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Dopo aver sancito i migliori cinque italiani della stagione di LBA, è arrivato il momento di trovare la Top 5 dei migliori in assoluto. Quelli che, ruolo per ruolo, si sono maggiormente distinti negli scorsi mesi e che sono arrivati fino agli ultimi atti. Con un menzione d’onore per Jahmi’us Ramsey, capocannoniere della stagione regolare che avrebbe meritato un posto, ci siamo concentrati principalmente su chi è arrivato in fondo facendo la differenza principalmente nei playoff. Questa scelta porta ovviamente a sacrificare alcuni elementi che durante l’anno hanno viaggiato a medie altissime con prestazioni altisonanti, ma che devono lasciare spazio a chi è arrivato in fondo per evidente motivo. Tra questi giusto citare Saliou Niang (ala della Virtus Bologna), Miro Bilan (centro di Brescia) e Jason Burnell (ala di Brescia). Parliamo, rispettivamente, del miglior U22, centro e sesto uomo del campionato. Ma nello sport conta vincere, e chi vince si merita il posto in quintetto, con una sola eccezione.

Playmaker – Leandro Bolmaro

Impegnato spesso più in Eurolega che in campionato, quando c’è stato bisogno che alzasse i giri del motore è stato il giocatore più decisivo dell’Olimpia Milano nella corsa allo scudetto. Determinante nei quarti di finale contro Reggio Emilia (12.6 punti di media); devastante in semifinale contro Brescia (14.2) con momenti di onnipotenza cestistica; punto di riferimento in finale, dove ha brillato per punti solo in gara 3 (20), ma nel complesso ha messo in campo tutta la propria grinta e presenza difensiva, risultando come miglior difensore delle Finals e nel complesso il miglior creatore di gioco di tutti i playoff (a onor del vero: più per sé che per i compagni). Dovrebbe essere tra i punti di partenza del roster meneghino anche nella prossima stagione.

Guardia – Amedeo Della Valle

Impossibile toglierlo (anche) da questo quintetto. Ciò che abbiamo scritto per la Top 5 dei migliori italiani va copiata e incollata qui, confermando come il 33enne di Alba stia vivendo il miglior momento della carriera. La situazione di Brescia, ad oggi in bilico tra un presente a due facce (tra campionato e la possibilità di giocare la Champions League a Roma, per una successiva cessione del titolo a una nuova società della capitale in vista dell’arrivo dell’NBA al termine della prossima stagione), non rende così stabile nemmeno la sua situazione in biancoblu, dove se fosse per lui probabilmente chiuderebbe la carriera. La speranza, da osservatori, è che gli scossoni societari che stanno sconquassando il mondo della pallacanestro bresciana e italiana, non condizionino la prossima stagione di Amedeo, che vorremmo ancora vedere protagonista come lo è stato nelle ultime stagioni.

Guardia – Armoni Brooks

MVP della stagione regolare ed MVP delle Finals. Un double personale – unito al triplete conquistato dalla squadra – che ne sancisce la conclamata crescita cestistica e che, purtroppo per l’Olimpia, porterà alla sua partenza verso nuovi lidi nella prossima stagione. Quando fatto dall’esterno americano in questa stagione è la più grande vittoria di coach Peppe Poeta, che in Armoni ci ha creduto più di tutti quanti (sicuramente più di Ettore Messina, che quando era seduto sulla panca di Milano lo vedeva poco e male). Il coach l’ha coccolato, strigliato quando serviva, ma sempre credendo nell’enorme potenziale di un giocatore che, anche solo da vedere, è una bellezza per gli occhi. Brooks lascerà l’Italia con 15.6 punti di media in stagione (playoff compresi), e 14.5 nella sola fase finale, con vette di 27 nella gara 3 che ha chiuso i conti nei quarti di finale e 22 nella sconfitta in gara 3 della finale contro Venezia, nella quale insieme a Bolmaro è stato il giocatore che più di tutti ha provato a chiudere la contesa scudetto in favore dell’EA7 sin dal primo match point. Ci mancherai, Armoni!

Ala grande – Jordan Parks

Il pitturato del nostro quintetto è tutto a tinte orogranata. In ala il posto se lo merita Jordan Parks, eletto anche da LBA nel miglior quintetto delle Finals. I suoi playoff sono stati un continuo crescendo, con la gemma di gara 3 nella serie contro Milano come gioiello da inserire tra le migliori prestazioni in maglia Reyer. Una gara da 22 punti e 27 di valutazione in 28′ di gioco che conferma la bontà della scelta della società di confermarlo per la quarta stagione consecutiva. Oggi 32enne, Parks è un giocatore che potrebbe serenamente giocare l’Eurolega – e prima o poi magari ci approderà – ma ha già firmato un’altra estensione di contratto che lo legherà al club orogranata fino alla stagione 2027-28, quando magari Venezia riuscirà anche a giocarla l’Eurolega, nel palazzetto nuovo. Il suo legame con Venezia è qualcosa che va oltre il campo di gioco e, per questo, la scelta di restare può far bene a tutti. La leadership e l’intensità che mette in entrambe le metà campo, lo hanno fatto diventare lagunare d’azione e, ora che il lavoro è arrivato quasi a compimento, lui e la Reyer vogliono riprovare a vincere lo scudetto.

Centro – Amedeo Tessitori

Chiudiamo il cerchio con il miglior italiano delle Finals, nonché miglior centro dei playoff. Tessitori, che abbiamo personalmente inserito già tra i migliori italiani della stagione, ha giocato probabilmente i migliori playoff della sua carriera, andando in doppia cifra in 8 partite su 11, con 3 di queste sopra i 20 punti. Tex, così lo conoscono tutti nel mondo del basket, è alla quarta stagione con la maglia della Reyer Venezia e mai come quest’anno ha sfiorato il grande colpo. Lui ha già vinto lo scudetto con la Virtus Bologna (2020-21), così come l’Eurocup (2021-22 sempre con le V Nere), ma farlo con Venezia avrebbe ancor più il sapore dell’impresa. Ecco perché la storia d’amore in laguna continuerà, con l’obiettivo di alzare ancora di più l’asticella, in Italia e in Europa.