favola calais 2000

Giant Killing: gli sgambetti delle piccole al cospetto delle grandi

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Davide vs Golia, ma se preferite ecco a voi il Giant Killing. Quando l’impossibile diventa possibile, quando i valori in campo si azzerano e si ribaltano di colpo. Inventato dagli inglesi, per sottolineare le imprese delle piccole realtà contro le potenze sul suolo inglese in FA Cup, nel corso del tempo è diventato un must come pochi.

Quante volte il piccolo club ha fatto saltare il banco? Specie nella coppa inglese, dove tutte le squadre della piramide calcistica possono prendere parte alla FA Cup e sognare in grande.

Dal piccolo villaggio nella landa desolata che obbliga al replay la truppa ad esempio londinese, passando per il club di sesta divisione che sfrutta a pieno il fattore campo e si prende uno scalpo così pesante che equivale alla gloria eterna. Momenti unici da immortalare.

Vediamo fra le 5 top nazioni che Giant Killing troviamo.

Inghilterra: le sorprese in F.A Cup e coppa di Lega

Oltre manica sono due le competizioni nazionali: la mitica FA Cup e la League Cup. Se la prima, oltre ad essere il trofeo più antico al mondo è aperta a tutti come abbiamo detto, l’altra comprende solo le formazioni professionistiche. Eppure anche in League Cup non sono mancati i colpi di scena, come il piccolo Burton che due anni fa arrivò fino alla semifinale, prima di essere travolto dal Manchester City sulla distanza di 180 minuti. Ma stiamo parlando di un club di League One, ovvero la terza divisione.

Ad onor di cronaca va detto pure che in League Cup le formazioni di Premier danno spazio a seconde e terze linee, oltre a far debuttare i giovani dell’Accademy. Cosa che invece avviene in maniera meno netta per la FA Cup, la cui importanza suggerisce pochi stravolgimenti alla formazione base. Restando in Coppa di Lega, come non ricordare il pesante 4-0 patito dallo United di Louis Van Gaal nel 2014 contro il piccolo e scatenato Milton Keynes Dons (quarta serie).

Ovviamente i Giant Killing della FA Cup hanno qualcosa di più romantico. Pensate al Bredford che pochi anni fa in casa del Chelsea, lo umilia 4-2 e costringe Mourinho alle dimissioni? Ben due categorie di differenza.

Discorso simile per il Millwall due stagioni or sono, quando la sua corsa da squadra di Championship però (serie B) si chiuse ai quarti (senza dimenticare la cavalcata alla finale del 2004). E lo Swindon Town allenato da Paolo Di Canio? L’ex laziale allora allenava il club di League Two, ma non si fece tanti problemi a sbattere fuori il Wigan che allora era in Premier. Insomma una storia infinita e lunghissima di colpi gobbi alle big del calcio britannico.

Francia: dalla favola Calais al Les Herbiers

Anche nel calcio francese c’è grande tradizione nelle coppe nazionali. Se la Coppa di Lega è andata in pensione al termine della stagione appena conclusa, nella Coppa di Francia l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.

I Giant Killing non si contano più al di la delle Alpi, per un coppa che alla pari della FA Cup lascia libero accesso a tutti: ricchi e poveri, big e meno note, comprese le squadre dei territori francesi sparsi per il mondo: dall’oceania all’oceano indiano, fino ad arrivare nel centro america. Trasferte, voli e viaggi al limite dell’umano.

Nella Coppa di Francia il Giant Killing più clamoroso è quello del Calais, che nel 2000 sfiorò il trionfo finale per una manciata di secondi. Una storia che naturalmente ha fatto il giro del mondo. Un club che allora giocava nell’equivalente della nostra Eccellenza e che rappresentava un villaggio di pescatori. I giallorossi erano un rullo compressore, capace fin dai primi turni di eliminare squadre di rango via via sempre più superiore. Cannes, Stasburgo e Bordeaux le big vittime di Giant Killing contro il Calais che si arrese poi solo in finale al Nantes, ma tra gli applausi degli 80 mila del Saint Denis.

