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Nel mondo dei wargame tridimensionali, gli appassionati sono spesso condizionati da regolamenti corposi e miniature legate a uno specifico sistema di gioco o di un brand. One Page Rules parte da un’idea differente: rendere il gioco più immediato e, soprattutto, lasciare maggiore libertà ai giocatori.

Da questa filosofia sono nati due wargame che, per ambientazione e sistemi di gioco, ricordano in parte quelli di Games Workshop. In realtà, si tratta di due famiglie di wargame: Age of Fantasy e Grimdark Future, dove la prima è parente di Warhammer Fantasy Battle, la seconda di Warhammer 40K.

Ognuna comprende quattro wargame diversi, spaziando dalle battaglie tra eserciti agli scontri su scala ridotta. Il tutto, però, con al centro regole snelle e un approccio miniature agnostic: OPR produce infatti una propria gamma di miniature, ma non obbliga i giocatori a utilizzarla.

La storia: un progetto indipendente per un’alternativa per il fantasy

L’idea di One Page Rules (OPR) risale al 2014 per iniziativa del game designer italiano Gaetano Ferrara, intenzionato a creare regolamenti gratuiti, semplici da imparare e utilizzabili con miniature differenti. Nel tempo, attorno al progetto è cresciuto un ecosistema decisamente più articolato, sostenuto anche da una community internazionale. Un percorso, questo, che assomiglia molto a quello di Mantic Games, soprattutto per il wargame fantasy Kings of War. E non è un caso. La storia di OPR, infatti, precede di poco uno dei passaggi più discussi nel settore del wargame fantasy.

Nel 2015 Games Workshop concluse infatti la lunga esperienza di Warhammer Fantasy Battles, sostituendolo con Age of Sigmar. Molti appassionati si ritrovarono così con eserciti costruiti e dipinti nel corso degli anni, ma senza il sistema per il quale erano stati originariamente concepiti. Un contesto nel quale regolamenti alternativi capaci di riportare quelle miniature sul tavolo trovarono inevitabilmente terreno fertile.

Curiosamente (ma non troppo), anni dopo la stessa Games Workshop avrebbe recuperato le battaglie fantasy su basette di movimento: Warhammer: The Old World, annunciato nel 2019, è arrivato sul mercato nel 2024.

Giunti a questo punto, è tempo di addentrarci nelle specificità di Age of Fantasy.

Immagine credits OPR

Age of Fantasy, quattro modi diversi di giocare

Age of Fantasy non identifica un unico regolamento. Il titolo che potremmo definire principale è Age of Fantasy Battle Game, una versione molto semplificata di WHFB, con unità imbasettate, unità in formazione aperta e miniature singole.

Accanto a questo troviamo Age of Fantasy: Regiments, dedicato alle classiche battaglie tra formazioni organizzate esclusivamente su movement tray e di dimensioni relativamente più piccole (ricorda Warmaster di GW), e Age of Fantasy: Skirmish, che riduce drasticamente il numero di miniature necessario: OPR indica circa 10-15 modelli e partite nell’ordine dei 40-60 minuti.

A questi si aggiunge infine Age of Fantasy: Quest, esperienza per 1-4 giocatori maggiormente orientata all’avventura, con piccoli gruppi di personaggi impegnati in missioni e campagne.

Per completezza d’informazione, anche il gioco ad ambientazione futuristica contiene quattro versioni: il mass battle (Grimdark Future), lo skirmish (Firefight), l’adventure (Star Quest) e lo space battle (Warfleets).

Le Core Rules possono essere scaricate gratuitamente e sono disponibili anche in italiano, mentre Army Forge permette di creare e gestire online le liste degli eserciti. Per chi desidera maggiore profondità esistono poi regole avanzate, campagne e modalità aggiuntive.

Immagine credits OPR

Chi gioca sceglie le miniature

È probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti del modello OPR.

One Page Rules ha sviluppato un proprio universo fantasy, proprie fazioni e una gamma di miniature fisiche, oltre ai file STL destinati alla stampa 3D. Ma possedere quei modelli non è necessario per giocare.

Si possono utilizzare miniature di altri produttori oppure modelli già presenti nella propria collezione, purché vengano rispettati i requisiti del regolamento, in particolare quelli relativi all’imbasettamento.

Questo significa poter recuperare, per esempio, vecchie miniature nate per altri sistemi e riportarle sul campo di battaglia, invece di ricominciare necessariamente una collezione da zero.

Un wargame cresciuto insieme alla community

Anche il rapporto con i giocatori rimane una componente importante della filosofia One Page Rules. Il progetto utilizza beta pubbliche e feedback della community nello sviluppo delle nuove versioni, mentre negli anni sono nate spontaneamente traduzioni, contenuti e iniziative organizzate dai giocatori. Le stesse traduzioni dei regolamenti, prima di diventare ufficiali, erano state a lungo portate avanti dalla community attraverso Discord.

Quello che era partito come un esperimento per rendere il wargame più semplice è così diventato qualcosa di più ampio: un sistema con regolamenti, miniature, strumenti digitali e un proprio universo, ma che continua a separare una cosa dall’altra quando serve. Il nostro consiglio è di provarlo.

Immagine di testa credits OPR

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