San Patrizio alle WSOP. Noel Furlong e il dominio irlandese nel Main Event 1999

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Per 17 edizioni, precisamente dal 1970 al 1986, sul tavolo finale del Main Event WSOP ha sventolato un’unica bandiera: quella degli Stati Uniti.

Johnny Chan è stato il primo ad interrompere l’elenco di vincitori statunitensi del braccialetto più prezioso. Il giocatore cinese (ma naturalizzato a stelle e strisce) si è imposto nelle edizioni 1987 e 1988. Un anno dopo gli è sfuggita la tripletta, battuto da Phil Hellmuth in un heads-up che è diventato storia.

Nel 1990 è arrivata un’altra vittoria extra-USA, quella di Mansour Matloubi. Il giocatore iraniano (allora residente a Londra) è ricordato soprattutto per il clamoroso scoppio ai danni dell’americano Hans “Tuna” Lund.

Ci sono poi i successi di Hamid Dastmalchi nel 1992, altro iraniano ma naturalizzato americano, e di Scotty Nguyen nel 1998. Tuttavia anche il grande pro di origine vietnamita ha il passaporto statunitense.

L’unica vittoria che può essere considerata non americana rimane quindi quella di Matloubi, almeno fino al 1998. Nel 1999 è infatti arrivata la seconda per merito di Noel Furlong, irlandese 100% per tutta la vita.

Noel Furlong (credits Wikipedia)

La storia di Noel Furlong è strettamente legata a quella di Terry Rogers, il “Benny Binion” irlandese. Rogers, dopo aver scoperto nel 1979 le WSOP durante un viaggio negli States, decide di portare quel modello di poker in Europa. E’ lui che nel 1981 fa “sbarcare” il poker americano in modalità torneo nel nostro continente con la prima edizione dell’Irish Open. Ed è da lì che inizia a formarsi la prima generazione di torneisti europei, tra i quali c’è naturalmente Noel Furlong.

Classe 1937, di Clifton Lodge, J.J. Furlong (ribattezzato poi “Noel”) è prima di tutto un uomo d’affari. Sua è la Furlong Flooring, un’azienda manifatturiera di tappeti e altri prodotti da pavimento. Tuttavia, oltre al business, è uno che se la cava piuttosto bene con le carte.

Vince due volte l’Irish Open, prima nel 1987 e poi nel 1989. Sempre nel 1989, Noel Furlong vola negli States per partecipare al Main Event WOP: chiude 6° su 178 partecipanti, nell’edizione vinta da Phil Hellmuth su Johnny Chan. Per il suo stile di gioco aggressivo, viene ribattezzato lo “Stu Undar irlandese” (The Irish Stu Ungar).

Dieci anni dopo è di nuovo protagonista nella pokeroom del Binion’s Casino. Il 6 maggio 1999 finisce 7° nel $3.500 NLH, evento poi concluso con la vittoria di Mike Matusow. Sette giorni più tardi si siede per la seconda volta al final table del Main Event.

Noel Furlong (credits indipendent.ie)

All’edizione 1999 del ME WSOP si iscrivono 393 giocatori e il montepremi sale 3.930.000 dollari. Di questi, un milione è per il vincitore del torneo.

Nel field ci sono ben 13 irlandesi, tutti al seguito di Terry Rodgers nel ruolo di organizzatore per la spedizione. E’ riuscito a convincere anche Noel Furlong che negli anni successivi al FT del 1989 aveva sempre rinunciato alle WSOP. Oltre alle parole di Rodgers e alla nutrita comitiva isolana, Furlong accetta perché è reduce da una striscia vincente di scommesse sui cavalli e questo lo tranquillizza dal punto di vista economico.