Due stagioni or sono c’è stata la doppia favola del Les Herbiers e dello Chambly. Formazioni del “National”, la terza divisione transalpina. Raggiunte le semifinali a suon di Giant Killing, le due truppe si sfidarono per l’accesso alla finalissima. Vittoria del Les Herbiers per 2-1 pass per Parigi contro il PSG.

Vittoria di quest’ultimi per 2-0 e sconfitta con onore per il piccolo club francese. Le due squadre di terza divisione hanno però pagato a caro prezzo lo sforzo in Coppa di Francia: al termine della stessa stagione sono retrocesse nel National 2, la quarta serie.

Germania: il ritorno del Saarbrücken

La Coppa di Germania è sicuramente un teatro meno ricco di Giant Killing, con le grandi del calcio tedesco che dominano la scena, complice il cap a 64 squadre, con solo 28 club fra Terza e Quarta Serie. Nella stagione appena conclusa però, il mitico Saarbrücken, nobile decaduta del calcio teutonico, ha sfiorato la finalissima nonostante giochi nella quarta divisione.

Sono lontani gli anni d’oro a cavallo fra gli anni 60 e 70 per questo club, che negli ultimi decenni ha vagato fra le serie inferiori in attesa della svolta. La formula in gara secca aiuta e non poco alla realizzazione dei Giant Killing e così nei sedicesimi di finale, il Saarbrücken supera 3-2 il Colonia che milita in Bundesliga.

Negli ottavi successo ai rigori contro il Karlsruhe (seconda serie) e tiri dagli 11 metri vincenti anche contro il Fortuna Düsseldorf (altra formazione di Bundesliga). Il sogno si interrompe in semifinale contro il Bayer Leverkusen che si impone 3-0.

Spagna: il Miràndes «ammazza grandi»

La Coppa del Re ha sempre quasi premiato la nobiltà del calcio iberico. Insomma alla “corte” del Re solo i signori. Eppure la nuova formula varata nell’ultima stagione, non solo ha trovato il favore del pubblico, ma ha dato vita ad una serie di Giant Killing senza precedenti. Formazioni di terza e quarta divisione che hanno fatto piangere quelle di Segunda e in qualche caso di Liga.

Ma la vera impresa la stava firmando il piccolo Mirandes che milita nella terza serie. Ha raggiunto le semifinali, eliminando due formazioni di seconda divisione nei primissimi turni e poi sotto i suoi colpi sono caduti Celta Vigo, Siviglia e Villareal: tutti in casa e tutti in gara secca. Ad un passo dalla finale, la serie di Giant Killing è stata interrotta dal Real Sociedad che è riuscito ad imporsi per 3-1. Un’altra favola senza lieto fine.

Italia: dalle favole anni 80/90 all’Alessandria

Negli ultimi anni la Coppa Italia è veramente un discorso solo fra pochissime squadre. Una formula obsoleta e opinabile, prevede l’ingresso delle Big soltanto dagli ottavi e con le teste di serie ci sono poche speranze per le piccole squadre. Sembrano lontani anni luce le cavalcate di Atalanta e Ancona che pur militando in Serie B raggiunsero la finale. Gli ultimi Giant Killing in Coppa Italia, portano la firma dell’Alessandria stagione 15/16 allenata da Gregucci.

I piemontesi dopo i primi turni contro squadre pari livello di Serie C, iniziarono a prendersi scalpi pesanti. Palermo, poi Genoa e nei quarti lo scontro con l’altra sorpresa del torneo, lo Spezia, capace a sua volta di eliminare la Roma. Stesi i liguri, l’Alessandria vide aprirsi le porte della doppia semifinale contro il Milan. Nel match in Piemonte una rete di Balotelli ipoteca la qualificazione rossonera e nella gara di ritorno, cinquina del Milan ad un Alessandria supportato da quasi 10 mila tifosi a San Siro. Un Giant Killing all’Italiana, ma come gli altri internazionali che non ha un lieto fine.

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