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La top 11 dei figli d’arte: buon sangue non mente nel calcio

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Ricca, per non dire ricchissima, la storia dei figli d’arte nel calcio.

Di padre in figlio e in almeno in un caso, anche di nipote. Insomma un DNA particolare e con ottime attitudini al gioco del calcio da tramandare: e guardate bene, non è poi così scontato.

La storia del calcio è anche ricca di flop per alcuni figli d’arte, su cui ha pesato più il cognome che le proprie qualità di giocatore. In altri casi, come vedremo, l’epilogo è stato ben diverso: oltre al cognome, ecco anche un percorso ad alti livelli a confermare la bontà delle proprie skills.

Per voi, abbiamo stilato una favolosa top 11 di figli d’arte, schierando la formazione con un particolare 3-2-3-2. Nomi per certi versi nostalgici come pochi.

top 11 figli d'arte
La nostra top 11 dei figli d’arte

1 – Kasper Schmeichel

Una famiglia abituata ai miracoli: e non solo intesi come grandi parate.

Kasper è figlio di quel Peter capace di vincere Euro 1992 con la Danimarca e autentica colonna portante del Manchester United anni ’90 di Sir Alex Ferguson, con cui Schmeichel senior ha vinto tutto e di più, tra i confini inglesi e oltre.

Kasper ha ripercorso le orme del padre e ben presto si è imposto tra i pali: forse non con lo stesso impatto del padre, ma sicuramente centrando un’altra miracolosa vittoria: la Premier League 2016 con il Leicester. Un clamoroso trionfo del quale si parlerà ancora per decenni.

2- Ignazio Abate

Una vita spesa con la maglia del Milan.

Per certi versi possiamo considerarlo davvero una delle ultime bandiere nel calcio moderno: dopo tutta la trafila nel settore giovanile rossonero, Ignazio Abate si è fatto le ossa in qualche prestito, per poi tornare alla base e diventare un passo alla volta il titolare del binario di destra della difesa rossonera. Uno Scudetto e due Supercoppe Italiane, fino all’addio nel 2019.

Prima di Ignazio però, ecco suo padre Beniamino. Un portiere esploso giovanissimo nel vivaio del Benevento, dove approda anche in Prima Squadra. Poi il salto con il passaggio ad Udine, con una parentesi a Messina, prima di essere la riserva di Zenga nell’Inter per 3 anni. Chiude la carriera nel 2001 a Prato.

Attualmente sia Beniamino e sia Ignazio lavorano per il settore giovanile del Milan: Abate Senior come preparatore dei portieri degli Allievi e Abate Jr. tecnico dei Giovanissimi.

Quest’ultimo seppur terzino, nella nostra formazione lo inseriamo come centrale destro della difesa a tre.

3- Daley Blind

La potenza olandese, al servizio dell’Ajax.

Ai giorni nostri Daley Blind è un nome molto conosciuto. Cresciuto nel vivaio dell’Ajax, il difensore classe 1990 debutta in prima squadra e le sue prestazioni attirano le attenzione del Manchester United. 4 stagioni non facili ad Old Trafford, con tanti infortuni e il ritorno ai lanceri nel 2018, di cui diventa capitano.

Ma ancora prima di lui, ecco il padre. Difensore roccioso dell’Ajax anni ’90 che vinse la Champions League 1995, con il bis mancato la stagione seguente. Quasi 400 presenze con la squadra di Amsterdam e 42 gettoni con la maglia della nazionale olandese, di cui adesso è l’allenatore in seconda.

Il figlio è il capitano della selezione orange con 92 apparizioni e dunque i due, almeno in nazionale, lavorano gomito a gomito.

4 – Paolo Maldini

Qui siamo davanti ad un caso più unico che raro.

Padre, figlio e nipote. Da Cesare a Paolo, fino ad arrivare a Daniel fresco campione d’Italia con il Milan e autore di una rete pesante in quel di Spezia.

Per comodità prenderemo in esame solo Cesare e Paolo, con l’augurio che anche il più piccolo della Dinastia Maldini possa vincere tanti trofei.

Del nonno e del padre sappiamo tutto. Dal 1954 non è passato un solo giorno che mancasse un Maldini nel vasto mondo rossonero: tra campo, panchina, settore giovanile e scrivania. Un qualcosa di mai visto, a cui si aggiunge la Champions League alzata da capitani.

Cesare a Wembley nel 1963 e Paolo 40 anni dopo a Manchester, per la quarta delle cinque vinte da questo meraviglioso giocatore. Non solo, ma i due sono stati anche allenatore e giocatore della stessa squadra in due occasioni. Dal 1996 al 1998 nella Nazionale Maggiore, con Maldini Senior CT e Maldini Jr. capitano.

E poi per tre mesi nella parte finale della stagione 2000-2001: Cesarone assieme a Tassotti alla guida del Milan, dopo l’esonero di Zaccheroni e Paolo capitano in campo.

Ai giorni nostri, con Cesare scomparso nel 2016, Paolo Maldini tesse le fila rossonere dal ponte di comando e Daniel sta muovendo i primi passi nel mondo del professionismo.

5 – Frank Lampard

Passiamo alla mediana e il primo cognome è di quelli pesanti.

Frank Lampard è stato per anni uno dei centrocampisti più completi e forti al mondo. Ha fatto le fortune del Chelsea, ma i suoi primi passi risalgono al percorso nel West Ham: dall’accademy alla prima squadra. Quegli Hammers in cui il padre, Frank Senior, ha giocato dal 1967 al 1985.

