Dopo sei partecipazioni fallite alla Final Four, incluse tre sconfitte in finale, l’Olympiacos ha finalmente conquistato il suo primo titolo di Eurolega dal 2013 con una palpitante vittoria per 92-85 sul Real Madrid. In una partita perfettamente equilibrata, con 10 cambi di vantaggio e 5 parità, l’esito è rimasto incerto fino agli ultimi secondi, con il punteggio di 80-80 a favore del Real Madrid nei minuti di chiusura. Ma i Reds, spinti da migliaia di tifosi in delirio la cui passione ha trasformato il Telekom Center di Atene in un campo di casa, hanno avuto la meglio negli ultimi possessi, conquistando così il quarto titolo continentale. Tanti i protagonisti di questa finale, che ci portano a costruire il miglior quintetto della competizione, modificando un po’ i ruoli dei giocatori per adattarli a entrare nella nostra Top 5.
Playmaker – Thomas Walkup
Punto di riferimento dei Reds ormai da anni, gioca una finale in controllo, da protagonista per sé e per i compagni. 10 punti col 100% dal campo (1/1 da due, 2/2 da tre e 2/2 in lunetta), 2 rimbalzi, 2 assist, un recupero, 2 falli subiti e 12 di valutazione. Invisibile o quasi in semifinale (2 punti realizzati nel successo sul Fenerbahce), ha messo la sua firma sull’ultimo atto della stagione, aiutando non poco i suoi a raggiungere l’obiettivo. La sua finale è una gemma in una stagione non particolarmente redditizia dal punto di vista dei tabellini, chiusa a 5.3 punti, 2.6 rimbalzi ma 5.7 assist, che dimostrano quanto, più che per sé, Walkup sappia giocare per gli altri.
Guardia – Evan Fournier
Devastante! Questa finale è, per buona parte, sua, eletto MVP del match. Prestazione da NBA per un giocatore che è arrivato proprio per essere il valore aggiunto che portasse l’Olympiacos al grande successo in Eurolega. E dopo alcuni tentativi, ce l’ha fatta. Nell’ultimo atto della stagione europea fa registrare 20 punti segnati (3/4 da due, 3/7 da tre, 5/5 ai liberi), 5 rimbalzi, 4 assist, un recupero, 5 falli subiti e 21 di valutazione. Una serata da ricordare, dopo una stagione in cui ha viaggiato a 11.6 punti, 2.1 rimbalzi e 2.9 assist di media a partita, tirando col 37% da tre, percentuale che ha avuto un picco durante queste Final Four, raggiunge il 40% da oltre l’arco (6/15).
Ala Piccola – Trey Liles
In una finale comunque ben giocata, seppur persa negli ultimi possessi, dal Real Madrid, non potevamo non inserire Trey Liles, alfiere di Sergio Scariolo nel match di Oaka. Il suo referto recita 24 punti con 4/8 da due, 5/6 da tre, 1/2 ai liberi, 8 rimbalzi, un assist, 3 recuperi, 5 falli subiti e 30 di valutazione, la più alta della partita. I suoi numeri in queste Final Four ne avrebbe fatto sicuramente l’MVP, andato al collega Fournier che è riuscito ad alzare la coppa. Ma la sua resta una stagione da incorniciare: 13.5 punti (col 46% da tre e il 54.5% da due), 4.5 rimbalzi, 1.5 assist e 15.1 di valutazione media. Un primo anno europeo decisamente buono, dopo le tante (11) stagioni passate tra alti e bassi in NBA. Scariolo ha trovato in lui un realizzatore versatile, con tiro dalla lunga distanza e una solida esperienza, che ha dato profondità al frontcourt madridista e fisicità sotto canestro. E’ mancato il successo finale, ma se il Real riuscisse a rinnovarlo, saprebbe di avere in seno un giocatore dal sicuro affidamento.
Ala Grande – Alec Peters
Due partite nelle Final Four, due pietre preziosi da incastonare in un più grande gioiello che è la stagione di Alec Peters. 17 punti in semi contro il Fener, 16 in finale contro il Real, con 5/6 dal campo, 5/6 in lunetta, 7 rimbalzi, 2 assist, 6 falli subiti e 26 di valutazione. Parliamo di un’ala grande che gioca benissimo vicino a canestro ma che sa prendersi responsabilità anche da oltre l’arco, come spiega bene il 4/4 realizzato in queste ultime due partite della stagione. Giocatore eccezionale, che alla quarta annata con l’Olympiacos è riuscito a togliersi la soddisfazione più grande: vincere l’Eurolega.
Centro – Nikola Milutinov
Chiudiamo il cerchio con un giocatore che, a 31 anni, sembra ne abbia almeno 10 in più di esperienza. Nikola Milutinov è un punto di riferimento non solo per l’Olympiacos e l’Eurolega, ma per l’intera pallacanestro europea. I suoi numeri della finale non sono eccezionali, ma ugualmente rilevanti: 8 punti, 8 rimbalzi, 5 falli subiti e 15 di valutazione. Milutinov, del quale si parla per un possibile futuro all’Olimpia Milano, vince l’Eurolega per la prima volta in carriera chiudendo una stagione da 10.2 punti, 7.2 rimbalzi, 1.4 assist e 19.4 di PIR (player index rating… valutazione) di media. Solido come pochi altri, ha trovato la sua dimensione totale all’Olympiacos, ma una volta vinto ciò che doveva, ora potrebbe anche andare a “insegnare” il gioco in area in qualche altra importante piazza d’Europa.


