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Harry Kane nell’occhio del ciclone: scarsa forma e zero tiri in porta

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Un momento no che coincide con un appuntamento troppo grande per essere fallito.

Harry Kane fatica e non poco in questo avvio di Europeo. Uomo di punta in tutti i sensi della Nazionale dei 3 leoni, l’attaccante degli Spurs è stato la grande delusione nei primi 180 minuti. Fischiato dal pubblico, attaccato dalla stampa e sostituito in entrambe le gare dal CT Southgate, il quale però fa di tutto in conferenza stampa per difendere il suo attaccante.

L’allenatore inglese si è messo in trincea affermando che si tratta di un semplice momento no, ma che basta anche una sola rete per cambiare il destino di Kane in questo Europeo. Frasi di circostanza? Oppure nella testa del CT è già scattato un possibile avvicendamento li davanti? E soprattutto, un squadra così giovane e affamata, quanto può aspettare Kane, in vista delle gare da dentro o fuori?

Domande che al momento non trovano risposta. Le risposte invece possono essere date, per capire il momento negativo della punta inglese. Un insieme di fattori che andiamo ad analizzare, partendo però prima dai numeri impietosi di Kane contro Croazia e Scozia.

Zero tiri in porta

Le statistiche sono sempre oggettive e lasciano poco spazio ai giudizi soggettivi.

Per la serie la matematica non è un’opinione e per Harry Kane le prime due gare di Euro2020 sono state a dir poco disastrose. Non solo zero reti, ma l’attaccante del Tottenham ha prodotto solo tre tiri, fuori dallo specchio.

Ha gestito male il pallone: due contrasti vinti e 16 persi. È stato abbastanza impreciso nei passaggi: il 63%. Ha toccato il pallone 45 volte. In assoluto, Kane non segna da cinque gare. Un digiuno inedito per un signore del gol come il centravanti inglese, 35 reti (nazionale compresa) nella stagione 2020-2021.

Stringendo il cerchio alla sola gara contro la Scozia, il programma TV più visto del 2021 con 18 milioni di utenti collegati in terra inglese, Kane ha toccato il pallone 19 volte. Zero tiri in porta e solo una conclusione, di testa, in posizione di fuorigioco. 

Dunque da tutto questo si capisce il momento negativo dell’attaccante Spurs, sostituito sia contro la Croazia e sia contro la Scozia. I giornali ci hanno marciato di brutto su di lui e nelle pagelle fioccano 4 e 3 come se piovesse. A questo aggiungiamoci il malumore della tifoseria inglese che inizia a chiedere un cambio in attacco: questo però dipenderà da Southgate.

I motivi del flop Kane

Sono tre gli aspetti che possono aver influito fino a questo momento sul rendimento negativo di Harry Kane. Cerchiamo di analizzarli tutti.

1 – Infortunio ad aprile

Nelle ultime gare della gestione Mourinho, Harry Kane ha riportato un fastidioso infortunio che in un primo momento sembrava condannarlo addirittura a saltare l’Europeo. Una seconda diagnosi invece ha escluso questa assenza, con l’attaccante inglese che ha lavorato duramente per rientrare in campo a tempo di record con gli spurs per la volata in Premier League verso le Coppe Europee.

Sicuramente l’infortunio ha lasciato qualche strascico e il recupero lampo ha costretto Kane a bruciare le tappe. Ne consegue che tutto questo possa aver avuto una ricaduta sulla sua forma fisica, già messa a dura prova da una stagione estenuante e con un calendario fittissimo. Per l’importanza che Kane ricopre nel Tottenham, raramente la punta è stata lasciata fuori e dunque anche il suo serbatoio è entrato in riserva da tempo.

Un giocatore così alto e così grosso fisicamente ha più facilità nel perdere lo stato di forma ideale e compie uno sforzo più complesso di altri giocatori nel tentativo di recuperare la massima forma. Tempo che in un campionato europeo per nazionali è raramente a disposizione di un attaccante. Quindi o con la Repubblica Ceca segna e si sblocca, oppure c’è da ripensare ad un suo utilizzo. Va detto però che la miglior forma si recupera solo giocando e non seduti in panchina. Un cane che si morde la coda.

2 – Il gioco della nazionale

Come nel Tottenham, anche in nazionale Harry Kane ricopre il ruolo di punta centrale. Ma sé negli spurs, l’attaccante inglese è abituato ad un gioco costruito alle sue finalizazzioni, con la maglia dei 3 Leoni il discorso è diverso. Pur rimanendo al centro dell’attacco, i compagni non cantano e non portano la croce solo per Kane. Anzi, nella dottrina di Southgate il collettivo viene prima di tutto e il singolo deve adattarsi al gioco di squadra.

Una situazione ben più complicata, anche se i rifornimenti contro Croazia e Scozia non sono poi stati così continui, oltre che nemmeno precisi. Dunque nel rendimento negativo di Kane ci sono molti demeriti dello stesso attaccante, ma anche tanta imprecisione dei compagni.

A questo aggiungiamoci l’assenza di Alexandre Arnold: il terzino del Liverpool ha lasciato la nazionale per infortunio lo scorso 3 giugno e questa è una brutta tegola per tutta la squadra. In particolar modo per Kane che avrebbe giovato dei perfetti e continui cross del suo compagno dalla fascia di destra. Manna dal cielo per un ariete come lui. Nessuno degli altri terzini in rosa ha le stesse caratteristiche e qualità del fluidificante destro dei reds.

3 – Testa al mercato

Il timing di certe dichiarazioni, confermano che spesso i giocatori dovrebbero fare un corso accelerato di comunicazione, per evitare uscite poco felici, o comunque in tempi non idonei. Kane a fine campionato, mentre stava raggiungendo il ritiro della nazionale, ha pensato bene di annunciare la sua decisione di lasciare il Tottenham, nonostante un contratto fino al 2024.

Ovviamente si è scatenato un terremoto mediatico che ha aperto una sorta di toto squadra per lo stesso Kane: le due truppe di Manchester, il PSG e sirene spagnole. Insomma non il miglior modo per preparare l’Europeo e probabilmente nella testa del giocatore questi tam-tam di mercato potrebbero pesare sul suo rendimento.

Da salvatore della patria, ad attaccante ripudiato dalla tifoseria, il momento no di Kane è davvero emblematico.

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