18 anni in cui ha difeso i colori degli Irons in 551 partite. Per Frank Jr. è stato quasi naturale giocare nel settore giovanile del West Ham, ma quando è arrivato il passaggio ai rivali concittadini del Chelsea, per molti tifosi è stato un grande atto di tradimento: per la rivalità appunto e per la tradizione di famiglia.

6 – Thiago Alcantara

Altro caso particolare.

Qui siamo davanti ad un padre e due figli. E tutti con “nomi” differenti, come vuole la tradizione brasiliana, anche sé Thiago sceglierà poi di giocare con la nazionale spagnola. Quest’ultimo è uno dei punti di forza del Liverpool, dopo aver indossato le maglie di Barcellona e Bayern Monaco.

Il fratello è Rafinha, del quale parleremo più avanti.

Il padre è il noto Mazinho che in Italia abbiamo visto all’opera con le maglie di Lecce e Fiorentina ad inizio anni ’90, per poi iniziare una spola tra Brasile e Spagna. Con la maglia verderoro si è laureato come campione del Mondo nel 1994.

Una famiglia di “pallonari”.

7 – Federico Chiesa

Passiamo ai tre giocatori alle spalle del tandem di attacco.

A destra non può che agire Federico Chiesa: dalla Fiorentina alla Juventus a suon di gol e prestazioni, con la vittoria dell’Europeo un anno fa ad eleggerlo uomo imprescindibile nello scacchiere di Mancini. Uscito di scena lui per l’infortunio, i sogni qatarioti degli azzurri si sono infranti con la Macedonia.

Prima di lui però, ecco il padre Enrico. Definito da sempre il Bomber di Provincia, considerando le valanghe di reti con Parma, Fiorentina, Sampdoria, Cremonese e Siena solo per citarne alcune. Tra gli anni ’90 e il primo decennio del nuovo secolo, Chiesa Senior ha segnato 216 reti in 599 presenze nei campionati professionistici e indossando 17 volte la maglia azzurra con 7 reti.

La Chiesa è sempre al centro del villaggio.

8- Rafinha

Parte terza, di una famiglia come detto di pallonari (in senso buono)

Giocatore meno eclatante del fratello, ma la cui carriera lo ha visto passare da grandi club come Barcellona, Inter e PSG, mentre attualmente gioca con la Real Sociedad.

Rispetto a Thiago, Rafinha ha scelto di indossare la maglia del Brasile, dopo alcune presenze nelle selezioni giovanili della Spagna.

9 – Justin Kluivert

Sulle orme del padre, in tutti sensi.

Devastante in Olanda e poca cosa in Italia, anche Justin ha vissuto una sorta di flop la sua esperienza in Serie A con la maglia della Roma. Nelle giovanili dell’Ajax segna a raffica e il passaggio alla prima squadra è quasi naturale. Qui diventa uno dei gioielli più ricercati e nel 2018 approda alla Roma. In due stagioni appena 5 reti in 53 gare. Poi il passaggio al Lipsia e al Rennes.

Molto simile la storia di Patrick Kluivert. Il padre vince da protagonista la Champions del 1995 con una rete al Milan in finale e proprio i rossoneri lo prenderanno nell’estate del 1997. Un disastro assoluto durato appena 12 mesi, con il passaggio al Barcellona e una sorta di rinascita.

10 – Christian Vieri

Passiamo ai bomber che compongono l’attacco.

Christian Vieri ha bisogno di poche presentazioni: ha giocato con Juventus, Milan, Lazio e Inter in Italia (solo per citare le più famose) e Atletico Madrid in Liga, oltre a segnare tantissimi gol con la nazionale.

Ancor prima di “Bobone”, ecco il padre Roberto detto “Bob”: dal 1965 al 1974 Vieri Senior da mezzala ha indossato le maglie di Fiorentina, Prato, Sampdoria, Juventus e Roma prima di emigrare in Australia.

Ma la famiglia Vieri non si ferma qui: Massimiliano, fratello minore di Christian, dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili della Juventus ha speso gran parte della carriera in Serie C, collezionando anche 29 presenze a Napoli, l’anno seguente al fallimento dei partenopei.

11 – Erling Håland

Il nuovo che avanza a suon di reti.

Erling Braut Håland è il presente e il futuro del calcio mondiale, oltre ad essere appena stato acquistato dal Manchester City di Pep Guardiola. Il classe 2000 in pochissimo tempo ha impressionato tutti con la sua vena realizzativa e dopo i 17 gol in 16 presenze con il Salisburgo, il norvegese è diventato il punto di riferimento del Borussia D, almeno fino a poche settimane fa.

Molto meno noto il padre Alf-Inge Rasdal Håland, almeno fino allo scontro con Roy Keane. Una carriera spesa come onesto difensore in Premier League, tra Nottingham, Leeds e Manchester City. Proprio con i “Citizen” subirà l’entrata killer del capitano delle United.

Roy dirà poi di aver vendicato un fatto risalente a tre anni prima, quando lo stesso Keane si infortunò contro il Leeds di Haland Senior, dove il norvegese invitava il nordirlandese a non fare scene e a rialzarsi. Tre anni dopo la vendetta e la fine della carriera per il padre del nuovo bomber del City.

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