I filantropi nel mondo del poker

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Partecipare ad un torneo WSOP, EPT, WPT o di qualche altro grande tour internazionale significa avere la possibilità di vincere grandi cifre.

Significa anche investire parecchi soldi per la trasferta, il vitto, l’alloggio e soprattutto per iscriversi all’evento, e meno che il buy-in non sia stato vinto con un qualifier.

Comunque la si voglia mettere, un torneo di poker – per quanto sia “sportivo” – ha a che fare con i soldi.

In realtà, è il poker stesso a rimanere intrinsecamente legato alla presenza di un premio che abbia valore per ogni singolo partecipante. Se non è così, il gioco risulta troppo poco attraente e l’atto stesso di puntare chips perde di senso.

Fortunatamente il poker da torneo vive anche senza i grandi eventi milionari e i buy-in con tanti zeri. Ma è inevitabile che l’attenzione degli appassionati e dei media si concentri sulle grandi vincite e soprattutto sui “Paperoni” del poker.

Eppure, per essere un gioco che ruota attorno al denaro, il mondo del poker può vantare diversi esempi di giocatori-filantropi. Ecco qualche nome.

Igor Kurganov e Liv Boeree, compagni nella vita e in REG (credits PokerNews)

REG – Raising for Effective Giving

La REG (Raising for Effective Giving) è un’organizzazione di beneficenza le cui radici affondano nella community del poker.

Creata dalle superstar Philipp GruissemLiv Boeree e Igor Kurganov, la REG è un ente no profit di raccolta fondi, i cui donatori sono per lo più giocatori di poker professionisti e investitori che hanno scelto di rinunciare a una percentuale delle loro vincite o dei loro guadagni a favore di diverse organizzazioni, inclusa la The Against Malaria FoundationThe Humane League e Mercy For Animals.

Guy Laliberté (credits PokerNews)

Big One for One Drop

Al suo debutto alle WSOP nel 2012, il Big One for One Drop 2012 ha stabilito il record per il torneo con il buy-in più elevato: 1 milione di dollari. Anche se quel record è stato poi battuto nel 2019 dalle Triton Series di Londra (altro evento con scopo benefico), il primo Big One ha raccolto 5,6 milioni di dollari in beneficenza: un risultato che vale ancora di più.

Organizzato da Guy Laliberté, fondatore del Cirque du Soleil e grande appassionato di poker, l’evento è servito a raccogliere denaro per la One Drop Foundation, un’organizzazione no profit internazionale che si concentra su iniziative a tema acqua.

Per ogni milione di dollari di fee, 111.111 dollari sono stati donati all’ente. L’evento (48 player) ha fatto sold out, ed è stato vinto da Antonio Esfandiari, che in heads-up ha superato Sam Trickett per un primo premio di 18,3 milioni di dollari.

Scott Wellenbach (credits RIHL)

Scott Wellenbach

Quando il PCA Main Event 2019 ha raggiunto i suoi ultimi tavoli, l’attenzione di giocatori dei media si è fermata su Scott Wellenbach. Il 67enne canadese traduttore di testi in sanscrito e sul buddismo tibetano ha infatti dichiarato di voler devolvere in beneficenza tutte le sue vincite con il poker.

Alla fine Wellenbach è uscito al 3° posto, incassando 671.000 dollari. Una donazione incredibile per chiunque, ma soprattutto per uno che gioca semplicemente per passione, spinto dalla voglia di fare la differenza.

Barry Greenstein (credits PokerNews)

Barry Greenstein

Se Wellenbach è “l’eroe della gente” comparso negli ultimi tempi, allora Barry Greenstein è l’originale.

Soprannominato il “Robin Hood del poker” per i suoi sforzi filantropici, Greenstein ha donato una fetta considerevole delle sue vincite ottenute nei tornei, se non la totalità. Una scelta da sottolineare, soprattutto perché nel 2003 e 2004 (gli anni in cui Greenstein ha vinto rispettivamente 1,1 e 1,9 milioni di dollari), il mondo del poker offriva meno tornei con buy-in enormi e perciò le vincite a 7 cifre erano molto più rare rispetto a oggi.

Bryn Kenney (credits PokerNews)

Triton £1M

Eccoci al già citato Triton Million for Charity del 2019. Con un buy-in di £1.050.000, ha superato il Big One for One Drop 2012, diventando il torneo più costoso mai disputato e attribuendo la singola vincita più alta nella storia del poker.

L’evento ha visto 54 ingressi, ciascuno dei quali ha donato 50.000 sterline ad iniziative benefiche (2,7 milioni in totale).

Aaron Zang ha vinto il torneo, per 13,7 milioni di sterline (16,7 milioni di dollari), al termine di un accordo in heads-up con Bryn Kenney, che si è portato a casa il premio più alto ad oggi nella storia del poker (16,9 milioni di sterline, circa 20,5 milioni di dollari).

Dan Smith (credits PokerNews)

Dan Smith

L’uomo che ha chiuso al terzo posto (vincendo 7,2 milioni di sterline) al Triton Million for Charity 2019 è stato Dan Smith, veterano del poker high stakes, noto per le sue molteplici attività di beneficenza.

Dal 2013, Smith organizza ogni anno il Double Up Drive, dove cospicue donazioni vengono pareggiate fino all’ultimo dollaro.

I suoi sforzi, finora, hanno raccolto oltre 16 milioni di dollari in beneficenza.

Immagine di testa: Liv Boeree (credits ted.com)

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