statistica scudetto capocannoniere

Per vincere lo scudetto serve il capocannoniere? La statistica parla chiaro…

Bomber in squadra, Scudetto assicurato.

Una frase che appare scontata, ma se analizziamo bene la cosa, di fondato c’è davvero poco.

In Serie A non sempre chi ha il capocannoniere in squadra riesce poi a mettere le mani sullo Scudetto.

In 76 campionati a girone unico, partendo a conteggiare dalla prima stagione post seconda guerra mondiale, solo 22 volte la squadra che ha messo il tricolore al petto ha visto uno dei suoi giocatori conquistare il primo posto nella classifica cannonieri.

Scudetto-Bomber non è un connubio che fa rima in Serie A e basti pensare che nel nostro campionato l’ultima volta è successo 13 anni fa: Ibra segna 25 reti con la maglia dell’Inter nella stagione 2008-09 e il campionato è nelle mani dei nerazzurri.

Da quel momento, chi vince lo Scudetto non ha il capocannoniere del torneo e viceversa, chi vince la classifica cannonieri non è poi Campione d’Italia.

Semplice caso, o c’è qualcosa di più, oltre ai meri numeri? Non resta che scoprirlo.

Lo scudetto passa dal gruppo

Datemi un portiere para tutto, una punta che segna tantissimo, altri 9 che corrono come muli: al resto ci penso“.

Si tratta di una delle più famose e celebri frasi di Nereo Rocco che con il Milan ha vinto tutto e di più. Ma anche il buon “Paron” in cuor suo, era conscio che un solo bomber non basta per arrivare a traguardi come lo Scudetto: una corsa a tappe che si snoda per quasi 10 mesi.

Il suo Milan è un esempio lampante: da Altafini a Rivera, passando poi negli anni a Prati, Sormani, ancora Rivera e via dicendo. Insomma, le grandi squadre se vogliono vincere devono avere prima di tutto un collettivo all’altezza e soprattutto un buon numero di giocatori che riescono a segnare.

E non parliamo solo di punte o mezze punte. Dalle ali ai centrocampisti, dai terzini ai centrali difensivi che possono essere il valore aggiunto sulle palle alte in fase offensiva.

Tornando al nostro argomento abbiamo visto che dal 1946 ad oggi, solo in 22 occasioni la squadra campione può mettere in mostra anche il capocannoniere delle Serie A. 22 volte su 76 campionati, equivale ad un “misero” 28.5%.

Questa cifra non fa altro che ribadire quanto detto: con un solo bomber sottoporta si fatica e non poco a mettere le mani sugli Scudetti. Dunque, meglio qualche in gol in meno in dote al Bomber e redistribuire queste reti fra i suoi compagni: soprattutto per sopperire ad un eventuale digiuno realizzativo dello stesso cannoniere.

Pensate ad esempio al primo grande Milan del dopo guerra, con il pompierone Nordahl che vince per cinque volte la classifica cannonieri in sei anni: mette il record, poi battuto, di 35 gol in un singolo campionato e lo Scudetto va alla Juventus. Solo due volte lo svedese riuscirà a completare il double, Scudetto-Classifica Cannonieri.

Abbastanza simile, il caso di Gigi Riva. Tre volte sul gradino più alto dei Bomber e un solo Scudetto vinto. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che vincere un tricolore a Cagliari possa valere 7 Scudetti al Milan e all’Inter, oppure 8 alla Juventus.

Ma qui non si fa prosa: qui si analizzano i dati crudi e puri. Per vincere, serve il collettivo, oltre al centravanti di razza.

Lo strano caso di Pruzzo

Nella Serie A, tanti attaccanti hanno lasciato il segno con valanghe di reti. Fra questi merita una digressione Pruzzo, storico centravanti della Roma negli anni ’80. Il baffuto attaccante giallorosso ha vinto per tre volte la classifica cannonieri.

Ebbene in tutti e tre i casi, lo Scudetto non è mai finito nella capitale e ha sempre preso la via di Torino, sponda bianconera. Quando finalmente la Roma ha messo mano sul secondo tricolore della sua storia, nella stagione 1982-83, sapete chi era il capocannoniere del torneo? Platini, Re indiscusso della Juventus trapattoniana.

E pensare che lo stesso francese ha vinto per tre volte di fila la classifica cannonieri e solo in una stagione è combaciato con lo Scudetto della Vecchia Signora: negli altri due campionati, uno come detto alla Roma e l’altro al Verona di Bagnoli.

Che dire poi degli scambi sulla linea Milano – Napoli. I partenopei vincono il primo scudetto nella stagione 1986-87 e il capocannoniere del campionato è Pietro Paolo Virdis del Milan con 17 marcature. Passano 12 mesi e i ruoli si invertono: rossoneri campioni di Italia e il Re dei bomber è un certo di Diego Armando Maradona, le cui 15 reti non bastano per concedere il bis al suo Napoli.

