Le frasi più famose sul Texas Hold’em No Limit

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email

In un certo senso, le frasi celebri sono le “dritte” di chi ne ha viste e fatte di tutti i colori. Per questo sono utili. Anche nel poker.

Qualche esempio? In Italia, chiunque si sia seduto al tavolo da poker o abbia seguita una trasmissione sul gioco, avrà sentito dire: “La Kournikova è bella ma non vince mai“. Un classico, dove con il nome della nota tennista russa si intende AK: una mano di partenza che in apparenza è molto bella ma che se non hitta sul board un A o un K è in svantaggio contro qualsiasi coppia, anche la più bassa. Spesso con AK si esce dal torneo.

A proposito della combinazione di due carte uguali, come non ricordare “che la coppia va sempre difesa“? AA, KK e altre top pair perdono valore quando si trovano invischiate in un multiway pot: bisogna quindi proteggerle con un buon rilancio preflop. E le coppie medio-basse? Non vogliamo fare discriminazioni, ma su questo i pareri non sono allineati e quindi non ci sbilanciamo.

E poi ci sono quotes più filosofiche, che riguardano il senso generale di questo gioco. Perle di saggezza delle quali vi offriamo una piccola selezione, con alcune note sui rispettivi autori. Naturalmente tutti nomi importanti, tutti Poker Hall of Famers.

Johnny Moss (credits PokerNews)

1.No-limit hold’em… in my opinion is the Cadillac of Poker games.” – Doyle Brunson

Questa la conoscono praticamente tutti, anche perché è citata da Mike McDermott (Matt Demon) in Rounders. L’originale però è di Doyle Brunson che così descrive il TH nel suo libro Super/System: A Course in Power Poker, diventato ormai un classico. La traduzione è semplice: “Il No Limit Hold’em… a mio avviso è la Cadillac del poker“. Una Cadillac che già nel 1978, anno di pubblicazione del libro, aveva fatto guadagnare a Brunson più di un milione di dollari.

Per capirne il senso è necessario ricordare che, fino ad una decina d’anni prima, il poker americano era giocato per lo più in modalità limit, cioè con puntate e rilanci fissi. Questo è durato fino all’arrivo delle World Series Of Poker che hanno scelto il formato TH No Limit per il torneo più importante, il Main Event. Da lì in poi non c’è stato più niente da fare: il NLH, ancora oggi, è la tipologia di poker americano più giocata al mondo.

D’altra parte è quella che crea le decisioni più difficili da prendere al tavolo. Altro concetto che Texas Dolly ribadisce nel suo libro: con il No Limit “posso mettere il mio avversario di fronte alla scelta di giocarsi tutte le chips” (“I want to put my opponent to a decision for all his chips“).

2. “Hold’em is to stud what chess is to checkers.” – Johnny Moss

9 titoli WSOP, di cui 3 sono Main Event, fanno di Johnny Moss (1907-1995) uno dei grandi nella storia del poker. Certo, le sue vittorie appartengono ai primordi del TH, quando i tornei erano appena nati e radunavano ancora poche decine di partecipanti. Per inciso, il primo ME WSOP Moss lo vinse nel 1970 per acclamazione (voto) degli altri 6 giocatori presenti in sala.

Ciò non toglie che Johnny Moss – del quale parleremo in maniera più dettagliata in un altro contesto – è uno che ha masticato tonnellate di poker in ogni cardroom degli States, soprattutto in modalità TH No Limit.

Secondo Moss “L’Hold’em sta allo stud come gli scacchi stanno alla dama“. La frase è riportata da Al Alvarez nel suo famoso libro The Biggest Game in Town (1983). Il senso è tutto concentrato nel diverso livello di complessità. Secondo Moss, il NLH è un gioco molto più articolato dello stud, e pertanto richiede un maggior numero di skills. Lo stesso accade tra scacchi e dama: nel rapporto, gli scacchi sono il Texas Hold’em No Limit.

3. “Limit poker is a science, but no-limit is an art. In limit, you are shooting at target. In no-limit, the target comes alive and shoots back at you.” – Crandell Addington

Anche questa è una citazione ripresa da The Biggest Game in Town. A pronunciare la frase, però, è stato Crandell Addington, giocatore forse meno conosciuto dei precedenti anche perché nel suo palmares non c’è alcun titolo WSOP. Ci sono però 7 final table al ME, che fanno di lui il recordman in questa speciale categoria.

