carl Martin Erik Larsson, meglio noto come “Rekkles“, vicecampione del mondo nel 2018 con il team Fnatic.

Carl Martin Erik “Rekkles” Larsson (credits Karmine Corp/outplayed.it)

Secondo il fortissimo svedese, che dalla fine del 2021 gioca per l’organizzazione francese Karmine Corp, l’elemento che caratterizza i player sudcoreani e cinesi è l’adattabilità nell’utilizzo dei vari campioni del gioco. Lo ha specificato in una diretta su Twitch, parlando proprio di questo aspetto come della chiave principale del loro successo.

Sembra sempre che siano in grado di giocare ogni campione del gioco, cosa che gli permette di fare delle ottime draft… più la competizione va avanti più le loro draft migliorano. Giocano più o meno tutti i campioni in tutti i ruoli. Non succede mai che qualcuno non possa giocare qualcosa.”

C’è poi anche una qualità specifica dei singoli giocatori che sono tutti dotati di una forte presenza mentale. E’ la capacità di mantenere il focus, di rimanere coesi durante le partite e soprattutto di arrivare alla sfida molto concentrati.

Dice Rekkles: “Quando guardo i team orientali mi sembra sempre che siano al top della forma individualmente, è davvero raro vedere qualcuno fare qualche errore a livello individuale”. In particolare lo svedese fa riferimento agli errori gratuiti, cioè non forzati da un’azione speciale dell’avversario, che sono molto più diffusi tra i giocatori occidentali.

Tutto questo messo assieme fa la differenza. “Ci sono un sacco di cose che alla fine pesano, lo sapete. Un po’ viene dalle draft, un po’ dalle abilità individuali, un po’ dal gioco di squadra, e se sommi tutte queste cose insieme diventa un gap.”

Fonte di riferimento: www.powned.it

Immagine di testa credits LoL Esports

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su email
Email
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email