La storia di Lee “Faker” Sang-hyeok, tre volte campione del mondo di LoL

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Anche se quest’anno non potrà sollevare la Coppa degli Evocatori, il più forte giocatore di League of Legends è ancora lui.

Parliamo di Lee Sang-hyeok, meglio noto nel mondo degli eSports con il nickname di Faker. Il 25enne sudcoreano è unanimemente considerato il migliore di sempre nel gioco fantasy sviluppato da Riot Games. L’unico ad aver vinto tre volte i Worlds, il primo della all time money list di LoL con 1.274.000 dollari vinti finora.

La love story del campionissimo con il mondo dei videogiochi inizia presto, quando è ancora un ragazzino. Anche lui, come tanti altri esporter, è caratterialmente introverso e timido. Questo gli rende le cose difficili quando si tratta di socializzare con i coetanei. E così i videogame diventano un modo per superare le barriere.

Inizia con Warcraft, poi passa a DotA (Defence of the Ancients), infine sbarca sulle “lande” di League of Legends. Nel 2011 è già uno dei più forti in circolazione nella modalità 1v1. Due anni dopo arriva infatti la chiamata dell’organizzazione esportiva SK Telecom T1.

Il team tutto sudcoreano, composto da Bengi, Impact, PoohManDu, Piglet e Faker, lascia subito il segno qualificandosi per i Worlds in programma a Los Angeles. Qui Faker guida i suoi compagni a uno score di 15 vittorie e 3 sconfitte che vale a SK Telecom T1 il titolo di campione del mondo di League of Legends.

Lee “Faker” Sang-hyeok in azione ai Worlds 2021. (Photo by Colin Young-Wolff/Riot Games Inc. via Getty Images)

La stagione successiva segna tuttavia una battuta d’arresto per Faker e compagni. Il problema è legato alla salute di PoohManDu che obbliga il team a continui cambi di formazione. I risultati sono altalenanti. Anche se alla fine il forte support (oggi coach dei Damwon Kia) torna in squadra, l’obiettivo più importante è fallito: niente Worlds 2014 per i campioni in carica.

All’improvviso qualcosa inizia a scricchiolare in quella che sembrava una sicura scalata verso l’Olimpo degli eSports. Faker entra in crisi al punto che il team manager dei SK Telecom T1 lo alterna in corsia a Lee “Easyhoon” Ji-hoon. Tutti pensano che Faker sia una meteora destinata a sbriciolarsi in fretta. E invece accade proprio il contrario: la competizione per il posto in squadra riaccende il motore del campione.

Nel 2015 il team arriva secondo nello Spring Split e primo nel Summer Split della LCK (la lega sudcoreana di LoL). Poi è di nuovo tempo di Worlds. E anche questa volta non ci sono dubbi su chi sia il più forte. Faker schiaccia tutti e contribuisce al fantastico 15-0 messo a segno dal team: è il secondo titolo mondiale di Lee Sang-hyeok e dei “suoi” SK Telecom T1.

Il terzo arriva un anno dopo, al termine di un back-to-back clamoroso: l’unico finora realizzato ai Worlds, a meno che i Damwon Kia fra qualche giorno non riescano ad emulare l’impresa. Nel 2016 Lee Sang-hyeok viene dichiarato ufficialmente il miglior giocatore al mondo di LoL.

Ma per tutti, anche per i migliori, prima o poi arriva la caduta. Quella di Faker è datata 2017-2018, il biennio nero del midlaner tre volte campione del mondo.

In realtà, il 2017 inizia bene per il team SK Telecom T1 che chiude al secondo posto le qualifiche coreane per i Worlds. E così i giocatori volano a Pechino, pronti a difendere il titolo conquistato un anno prima. Sembrano a un passo dal riuscirci quando sulla loro strada si frappone un altro team proveniente dalla Corea del Sud. Nella finale al meglio delle 5 partite i Samsung Galaxy distruggono la formazione capitanata da Faker.

Le cose vanno ancora peggio l’anno seguente: il team non vince praticamente nulla e alla fine non riesce a qualificarsi per il mondiale. Faker torna di nuovo in panchina, sostituito dal midlaner Choi “Pirean” Jun-sik.

Faker in lacrime ai Worlds 2017 (credits estnn.com)

E’ un cambio che dura abbastanza poco perché già nel 2019 Faker ha ripreso in mano le redini della formazione. Il team vince sia Spring che Summer Split della LCK. Pochi mesi dopo, ai Worlds arriva la quinta semifinale, dove però Sk Telecom T1 si deve inchinare ai G2 Esports di Perkz e Caps.

Il 2019 è anche l’ultimo anno con il quale la formazione coreana gioca con il brand di Sk Telecom addosso. Dal 2020 diventa “solo” T1. Faker ne approfitta per suggellare un sodalizio che dura ormai da 7 anni, diventando co-proprietario della società esportiva. Che un giocatore diventi anche socio dell’organizzazione è un caso raro ma non unico. Nel 2019 Søren “Bjergsen” Bjerg, giocatore danese di LoL, era divenuto co-proprietario dei TSM.

L’esordio come T1 porta alla vittoria nella prima parte della stagione (Spring Split) ma niente di più. Nemmeno la qualificazione ai Worlds.

Hanno rimediato quest’anno, come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa. Pur non avendo trovato la via per il quarto titolo mondiale, i T1 hanno centrato la sesta semifinale. Quest’ultima è stata una sfida spettacolare con Damwon Kia, dove ancora una volta Faker ha dimostrato di poter dire la sua.

Forse i riflessi non sono più gli stessi di qualche anno fa, quelli che lo hanno reso inimitabile. Ma per tecnica e qualità di leader, Faker resta indispensabile per i T1.

E’ destino che prima o poi arrivino giovani leve in grado di insidiare il suo dominio: come ad esempio Jeong “Chovy” Ji-hoon di Hanwha Life Esports, anche lui midlaner coreano ma con 5 anni in meno.

Lee “Faker” Sang-hyeok (sx) e Jeong “Chovy” Ji-hoon (dx), insieme a Reykjavik, durante i Worlds 2021 (Photo by Lance Skundrich/Riot Games)

Ma nello scontro diretto di una settimana fa ai Worlds 2021, Lee “Faker” Sang-hyeok ha dimostrato che gli altri devono aspettare.

“The God” non è ancora caduto.

Foto di testa: i trofei vinti dai T1 (by Getty Images)

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