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Chi è Guy Laliberté? La maggior parte delle persone lo conosce probabilmente – e giustamente – come il visionario fondatore del Cirque du Soleil: un circo senza animali dedicato solo alle spettacolari performance di mimi, acrobati e giocolieri sul quale ha costruito la propria fortuna economica.

Guy Laliberté è oggi uno degli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio che secondo Forbes ammonta a 2,5 miliardi di dollari. Per dare ragione delle sue possibilità – e del suo carattere eccentrico – basta dire che il canadese nel 2009 ha festeggiato i suoi 50 anni con un viaggio di 39 giorni nello spazio. Non contento, dopo aver visto il video di un (presunto) UFO sopra i cieli di Ibiza, ha costruito una pista d’atterraggio di 20 metri per velivoli extraterrestri nel giardino di casa sua.

Ma Guy Laliberté non è soltanto soldi e stranezze. Nella sua vita ci sono altre due voci fondamentali: la filantropia e il poker “alla texana”.

Guy Laliberté (credits PokerNews)

Nato nel 1959 in Quebec (Canada), monsieur Laliberté inizia a guadagnarsi da vivere come artista di strada a Montreal, dove si esibisce per le vie della città nei panni di mangiatore di fuoco, giocoliere e fisarmonicista ambulante. Nel 1984 arriva la svolta. Grazie all’amicizia con un miliardario incontrato un paio di anni prima a Las Vegas (Sin City è cruciale nella vita di Laliberté), il canadese riesce a trovare i fondi necessari per creare, insieme a Gilles Ste-Croix e Daniel Gauthier, il Cirque du Soleil. Da quel momento la sua vita cambia per sempre.

Ma non l’attrazione per Las Vegas con la quale Guy Laliberté ha un debito e dove, forse proprio per questo, il Cirque du Soleil è presente in pianta stabile ormai da anni. La capitale americana del gioco incarna per il miliardario canadese qualcosa di speciale: l’idea della sfida e della scalata verso il successo, possibile anche per chi parte dal basso. Non stupisce quindi che, proprio nella capitale del gioco, sia nata la sua passione per il Texas Hold’em.

Diciamolo subito in maniera chiara: Guy Laliberté è senza dubbio uno dei giocatori più perdenti nella storia del poker. Si tratta di perdite con tanti zeri, sia online che live, ma è altrettanto chiaro che uno come lui se le può permettere. Per quanto riguarda invece le vincite, su TheHendonMob.com ce ne sono solo due, anche se decisamente “pesanti” ed entrambe targate Las Vegas. Un 4° posto al WPT Championship 2007 per $696.220 di premio e la quinta piazza da 1.834.666 dollari nel The Big One for One Drop alle WSOP 2012. Nota: quest’ultimo torneo è un’idea sua.

Guy Laliberté (credits WSOP/PokerNews)

Insomma, al giocatore del Quebec piace fare le cose in grande, anche quando si tratta di poker. Lo testimonia il sopracitato The Big One for One Drop, torneo esclusivo con buy-in da 1 milione di dollari che dal 2012 è parte integrante del programma delle World Series Of Poker. Di fatto, però, l’evento è nato con uno scopo benefico. 111.111 dollari vengono prelevati da ogni iscrizione per essere devoluti alla One Drop Foundation, l’organizzazione internazionale senza scopo di lucro fondata da Laliberté che si occupa di combattere la povertà d’acqua.

E all’insegna della “grandeur” sono anche le sue prestazioni al tavolo da gioco. Ve ne proponiamo una, diventata famosa. L’azione si svolge nel 2010, di fronte alle telecamere del noto show televisivo High Stakes Poker. Al tavolo ci sono alcuni dei giocatori di cash game high stakes più noti di quel periodo, quali Antonio Esfandiari, Daniel Negreanu e Patrik Antonius.

I limiti sono 1.000/2.000 e Sam Fahra apre il gioco a 4.200 con A♥3♠. Il pro francese David Benyamine, vincitore di un braccialetto WSOP, chiama con A♣8♣. Stessa scelta anche per Guy Laliberté che, in posizione di SB, trova K♦5♦. La dealer gira sul tavolo le tre carte del flop: K♣3♦5♣. Il miliardario canadese fa check, Sam Fahra ne approfitta per puntare 13.000 chips ma Benyamin, con il nut flush draw e una overcard (l’asso) rilancia fino a 43.000.

David Benyamine (credits PokerNews)

A questo punto “la palla” torna a Laliberté che, in vantaggio su tutti con la doppia coppia, decide di controrilanciare a 168.000. Fahra si chiama fuori ma Benyamine, dopo averci pensato un minuto buono, va all-in per 600.000 pezzi. Laliberté chiama e gira le sue carte sul tavolo. Benyamine impallidisce quando si rende conto di essere sotto 35% a 65% in un piatto da 1,2 milioni e nel quale ha appena investito quasi tutto il suo stack. Laliberté se ne accorge e propone al francese di ritirare la puntata, accontentandosi di una vincita molto inferiore e pari al piatto precedente all’ultima azione.

Doyle Brunson si rivolge al francese: “Ti sta praticamente dicendo che un giorno della sua vita rappresenta la tua vita intera“. Nonostante il commento a dir poco schietto di Texas Dolly, Benyamine saggiamente accetta la proposta e salva una montagna di chips.

Immagine di testa: Guy Laliberté (credits PokerNews)