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Pochi giorni fa parlavamo della grande confusione attorno alle prossime squadra italiane nelle coppe europee, ora è tutto un po’ più chiaro, ma anche un po’ più triste. È infatti diventato realtà il trasferimento del titolo sportivo della Pallacanestro Brescia verso la nuova società Roma Maxima, di Paul Matiasic, dimissionario presidente della Pallacanestro Trieste, che dovrebbe avere Ettore Messina come head coach e una licenza annuale per giocare l’Eurocup, portando a 10 il numero di squadre italiane impegnate in competizioni continentali nella prossima stagione: un record assoluto.

Roma avrà due squadre

Dopo la comparsa di Roma SPQR, società che fa capo a Luka Doncic, ecco nella capitale una nuova realtà: Maxima Roma (di Paul Matiasic appunto), che disputerà le partite casalinghe al PalaEur e ha ottenuto la wild-card per l’Eurocup della prossima stagione, allargata a 32 squadre, con ambizioni molto elevate per convincere NBA della bontà del progetto, in vista dell’arrivo del colosso americano dal 2027-28. Attenzione però, perché NBA sceglierà solo una squadra romana per la propria competizione continentale e questo non è affatto un dettaglio nella vicenda. Le stime economiche del progetto dell’ex presidente di Trieste prevedono un impatto stimato intorno ai 24 milioni di euro all’anno tra investimenti nel team, indotto turistico e commerciali sugli eventi sportivi. Ma c’è un però.

Quale sarà il destino della romana non scelta da NBA Europe?

Il nodo della questione, come accennato, è palese: uno dei due neonati club romani non sarà inserito in NBA Europe nel 2027, venendo pertanto chiamato a una scelta: proseguire o sparire. Il presidente FIP, Gianni Petrucci, parlando alla Gazzetta dello Sport, ha commentato così: “Il marchio più importante al mondo, l’NBA, ha deciso che Roma e Milano sono due città dove gli imprenditori vogliono investire. L’NBA è un marchio vincente e se investe 3 miliardi come partenza del progetto, qualcosa significherà. Chi mette i soldi ha tutto il diritto di cercare investitori. Quella che resterà senza NBA Europa mollerà? Abbiamo fatto questa domanda ad entrambe, ci hanno risposto che accettano il rischio. Si ritireranno? Sono eventi fisiologici, nel calcio ne sono successi molti di più. Siamo impotenti di fronte a questo. I tifosi mi insulteranno? Pazienza”.

A pagarne le conseguenze Cremona e Brescia, due realtà storiche costrette dal potere a lasciare la Serie A

Praticamente una supercazzola, quella del Presidente federale, che dice tutto e nulla, lasciando con un pungo di mosche in mano ai tifosi di Cremona – da tempo ormai rassegnati alla sparizione di un club che in 23 anni ha vinto una Coppa Italia dando alla città lombarda un nuovo punto di riferimento sportivo oltre al calcio – e di Brescia, che in 10 giorni hanno visto la propria squadra, reduce da una finale e una semifinale scudetto (solo per citare le ultime due stagioni), essere cancellata dalla Serie A di basket. Un colpo inferto alla città dopo una stagione e un ciclo che avevano portato la società biancoblu stabilmente ai vertici della massima serie, mantenuta per 10 anni consecutivi. La Coppa Italia vinta nel 2023, la finale scudetto del 2025, le semifinali e un legame sempre più profondo con il PalaLeonessa, struttura nuova che resterà una sorta di cattedrale del deserto. Un patrimonio dilapidato con un passaggio societario destinato a cambiare il volto dello sport cittadino, che al basket ha fatto spesso riferimento negli ultimi anni. Una questione che non riguarda solo i tifosi – così come vale per quelli della Vanoli Cremona – ma che coinvolge anche chi ha lavorato dentro e attorno ai club: dipendenti, collaboratori, settore giovanile (Ferrari ha detto che non sarà dismesso), staff tecnico e famiglie coinvolte nell’attività della società. Un dramma collettivo che ha portato a una furente contestazione dei tifosi bresciani a margine della conferenza stampa del presidente Mauro Ferrari, il quale – un po’ come detto da Petrucci – si è di fatto conquistare dal potere dei soldi, che Matiasic ha messo sul tavolo per prendersi il titolo di Brescia e, con esso, i sogni di tantissimi appassionati che, anche non bresciani, si erano affezionati al progetto Leonessa.

E così il basket italiano avrà due squadre di Roma, completamente nuove, senza storia né tifo, di cui una potrebbe durare anche solo un anno, per via della futura scelta (se realmente accadrà, perché tutto ad oggi è solo un’ipotesi) della NBA, il colosso del basket economicamente più importante del mondo, che porta soldi ma sicuramente non la passione che cremonesi e bresciani hanno messo in decenni di pallacanestro “provinciale”. Un paradosso in perfetto stile italico, che potrebbe farci ritrovare qui tra un anno a parlare di un nuovo titolo sportivo che si sposta nuovamente, perché sarebbe davvero curioso capire cosa farebbero Doncic e Matiasic in caso la loro squadra non fosse ammessa al progetto NBA Europe. Quel che sappiamo, purtroppo, è che Cremona e Brescia non esisteranno più come le abbiamo conosciute in questi anni e ripartire da zero (anche fosse una serie B o l’A2 odierna) è comunque una sconfitta per tutto il mondo della pallacanestro italiana, che guardi si al futuro, ma nono rispettando passione di tanti tifosi.