La sua battuta, che più o meno suona “Se il Limit Poker è una scienza, il No Limit è un’arte. Nel Limit spari ad un bersaglio, nel No Limit il bersaglio prende vita, si alza e ti spara“, punta il dito su due concetti. Il primo definisce che il gioco a puntate fisse è più scientifico, incentrato com’è sul calcolo delle pot odds, mentre il no limit richiede maggiore creatività.

La seconda analogia, invece, paragona il fixed limit (gioco che Addington praticava molto nel cash game) a un duello “a corto raggio”: l’azione è limitata, sia per chi spara per primo, sia per chi replica. Con il No Limit, invece, se manchi l’avversario (cioè non ottieni il suo fold), questi può reagire in qualsiasi modo, anche andando all-in. Insomma, è un bersaglio molto più pericoloso.

Crandell Addington (a dx, con il cappello da cowboy. Courtesy of PokerNews)

4. “The name of the game is No Limit Texas Hold’em, the game that takes a minute to learn but a lifetime to master.” – Mike Sexton

Mike Sexton (1947-2020) ha dedicato gran parte della sua vita al poker, indossando non solo i panni del giocatore, ma anche quelli del commentatore, promotore di eventi live e di pokeroom online. In un certo senso, si può dire che Mike Sexton è stato il primo e forse più efficace testimonial del poker, nella sua dimensione di fenomeno di massa.

Per essere tutto questo, non si può non amare il gioco. E lui infatti ha dichiarato la sua love story, soprattutto per il No Limit Hold’em, in maniera indelebile con la citazione che in italiano suona così: “Per imparare il No Limit Texas Hold’em basta un minuto, ma per giocarlo bene ci vuole una vita“.

Di questa stessa frase esistono più versioni, perché lui stesso era solito cambiarla durante gli show televisivi, ma la forma ufficiale (quella che abbiamo riportato) è impressa nel suo libro Shuffle Up and Deal: The Ultimate No Limit Texas Hold‘Em Guide (2005).

E’ una frase celebre quella di Mike Sexton. Ne esiste però una altrettanto significativa e che, vista la sua prematura morte, interpretiamo come un ultimo saluto: “May all of your cards be live and may all of your pots be monsters” (“Possano le vostre carte essere sempre in gioco e i vostri piatti enormi“).

5. “No-limit hold’em: Hours of boredom followed by moments of sheer terror.” – Tom McEvoy

Con alle spalle 3 milioni di dollari vinti, 4 titoli WSOP comprensivi di un Main Event (1983) e soprattutto uno dei libri di teoria sui tornei di poker più letto al mondo (Tournament Poker, 1995), ci si può permettere di dire che il poker a volte è noioso.

D’altra parte la battuta di Tom McEvoy (contenuta nel suddetto testo) descrive esattamente quello che accade nei tornei di No Limit Hold’em. In particolare nei primi livelli quando giocare troppe mani marginali non è la strategia migliore.

Lo stesso autore chiarisce il concetto qualche riga dopo. “Sometimes you will play for several hours without entering a pot when, suddenly, you get a hand and shove your entire stack into the middle“. “A volte giochi per ore e ore senza mai entrare in un piatto e poi, all’improvviso, ti arriva una mano e finisci ai resti“.

In sintesi: la pazienza è un’ottima virtù quando si partecipa ad un torneo.

La frase di McEvoy non è tuttavia originale al 100%. E’ l’utilizzo in chiave poker di una simile, presente in vari libri sulla Prima Guerra Mondiale e che in precedenza (forse per la prima volta) sembra sia stata usata dall’ufficiale britannico Lieut. H. O. Anne, impegnato nella Guerra Anglo-Boera (1899-1902).

E non è nemmeno l’unico caso di rielaborazione di una frase famosa per trasportarla “al tavolo”.

C’è ad esempio quella di Dutch Boyd, una delle più belle di sempre, che recita “Poker is lot like sex. Everyone thinks they’re the best, but most people don’t know what they’re doing” e cioè “Il poker assomiglia molto al sesso. Tutti pensano di essere i migliori, ma la maggior parte non sa quello che sta facendo“.

Sembra che il giocatore californiano abbia rielaborato il concetto prendendolo dal libro Poker Nation (2004) di Andy Bellin, il quale a sua volta cita la scrittrice Virginia Woolf come fonte primaria.

L’origine poco importa, perché senza dubbio i copyright sulla miglior poker-quote sono tutti di Dutch Boyd.

Foto di testa: Tom McEvoy (credits PokerNews)

Fonte di riferimento: Martin Harris, The 5 most memorable quotes about no-limit Texas hold’em (PokerStarsblog.com)

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su email
Email
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email