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Le World Series Of Poker 2026 (26/05-15/07) proseguono il cammino iniziato due settimane fa, purtroppo senza grandi acuti da parte dei (pochi) giocatori italiani presenti a Las Vegas.

Ieri Dario Sammartino è riuscito a piazzare il suo primo in the money, chiudendo al 25° posto l’evento #12, $1.500 No Limit 2-7 Lowball Draw (626 entry) per un payout di 5.460 dollari. Il vice campione del mondo nel 2019 – ora ambassador di PokerStarsnews.it – è uscito per mano di Dylan Smith: i due finiscono ai resti con Sammartino in vantaggio 8-4-3-2 vs 8-6-5-3, ma all’ultimo cambio di carta l’italiano riceve il 3 che non migliora la sua mano, mentre il pro a stelle e strisce hitta il 4 vincente. Dylan ha poi raggiunto il gradino più basso del podio, preceduto da due connazionali: Gabriel Paul (2°) e Stephen Hubbard, vincitore del torneo dopo il 5° posto ottenuto nel $5k PLO cinque giorni fa.

Briciole “azzurre” anche dagli altri tornei conclusi oggi nella notte americana. Angelo Mancini, italiano ma residente negli States, si è fermato al 61° posto ($4.770) nell’evento #13: $1.500 6-Handed No-Limit Hold’em (1.840 entry). La vittoria finale ha premiato Honghao “Theo” Zhang, capace di precedere nomi noti come quelli di Michel Molenaar, Rania Nasreddine e Chris Hunichen. Il risultato di Zhang incarna il classico “da zero a cento”: prima di questa vittoria, il cino-americano non era mai andato in the money alle WSOP!

Zero itm italiani dall’evento #14: $1.500 Mixed Omaha, vinto dal pro USA Justin Liberto su un field di 1287 entry, e uno invece dal $600 Deepstack Pot-Limit Omaha (evento #15): quello di Tommaso Briotti, 326° su 2.636 entry per $1.200 di premio. Il torneo ha comunque regalato una bella sorpresa: la vittoria dell’americano Philip Ardire, giocatore amatoriale di passaggio a Las Vegas che ha deciso di partecipare al torneo per puro divertimento. Morale: braccialetto WSOP al polso e primo posto da $171.589, contro $13.637 incassati tra il 2010 e il 2026 con 6 itm! Chapeau e sigaro davvero meritati per Philip Ardire!

Philip Ardire (credits WSOP via PokerNews)

Adesso sono in corso gli eventi #11: $10.000 GGMillion$ High Roller No-Limit Hold’em e #16: $1.700 U.S. Circuit Championship No-Limit Holdem (in sostanza, una tappa del circuito WSOP), entrambi prossimi alla conclusione ma di nuovo senza giocatori del Belpaese.

Field più di nicchia ma di grande qualità è invece quello dell’evento #17: $10.000 No-Limit 2-7 Lowball Draw Championship. Al termine del Day 2 sono rimasti in gioco 13 players che insieme valgono 42 braccialetti: Shaun Deeb insegue il 9°, Phil Hellmuth il 18°. Questo è il chipcount:

Anche da questi tre tornei non arriveranno itm per l’Italia del poker. Tuttavia la strada è ancora lunga prima della fine e c’è tanto tempo per vedere altri azzurri sedersi ai tavoli delle pokeroom Paris e Horseshoe. Nell’attesa, regaliamoci qualche action clamorosa!

Viktor Blom (credits WSOP via PokerNews)

Cominciamo da un mega scontro andato in scena durante il Day 2 del già citato $600 Deepstack Pot-Limit Omaha. Certo, nel PLO è più facile assistere al clash tra mani monster, ma questa è una bad beat davvero dura da digerire.

Pete Wigglesworth apre il gioco con in mano A♦A♠J♠J♦ e riceve il call di Miguel Torres che ha K♣Q♥5♣4♣. Il flop recita A♥5♠3♣. L’original raiser c-betta 4.500 con il set floppato ma Torres, nonostante abbia solo coppia di 5 e il gutshot per la scala wheel, chiama. Al turn scende l’A♣, cioè poker per Wigglesworth e progetto di scala a colore che Torres può chiudere solo con il 2♣. Check-check e al river arriva proprio il 2♣. Torres esce puntando 10k. Wigglesworth sente puzza di bruciato – che naso! – e non rilancia: si limita al call, evitando un’eliminazione quasi certa!

La seconda azione è un misclick, termine che non si adatta al gioco live ma che in questo caso ha per protagonista un gigante dell’online: Isildur1, al secolo Viktor Blom. Lo svedese si trova al river 7♦Q♥6♥7♥3♠ con in mano A♠9♠: non c’è il punto, ma Blom ha un ottimo bluff catcher che decide di trasformare in una bet dopo il check del suo avversario. Lo statunitense Rick Mechammil non gli crede e chiama con K♦[9x]. Si va allo showdown e qui nasce il problema. Blom, evidentemente distratto, manda le proprie carte nel mucchio degli scarti senza prima girarle sul tavolo: mano “muckata” e piatto che va a Mechammil!

Chiudiamo con un’altra bad beat, davvero sfortunata ma in maniera davvero anomala. Siamo all’evento #11: $10.000 GGMillion$ High Roller No-Limit Hold’em, quando in sala ci sono ancora 22 giocatori, tutti già itm.

L’azione prende il via con il raise 2x di Bobby James da cutoff. Ricky Landais replica shovando le ultime 340.000 chips, pari a circa 5,5bb. Palla di nuovo a James che chiama con lo stack nettamente superiore (50bb ca.). Showdown: Landais è in vantaggio con A♣K♣ vs A♦9♠ e ci rimane al flop 6♦5♦4♥K♦ che gli consegna top pair di Kappa, anche se James ha il flush draw. Il problema, però, è un altro: il dealer ha girato quattro carte al posto di tre!

Interviene il floorman che, da regolamento, stabilisce che le quattro carte vengano mescolate (coperte naturalmente) e una eliminata come scarto del flop. Il nuovo board esce così: 4♥5♦6♦. Manca il K♦ che avrebbe dato il punto a Landais, il quale rimane comunque avanti. Al turn arriva l’8♥, seguito dal 7♣ al river: James trova una clamorosa scala runner-runner ed elimina Ricky Landais!

Ecco la prova video:

Immagine di testa: Shaun Deeb (credits WSOP via PokerNews)

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