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Come giocherà la Roma di Mourinho

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Passata la sbornia della vittoria di Euro 2020, a Roma si ricomincia a pensare al campionato di Serie A e a come la squadra allenata da José Mourinho si presenterà all’appuntamento del 22 agosto contro la Fiorentina allo stadio Olimpico.

Vediamo un po’ quale potrà essere l’assetto tattico della Roma dello Special One, al netto delle possibili novità provenienti dal calciomercato, che vede i giallorossi alla caccia di un sostituto dell’eroe dell’Europeo Leonardo Spinazzola, il quale non recupererà dalla lesione al tendine di Achille prima della fine del girone di andata.

I tagli di Mourinho

Le convocazioni per il ritiro di Trigoria hanno confermato la promozione in prima squadra di tanti giovani della Primavera che bene hanno fatto nella scorsa stagione, in primis quell’Ebrima Darboe che tanto ha impressionato nelle ultime partite. Ma allo stesso tempo ci sono state alcune esclusioni eccellenti, a partire da quella clamorosa di Pedro per proseguire con Kluivert, Fazio, Pastore, Bianda, Coric e Nzonzi, tutti giocatori che erano chiaramente ai margini del progetto e dovranno cercarsi una nuova sistemazione.

Colpisce anche l’esclusione di Davide Santon, lanciato tra i professionisti proprio da Mourinho ai tempi dell’Inter ma che a Roma è reduce da due annate decisamente sotto gli standard. Nonostante l’assenza di Spinazzola, Mourinho ha deciso di non concedere nemmeno una chance al Bambino, come l’aveva soprannominato in nerazzurro, decidendo di rivolgersi al mercato per coprire la fascia sinistra.

Il modulo base: il 4-2-3-1

José Mourinho non è un allenatore talebano per quanto riguarda lo schieramento tattico delle sue squadre, ma negli ultimi anni ha dimostrato di adottare il 4-2-3-1 come modulo di base. Questa predilezione nasce dai tempi dell’Inter, quando abbandonò il 4-3-3 per inserire un trequartista, Sneijder, dietro il centravanti trovando così l’equilibrio perfetto per vincere tutto quanto fosse possibile.

A Roma questo assetto può essere replicato grazie a Lorenzo Pellegrini, il giocatore che sembra più adatto a giostrare in posizione di trequartista unendo corsa e visione di gioco. La batteria di trequartisti dei giallorossi è comunque ricca di qualità: Nicolò Zaniolo, dopo l’infortunio che l’ha escluso da quasi tutta la stagione scorsa, si sposterà con ogni probabilità sulla fascia destra, grazie alla sua esplosività fisica e alla sua capacità di rientrare e puntare la porta.

Sulla sinistra potrebbe adattarsi Mkhitaryan, anche se i rapporti con Mourinho non erano dei migliori ai tempi di Manchester. L’alternativa sarebbe El Shaarawy, rientrato dalla Cina nella seconda metà dello scorso campionato e che era partito a mille salvo poi calare clamorosamente nel finale di stagione.

Il centravanti titolare, nonostante i tiramolla degli ultimi anni, dovrebbe essere ancora Edin Dzeko, con Borja Mayoral come alternativa, per quanto con caratteristiche differenti. Eventuali rinforzi in attacco, di maggior peso rispetto a Carles Perez e maggior esperienza rispetto ai vari giovani promossi dalla Primavera, sembrano necessari per offrire maggiori soluzioni offensive.

Sulla mediana, dato per scontato il posto da titolare di Jordan Veretout, l’altro posto se lo giocherebbero Bryan Cristante e Gonzalo Villar, ma in questo reparto Mourinho sta cercando un ulteriore innesto di qualità, sacrificando nell’evenienza Diawara.

Detto della ricerca di un’alternativa a Spinazzola sulla sinistra, al momento rappresentata solo da Riccardo Calafiori, a destra dovrebbe essere confermato Rick Karsdorp mentre per quanto riguarda i difensori centrali tra Mancini, Smalling, Kumbulla e Ibanez il reparto sembra coperto. In porta il neo arrivo Rui Patricio, con Daniel Fuzato promosso a secondo portiere.

L’alternativa 4-3-3

La squadra di base può tranquillamente rimodularsi con un 4-3-3 nel momento in cui serva portare maggiore densità al centrocampo. Lorenzo Pellegrini ha le capacità di giocare tranquillamente mezzala, e in questo assetto probabilmente diventerebbe più utile El Shaarawy piuttosto che Mhkitaryan sulla sinistra, vista la necessità in tal caso di avere un giocatore più abile a giocare sulla fascia rispetto all’armeno che tende ad accentrarsi maggiormente.

In queste situazioni sarebbe quindi comunque molto importante avere dei centrocampisti di quantità e qualità, nel caso in cui serva gente più difensiva di Pellegrini. Veretout, Cristante e Villar possono costituire un’efficace diga di centrocampo, ma Mourinho vorrebbe avere qualche opzione in più che garantisca maggior dinamismo, in primis lo svizzero Granit Xhaka che tanto bene ha fatto all’Europeo.

La variante con la difesa a 3

In caso di necessità il Tottenham di Mourinho ha fatto vedere di saper disporsi bene anche con la difesa a 3, garantendo un allargamento del fronte di gioco e una maggiore copertura difensiva. Anche Paulo Fonseca aveva iniziato il suo percorso a Roma con la difesa a 4 per poi chiudere con un 3-4-2-1.

Inserendo un terzo difensore centrale Mourinho può correre ai ripari nel caso in cui gli avversari riescano ad inserirsi negli spazi lasciati scoperti dai terzini in fase di spinta, cosa che nel Tottenham capitava spesso sul lato di Meunier.

Quando la squadra va in sofferenza sulle fasce, i trequartisti laterali vengono spesso resi inoffensivi a causa dei loro continui ripiegamenti difensivi, per cui in questi casi può prediligere un recupero palla più basso e il rilancio diretto verso la punta, portando uno o due uomini nelle sue immediate vicinanze per cercare il dialogo nella zona centrale del campo, schierando la squadra con un 3-4-1-2 o un 3-5-2. Un difensore in grado di sapersi destreggiare sua nella posizione di terzino che eventualmente di “braccetto” di una difesa a 3 è un’altra delle caselle da spuntare in sede di calciomercato.

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