Il gruppo irlandese quell’anno se la cava piuttosto bene. In proporzione al loro numero, gli irlandesi ottengono è un risultato eccezionale. Al 14° posto si ferma Mickey Finn, un veterano dei tornei di poker in Europa, mentre Noel Furlong, George McKeever e Padraig Parkinson arrivano al final table. Oltre a loro ci sono uno svizzero, Chris Biglier, e 5 statunitensi tra i quali spiccano i nomi di Erik Seidel e del campione del mondo 1996, Huck Seed.

Il primo irlandese ad abbandonare la lotta per il braccialetto è McKeever, 7° per $125.775. Subito dopo arriva uno scontro probabilmente decisivo per le posizioni che contano. Huck Seed, che fino a quel momento ha subito l’aggressività dello “Stu Ungar irlandese”, per una volta decide di reagire. Apre con J♦8♦ e poi forbetta all-in dopo il reraise di Furlong. L’irlandese ha in mano un modesto A♥3♥ con il quale deve fronteggiare la non facile decisione se chiamare o foldare. Qualcosa, però, gli fa pensare che Seed non sia particolarmente equipaggiato. E così chiama: il board porta 3♠Q♣A♠7♦9♦ e consegna il big pot al giocatore irlandese. Seed invece si ferma al 6° posto.

Nel giro di pochi livelli escono anche Bigler (5°) e Seidel (4°), lasciando così 2 irlandesi tra i 3 left in lizza per il braccialetto. Il terzo giocatore rimasto è lo statunitense Alan Goehring.

Huck Seed (credits PokerNews)

Il testa-a-testa non sarà però un duello tutto irlandese. Dopo più di 100 mani giocate al tavolo, Furlong e Parkinson incrociano i “guantoni”. Con bui 15k/30k, quest’ultimo apre a 70k da SB con Q♣10♦, lasciandosi dietro poco meno di 600mila chips. Furlong chiama. Scende il flop: 4♣2♦6♦. Check del BB. Parkinson ne approfitta per provare il bluffone andando ai testi, ma Furlong con A♦8♦ sente di avere abbastanza out per chiamare. La scelta si rivela corretta, perché al turn arriva un A♥ che gli consegna la top pair. L’ultima carta è un ininfluente K♣.

Noel Furlong arriva così all’heads-up dove ad attenderlo c’è Alan Goehring. L’irlandese parte con il vantaggio di uno stack superiore e lo mantiene fino alla mano decisiva.

L’ultima action inizia con quello che sembra un tentativo di trap-play con coppie servite. Furlong limpa con in mano due 5, Goehring si adegua con la coppia di 6. Il flop è un copione scritto da San Patrizio: Q♠Q♣5♦. L’irlandese non può che continuare la trappola, mentre l’americano perde la chance di tastare il terreno con una puntata. Il doppio check fa scendere un 2♠ al turn. Goehring checka ancora e poi rilancia a 300k le 150mila chips puntata da Furlong. L’irlandese non deve fare altro che spingere tutte le chips in mezzo con il suo fullhouse. Il suo avversario, ormai committato, decide di fare call. L’opera è completata da un innocuo 8♠ che consegna a Neil Furlong il titolo di campione del mondo 1999.

L’amateur irlandese ha realizzato l’impresa che rimarrà di gran lunga il suo miglior risultato. I restanti 145.806 dollari che appaiono su Thehendonmob.com sono il risultato di altri 10 ITM, per una carriera che non ne indica altri dopo il 2011.

Noel Furlong si è spento nel 2021. Tra i primi a ricordarlo c’è stato Phil Hellmuth che ha detto: “Solo una persona ogni anno vince il Main Event WSOP, ma sono pochi quelli che ce l’hanno fatta da giocatori amatoriali. Noel era al tavolo finale del WSOP Main Event con me e Johnny Chan nel 1989. Non aveva paura di niente“.

Volete invece sapere cosa ha risposto Noel Furlong a chi, subito dopo la vittoria, gli ha chiesto cosa avrebbe fatto per celebrare? In perfetto stile Irish, ha detto semplicemente: “Credo che mi ubriacherò“.

Immagine di testa credits PokerNews.com

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