Impressionante la statistica degli ultimi anni. Nei 9 scudetti di fila della Juventus, tra il 2012 e il 2020, nessun giocatore bianconero ha vinto la classifica dei goleador. Immobile due volte con Torino e Lazio, due volte Icardi con l’Inter e senza dimenticare il record di Higuain nella sua ultima stagione all’ombra del Vesuvio; 36 gol che non bastano per scalzare la Vecchia Signora dal trono.

Finita la striscia impressionante di Scudetti, la Juventus arriva alle spalle dell’Inter campione nella stagione 2020-21, ma ha in Cristiano Ronaldo il primo della classe fra i marcatori, a quota 29.

Un trend che se vogliamo era già diventato un must negli anni ’90, a conferma di quanto visto nel decennio precedente. Da Batistuta trascinatore a Firenze a Beppe Signori uomo gol della Lazio: nessun tricolore con loro, mentre Milan e Juventus fanno incetta di Scudetti.

Sempre negli anni ’90 è emblematico Igor Protti: capocannoniere a quota 24 reti, assieme a Signori nella stagione 1995-96. Scudetto al Milan, Lazio in Europa e il Bari di Protti, retrocesso senza appello. Nemmeno il giocatore più prolifico può bastare per ambire alla salvezza.

L’ultimo double è di Ibra

Lo abbiamo detto in apertura e lo ribadiamo.

In Serie A, l’ultima volta che una squadra ha vinto lo Scudetto con il suo attaccante miglior goleador del campionato, risale alla stagione 2008-09: Inter campione e Ibra Re dei marcatori con 25 centri.

Da quel momento sono passati 13 anni e nemmeno il già citato dominio della Juventus ha cambiato le sorti di questo curioso aspetto. Nell’ultimo campionato poi, Immobile si è confermato goleador di razza in Serie A, con il tricolore che finisce al petto del Milan di Pioli.

Nel nuovo millennio, il double è successo solo tre volte. Oltre a Ibra, ecco Trezeguet nella stagione 2001-2022 con 24 reti e in coabitazione con Hubner del Piacenza. Nel mezzo al francese e poi allo svedese, ecco Sheva che nella stagione 2003-04 lancia il Milan all’unico Scudetto dell’era Ancelotti realizzando più reti di tutti: 24.

Altri double che si allontano nel tempo, ma restano storici per tanti motivi, valgono la pena di essere ricordati. Come quello di Van Basten nella stagione 1991-92: 25 reti per lui e primo Scudetto per Capello, tra l’altro senza mai perdere una gara. Un anno prima lo aveva fatto Gianluca Vialli che segna 19 volte e consacra la Sampdoria sul tetto d’Italia.

La stagione 1988-89 è ricordata per i record messi a segno dall’Inter di Trapattoni: tricolore sul petto e Aldo Serena che timbra 22 reti. Per quello che concerne gli anni ’70, meritano una citazione Pulici e Chinaglia.

L’attaccante del Torino la vince due volte la classifica cannonieri: nella prima occasione esulta però la Juventus, nella seconda è scudetto granata. Il centravanti laziale è decisivo con i suoi 24 gol a lanciare la Lazio verso il primo titolo della sua storia.

Senza dimenticare Boninsegna che apre quel decennio con il double assieme all’Inter nella stagione 1970-71. 12 mesi dopo ancora bomber indiscusso della Serie A, ma la Scudetto è della Juventus. Negli anni ’60 in quattro centrano il double: Altafini con il Milan, Nielsen a Bologna, Prati con il Milan e il già citato Riva a Cagliari.

Infine, un pensiero al Grande Torino: Mazzola diventa il primo capocannoniere del dopo guerra: 29 gol e Torino Campione d’Italia. L’anno seguente Boniperti subentra a Mazzola nella speciale classifica, ma le sue 27 reti non bastano per disarcionare i Granata dal tetto d’Italia.

Diventeranno immortali l’anno seguente, quando uno schianto areo si porta via una delle formazioni più leggendarie di sempre.

