Prima di Steam, delle console next-gen e dell’online, ci sono stati gli home computer.
Un ambiente spartano, fatto di comandi da tastiera con l’aggiunta di qualche joystick, floppy disk e configurazioni spesso complicate, ma che ha dato vita ad alcuni dei videogiochi più iconici di sempre. Ancora oggi, molti titoli nati tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90 continuano a essere ricordati – e giocati – come autentici capolavori.
Da un lato c’erano quelli del Commodore 64 – tornato sul mercato di recente -, rivoluzionari per l’epoca. Il resto “girava” sui sistemi DOS. In un precedente articolo abbiamo indicato i (nostri) migliori 10 titoli per C-64, adesso ci spostiamo all’ecosistema DOS, per un viaggio alle origini del gaming, quando bastavano pochi pixel e tanta creatività per creare esperienze indimenticabili!

Doom e la rivoluzione degli sparatutto
Se c’è un nome che più di tutti rappresenta l’epoca DOS, è sicuramente Doom. Pubblicato nel 1993, il titolo di id Software ha rivoluzionato il concetto di sparatutto in prima persona, introducendo ritmo frenetico, level design innovativo e una violenza grafica mai vista prima. Il suo sequel, Doom II (1994), ha consolidato il successo, vendendo milioni di copie e diventando uno dei videogame “old generation” più giocati di sempre.
Sempre sul fronte degli sparatutto, oltre a Doom, è impossibile non citare Wolfenstein 3D, considerato il vero precursore degli FPS moderni, e Quake, che avrebbe poi portato il genere verso il 3D puro. La fama di Quake è connessa anche al mondo degli eSport: il Red Annihilation Tournament, disputato nel 1997, viene considerato il primo evento esportivo della storia, per la struttura online/live e il premio con un valore economico.
Wolfenstein, invece, sta per diventare una serie tv sotto la direzione di Jonathan Nolan e Lisa Joy. Ne abbiamo parlato qui.
Avventure grafiche: il geniale Monkey Island
Parallelamente all’azione pura, il DOS ha prodotto un terreno fertile per le avventure grafiche. Tra queste spicca The Secret of Monkey Island (1990), uno dei titoli più amati di sempre grazie a una ricetta che unisce narrazione coinvolgente e enigmi brillanti da risolvere. I personaggi di questo videogame prodotto da LucasArts sono memorabili, ricchi di umorismo e ironia, mentre la meccanica “point and click” ha fatto da guida per molti altri videogiochi del tipo adventure.

Strategia e simulazione: Civilization e non solo
Il DOS è stato anche la casa di alcuni dei più profondi giochi strategici mai realizzati. Sid Meier’s Civilization (1991), ad esempio, ha introdotto milioni di giocatori al concetto di strategia a turni su larga scala, con una formula diventata celebre per il suo effetto “ancora un turno”.
Accanto a Civilization troviamo titoli come SimCity 2000 e X-COM: UFO Defense, entrambi usciti 1993 (UFO nel 1994 ma solo per l’Europa), che hanno contribuito a definire rispettivamente i generi gestionale e strategico-tattico, offrendo esperienze complesse e rigiocabili. Degno di nota è anche Transport Tycoon (1994), city builder sui generis perché si concentra sull’evoluzione delle tecnologie dei trasporti nel corso degli anni più che sulla costruzione della città.
Senza dimenticare che nello stesso periodo anche la strategia in tempo reale muoveva i primi passi con Dune II (1992), spesso indicato come il “nonno” degli RTS, mentre giochi quali Warcraft II e Panzer General hanno contribuito a consolidare il genere negli anni successivi.
Visual, educational e simulazione
Nonostante i limiti tecnici dell’epoca, molti giochi DOS continuano a essere considerati capolavori senza tempo. Prince of Persia, ad esempio, nel 1989 ha definito il genere dei platform “cinematografici”, introducendo animazioni realistiche e un gameplay basato sul tempismo millimetrico.
Non mancavano poi esperienze più leggere ma altrettanto memorabili: Lemmings, con il suo mix di puzzle e logica, è rimasto nella memoria collettiva per il suo gameplay semplice ma geniale, mentre titoli come The Oregon Trail hanno dimostrato come anche il lato educativo potesse diventare coinvolgente.
Nel caso tutto questo parlare di vintage avesse creato un forte effetto nostalgia, ricordiamo che esistono emulatori – ad esempio DOSBox – per riscoprire questi titoli e comprendere il loro impatto nella storia dei videogiochi.
Immagine di testa: Lemmings (via Reddit)