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La terza settimana delle World Series Of Poker si è conclusa ieri con altri sei titoli assegnati, per un totale di 37 dall’inizio dell’edizione 2026. Due giocatori molto noti, Jean-Robert Bellande e Benny Glaserquest’ultimo vincitore di otto braccialetti -, hanno mancato di pochissimo il bersaglio grosso. L’impresa è invece riuscita a Nick Schulman che ha messo a segno il suo ottavo sigillo WSOP.

Vediamo allora cos’è successo nelle pokeroom dei casinò Paris e Horseshoe di Las Vegas durante il weekend.

Jean-Robert Bellande (credits WSOP via PokerNews)

Cominciamo dall’evento che riguarda Jean-Robert Bellande, ovvero il #32: $3.000 No-Limit Holdem da 1.300 entries. Nel precedente report avevamo lasciato il torneo con solo sette giocatori ancora in corsa per il braccialetto, guidati proprio da Bellande. L’istrionico professionista americano, noto soprattutto come giocatore di cash game (“solo” 66 im dal 2001 a oggi), ha iniziato in maniera un po’ scomposta, perdendo abbastanza presto la chiplead. “Action Bob”, nickname che si adatta perfettamente al gioco senza paura dell’americano, si è però rifatto crackando A♠A♣ del connazionale Omar Zazay con J♥6♦: J♣ prima carta del board e 6♠ l’ultima, doppia coppia che scoppia gli Assi giocati in pot control da Zazay su un board connesso.

Poi Bellande ha restituito una parte del maltolto, quando Zazay – in all-in preflop – si è salvato con A♣3♠ vs J♠J♥ e board che porta il 3♣ al flop e il 3♦ al turn. Da lì in avanti, Omar Zazay ha inserito il turbo (per non dire altro). Ha preso un gran piatto a Bellande con coppia di 7 vs A♠10♠, schivando overcard, flush draw al flop, gut shot al turn e successivamente eliminando il greco Christos Argyriadis dopo avergli scoppiato i “ganci” con 6♠3♠ e doppia coppia sul board. In mezzo, Zazay ha quasi disintegrato lo stack di Bellande con due round di coppia inferiore che batte quella superiore (66 vs 77 e JJ vs AA)!

Jean-Robert Bellande è arrivato all’heads-up contro Omar Zazay in netto svantaggio. Prevedibilmente, il duello è durato poco. Giusto qualche mano, poi all-in di Action Bob con J♠10♦, Zazay chiama con A♦2♥ e il board liscio gli consegna il primo titolo WSOP in carriera. Bellande ha invece mancato il secondo braccialetto, dopo quello vinto nel 2018, ma questo risultato conferma il suo percorso molto positivo nel 2026, culminato pochi mesi fa nella vittoria milionaria a Cipro nell’High Roller Onyx.

Omar Zazay (credits WSOP via PokerNews)

L’evento #33, $10.000 Pot Limit Omaha Hi-Lo 8 or Better Championship, ha registrato la vittoria dello statunitense Nathan Gamble. Gamble, già vincitore di un titolo WSOP live nel 2017, si è lasciato alle spalle un field di 390 entries. Nella sfida conclusiva ha negato il bis di titoli 2026 al connazionale Justin Liberto, primo una decina di giorni fa nel $1.500 Mixed Omaha. Quarto posto per un altro statunitense, Martin Zamani, “bronzo” due anni fa nell’ultimo Estrellas ME di Barcellona.

Il terzo gioiello ” a stello e strisce” porta il nome di Jason Zipfel che a sorpresa – solo 6 itm nel suo palmares – si è imposto nel $1.500 Pot Limit Omaha (#35), torneo da 2.581 entries. Tra queste c’è anche l’italiano Massimo Morabito, 44° per $10.750.

Uno dei braccialetti più “costosi” è invece finito nella cassaforte del pro brasiliano Yuri Martins Dzivielevski. L’ex musicista ha sconfitto tutti (115 entries) col $100.000 No Limit Hold’em – High Roller (evento #36). L’ultimo ad arrendersi è stato il pro olandese Teun Mulder. Con questo risultato Dzivielevski sale a quota quattro braccialetti WSOP (+1 online).

Ecco le nove posizioni finali:

Se il brasiliano è prossimo alla “manina live”, Nick Schulman presto potrebbe dover usarle entrambe se mantiene il ritmo degli ultimi anni. Il grande player USA, uno dei migliori al mondo quando si tratta di varianti, ha vinto l’ottavo braccialetto WSOP con l’evento #37, $1.500 Limit H.O.R.S.E. (780 registrazioni).

Schulman ha vinto i primi tre nel 2009 (NL Deuce to Seven Draw Championship), nel 2012 (NL Limit 2-7 Draw Lowball) e nel 2019 (PL Omaha – Hi-Lo 8 or Better). Subito dopo la pandemia ha infilato una cinquina impressionante, eguagliata solo da Benny Glaser. Ha iniziato nel 2023 vincendo il $1.500 Seven Card Stud, seguito dalla doppietta nel 2024 con il $25.000 No Limit Hold’em – High Roller – 8-Handed e il The Closer delle WSOP Paradise. Un anno dopo è arrivato il settimo braccialetto, grazie al Championship di 2-7 Lowball Draw.

Due giorni fa, Schulman ha vinto l’ottavo titolo dopo aver sconfitto in heads-up il canadese Clayton Mozdzen: un successo che arriva appena un anno dopo il suo ingresso nella Poker Hall of Fame, insieme a Michael Mizrachi.

Tra l’altro, con questa vittoria Nick Schulman ha raggiunto il già citato Benny Glaser, altro gigante nel campo delle varianti del poker. Il pro di “sua maestà” ha invece mancato per un soffio l’allungo a nove titoli, nonché la sesta vittoria WSOP dal 2021. Nell’evento #38, $10.000 Limit Hold’em Championship (7-Handed), Glaser è stato battuto in heads-up dal cinese Dong Chen, titolare di un braccialetto WSOP Paradise 2023. Terzo posto per Jeremy Ausmus che insegue nella classifica dei collezionisti seriali di braccialetti con sei vittorie.

Tavolo finale raggiunto anche da Gus Hansen, al suo secondo itm di queste WSOP 2026.

Infine, per un primato personale raggiunto (da Schulman) c’è anche un record assoluto, tuttavia non del tutto positivo per il protagonista.

Il pro americano Jon Turner ha raggiunto il suo 21° final table in un evento WSOP senza però riuscire a conquistare il primo titolo. Arrivato al Day 3 dell’evento #40 ($1.500 Razz) da chip leader tra gli ultimi sei giocatori, Turner sembrava avere una grande occasione per sfatare il tabù, ma dopo un buon avvio ha perso terreno fino all’eliminazione al quinto posto per 30.177 dollari.

Con questo risultato, Turner supera Matt Glantz e diventa il giocatore con il maggior numero di final table WSOP senza aver mai vinto un braccialetto. Nonostante oltre 4,6 milioni di dollari di vincite live, un anello WSOP Circuit e numerosi successi nei tornei, il braccialetto continua a sfuggirgli.

Una curiosità statistica: delle sue 21 apparizioni al tavolo finale WSOP, ben 14 si sono concluse con un piazzamento tra i primi cinque, ma Turner non è mai riuscito nemmeno a raggiungere un heads-up per il titolo.

Jon Turner (credits WSoP via PokerNews)

Immagine di testa: Nick Schulman (credits WSOP via PokerNews)

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