Campionati, capocannonieri e campioni d’Italia

  • 1946-47: Mazzola 29 (Torino), Torino
  • 1947-48: Boniperti 27 (Juventus), Torino
  • 1948-49: Nyers 26 (Inter), Torino
  • 1949-50: Nordahl 35 (Milan), Juventus
  • 1950-51: Nordahl 34 (Milan), Milan
  • 1951-52: Hansen 30 (Juventus), Juventus
  • 1952-53: Nordahl 26 (Milan), Inter
  • 1953-54: Nordahl 23 (Milan), Inter
  • 1954-55: Nordahl 27 (Milan), Milan
  • 1955-56: Pivatelli 29 (Bologna), Fiorentina
  • 1956-57: Dino Da Costa 22 (Roma), Milan
  • 1957-58: Charles 28 (Juventus), Juventus
  • 1958-59: Angelillo 33 (Inter), Milan
  • 1959-60: Sivori 28 (Juventus), Juventus
  • 1960-61: Brighenti 27 (Sampdoria), Juventus
  • 1961-62: Altafini (Milan) e Milani (Fiorentina) 22, Milan
  • 1962-63: Manfredini (Roma) e Nielsen (Bologna) 19, Inter
  • 1963-64: Nielsen 21 (Bologna), Bologna
  • 1964-65: Mazzola (Inter) e Orlando (Fiorentina) 17, Inter
  • 1965-66: Vinicio 25 (Vicenza), Inter
  • 1966-67: Riva 18 (Cagliari), Juventus
  • 1967-68: Prati 15 (Milan), Milan
  • 1968-69: Riva 20 (Cagliari), Fiorentina
  • 1969-70: Riva 21 (Cagliari), Cagliari
  • 1970-71: Boninsegna 24 (Inter), Inter
  • 1971-72: Boninsegna 22 (Inter), Juventus
  • 1972-73: Pulici (Torino), Rivera (Milan) e Savoldi (Bologna) 17, Juventus
  • 1973-74: Chinaglia 24 (Lazio), Lazio
  • 1974-75: Pulici 18 (Torino), Juventus
  • 1975-76: Pulici 21 (Torino), Torino
  • 1976-77: Graziani 21 (Torino), Juventus
  • 1977-78: Rossi 24 (Vicenza), Juventus
  • 1978-79: Giordano 19 (Lazio), Milan
  • 1979-80: Bettega 16 (Juventus), Inter
  • 1980-81: Pruzzo 18 (Roma), Juventus
  • 1981-82: Pruzzo 15 (Roma), Juventus
  • 1982-83: Platini 16 (Juventus), Roma
  • 1983-84: Platini 20 (Juventus), Juventus
  • 1984-85: Platini 18 (Juventus), Verona
  • 1985-86: Pruzzo 19 (Roma), Juventus
  • 1986-87: Virdis 17 (Milan), Napoli
  • 1987-88: Maradona 15 (Napoli), Milan
  • 1988-89: Serena 22 (Inter), Inter
  • 1989-90: Van Basten 19 (Milan), Napoli
  • 1990-91: Vialli 19 (Sampdoria), Sampdoria
  • 1991-92: Van Basten 25 (Milan), Milan
  • 1992-93: Signori 26 (Lazio), Milan
  • 1993-94: Signori 23 (Lazio), Milan
  • 1994-95: Batistuta 26 (Fiorentina), Juventus
  • 1995-96: Protti (Bari) e Signori (Lazio) 24, Milan
  • 1996-97: Inzaghi 24 (Atalanta), Juventus
  • 1997-98: Bierhoff 27 (Udinese), Juventus
  • 1998-99: Amoroso 22 (Udinese), Milan
  • 1999-00: Sheva 24 (Milan), Lazio
  • 2000-01: Crespo 26 (Lazio), Roma
  • 2001-02: Hubner (Piacenza) e Trezeguet (Juventus) 24, Juventus
  • 2002-03: Vieri 24 (Inter), Juventus
  • 2003-04: Sheva 24 (Milan), Milan
  • 2004-05: Lucarelli 24 (Livorno), Juventus*
  • 2005-06: Toni 31 (Fiorentina), Inter**
  • 2006-07: Totti 26 (Roma), Inter
  • 2007-08: Del Piero 21 (Juventus), Inter
  • 2008-09: Ibra 25 (Inter), Inter
  • 2009-10: Di Natale 29 (Udinese), Inter
  • 2010-11: Di Natale 28 (Udinese), Milan
  • 2011-12: Ibra 28 (Milan), Juventus
  • 2012-13: Cavani 29 (Napoli), Juventus
  • 2013-14: Immobile 22 (Torino), Juventus
  • 2014-15: Icardi (Inter) e Toni (Verona) 22, Juventus
  • 2015-16: Higuain 36 (Napoli), Juventus
  • 2016-17: Dzeko 29 (Roma), Juventus
  • 2017-18: Icardi (Inter) e Immobile (Lazio) 29, Juventus
  • 2018-19: Quagliarella 26 (Sampdoria), Juventus
  • 2019-20: Immobile 36 (Lazio), Juventus
  • 2020-21: Cristiano Ronaldo 29 (Juventus), Inter
  • 2021-22: Immobile 27 (Lazio), Milan
Facebook
Twitter
Email

Articoli consigliati