Pochi ma buoni. Così si potrebbe definire la spedizione alle WSOP 2026 dell’Italia del poker che, nonostante il numero esiguo di partecipanti, ha già regalato soddisfazioni agli appassionati del Belpaese.
Il risultato finora più importante è il 4° posto di Dario Sammartino nel $1.500 Mixed Games Dealer’s Choice. Due giorni fa, Youness Barakat ha sfiorato il tavolo finale del $25.000 High Roller Pot-Limit Omaha, chiudendo in nona posizione. Il protagonista italiano di oggi è invece Alessio Isaia.
Il “fabbro” si è fermato all’ottavo posto, l’ultimo prima dell’unofficial final table, nell’evento #58: $1.500 2-7 Lowball Triple Draw. In mezzo a un field iniziale di 657 entries, il top player italiano ha navigato in acque abbastanza tranquille fino al final day, dove si è presentato con lo stack più alto. Dopo un inizio tranquillo, Isaia è salito sulle proverbiali “montagne russe”, con continui scossoni al proprio stack.
La fase critica è arrivata a 9-left, quando l’italiano si è accorciato a 700.000 chip dopo un piatto foldato a favore di Nick Pupillo. Lo statunitense, vincitore di un titolo WSOP nel 2023 col Mixed Triple Draw, alla fine è stato il giustiziere di Isaia.
Nell’action fatale, Alessio Isaia apre il gioco e poi chiama il rilancio di Nick Pupillo, lasciandosi dietro solo 80mila gettoni. Entrambi i giocatori cambiano due carte nella prima fase di draw: a quel punto l’azzurro va ai resti. L’americano chiama. Nella successiva fase di draw arriva un altro doppio cambio, poi Isaia rinuncia al terzo draw mentre Pupillo cambia una carta. Isaia mostra un modesto Jack-high (J-9 e il resto senza punto) che Pupillo batte con 9x7x6x4x2x, con il 7 pescato al terzo draw. Alessio Isaia si alza dal tavolo bofonchiando qualcosa e poi va alle casse: è ottavo per $13.613, quarto itm alle WSOP 2026.
Nick Pupillo si è invece fermato ai piedi del podio, eliminato da Horacio Chaves. Poi è stato un assolo della statunitense Michelle Chin, che ha confermato l’ottima performance al final table lasciandosi alle spalle Chaves e in heads-up il connazionale Daniel Strelitz, due volte vincitore di un braccialetto. Michelle Chin si è messa al polso il suo primo “gioiello” – vanta però un anello WSOP Circuit Main Event nel 2015 (record femminile) – ed è la seconda donna a riuscirci in questa edizione, dopo il successo di Kristen Bicknell Foxen nel $25k HR NLH.

Rimaniamo nell’ambito dell’evento #58 solo per evidenziare il 59° posto ($3.164) di Gregory Genovese. Gli appassionati di poker con qualche anno in più lo ricorderanno tra i torneisti italiani della generazione post Moneymaker-boom: 5° a Sanremo nel ME EPT 2008, il primo grande evento live in Italia poi vinto da Jason Mercier, e a premio altre sette volte fino al 2010. Poi si è smaterializzato. Genovese è ricomparso (sporadicamente) in sala dopo la pandemia e ieri ha realizzato il secondo itm WSOP dal suo ritorno.
Ma non ci sono stati solo i piazzamenti di Isaia e Genovese.
La conferma che la pattuglia azzurra è in crescita a Las Vegas arriva anche dall’evento #59: $500 Salute to Warriors: un torneo oceanico da 4.478 registrazioni che al momento si trova a 35 left. Purtroppo non ci sono più italiani in gara, ma sei hanno raggiunto la zona dei premi: Enrico Mosca (547°, $1.000), Marco Bognanni (406°), Salvatore Guana (388°, $1.100), Antonio Scalzi (314°), Andrea Rocci (157°, $1.600) e Mario Colavita (121°, $1.790).
Al comando c’è un nome storico: Jamie Gold, la cosiddetta “meteora dorata del poker“, vincitore del Main Event WSOP 2006 per il secondo payout più alto di sempre, superato solo dalla vittoria di Daniel Weinman nel 2023. Gold ha sperperato gran parte di quella fortuna a otto cifre e per un lungo periodo è stato lontano dal poker. Nel post-pandemia ha deciso di ricominciare: 15 itm dal 2023, 12 alle WSOP. Adesso è chipleader nel Salute con 15.700.000 chip e vede la possibilità di realizzare il secondo risultato più importante della sua carriera: un braccialetto da $208.800 in caso di vittoria nell’evento #59.

Infine, l’Italia del poker può sperare in Alessandro Predaroli che occupa il 59° posto dell’evento #50: $1.500 Millionaire Maker con 1.325.000 gettoni. Il Day 3 si è concluso a quota 62 left e Predaroli ha già un premio garantito di 27.300. L’obiettivo è tuttavia proseguire e magari raggiungere le parti alte del count, al momento dominate dall’americano Bo Chen con 13.225.000 chip. In palio c’è un primo posto da 1,25 milioni di dollari.

Corsa invece finita per Dario Sammartino nel $50.000 Poker Players Championship (torneo n.60). Il vice campione del mondo nel 2019 si è arreso in 54a posizione, quando i posti itm sono solo 17. Il PPC è fermo al Day 2 con 39 giocatori ancora in grado di vincere uno dei braccialetti più iconici delle WSOP. In testa c’è l’americano Kristopher Tong, tallonato dal britannico Benny Glaser che è a caccia del suo nono titolo WSOP, nonché il più prezioso. Il resto del field non ha bisogno di commenti: Chris Hunichen, Matt Glantz, Chris Brewer, Jesse Lonis, Josh Arieh, Phil Hellmuth, Phil Ivey, Jason Mercier, Gus Hansen, John Racener, Bryn Kenney, David Baker, Brian Rast.

Immagine di testa: Alessio Isaia (credits WSOP via PokerNews)