Non è solo oro quello del braccialetto. La ‘vittoria pesante’ di Russ Hamilton nel ME WSOP 1994

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email

L’espressione “World Series Of Poker” viene usata per la prima volta nel 1968 da Tom Morehead che organizza una serie di tornei al casinò Riverside di Reno.

Tuttavia non è lì che nascono le World Series Of Poker che oggi conosciamo. Per il battesimo ufficiale bisogna attendere che Benny Binion sposti l’evento a Las Vegas.

Al Binion’s Horseshoe Casino, l’8 maggio 1970 Johnny Moss vince il primo braccialetto nella storia delle WSOP. In realtà, lo riceve grazie ai partecipanti che lo eleggono miglior giocatore di poker dopo una serie di sfide incrociate a 5 Card Stud, Deuce to Seven low-ball draw, Razz, 7 Card Stud e Texas hold ’em. Anche se non si tratta di una vera e propria vittoria ottenuta al tavolo, è la prima ufficialmente targata World Series Of Poker.

Le “nozze d’argento” della più importante manifestazione torneistica di poker arrivano quindi nell’edizione 1994.

Per festeggiare i 25 anni di vita delle WSOP, quell’anno Jack Binion (uno dei due figli di Benny, l’altro è Ted) decide di aggiungere un premio extra al payout in denaro previsto per il Main Event.

Jack Binion (Photo by Bruce Gifford/FilmMagic)

Due anni prima, il Main Event WSOP ha già consegnato un milione di dollari al primo classificato. Adesso per il vincitore c’è anche un premio in base alla stazza, sotto forma di lingotti d’argento pari al peso corporeo!

A quell’edizione del ME prendono parte 268 giocatori, per il nuovo record di presenze. Il torneo dura complessivamente 5 giorni, ma è alla fine del Day4 che si conoscono i nomi dei finalisti quando Barbara Samuelson, probabilmente la più leggera del gruppo rimasto in gara, viene eliminato al 10° posto.

A quel punti i final 9 (tutti statunitensi) sono pronti per iniziare l’ultima corsa verso il braccialetto, non prima però di venire accuratamente pesati. Il direttore del torneo, Jack McClelland, ne annuncia i nomi e le posizioni al tavolo in perfetto stile boxe: “Con il peso di… al posto 4 c’è…”.

Il più corpulento di tutti è Russ Hamilton. Il giocatore di Las Vegas pesa 330 libbre, cioè 150 Kg. E fa subito preoccupare Binion quando incassa un monster pot ai danni di Vince Burgio, chiudendo scala colore con K♣J♣ in mano e 6♣10♣7♣9♣Q♣ sul board.

Russ Hamilton negli anni ’90 (credits TheHendonmob.com)

Russ è di nuovo protagonista a 5 left. Qui elimina Al Krux con doppia coppia (A e Q) e conquista la chiplead nella fase a 4 che comprende anche Burgio, John Spadavecchia e Hugh Vincent.

Quest’ultimo è un debuttante assoluto, ma il suo gioco risulta molto difficile da leggere e mette quindi in difficoltà gli avversari. Nel corso di un paio di livelli Vincent piazza l’uno-due che mette al tappeto sia Burgio che Spadavecchia.

Hugh Vincent inizia il testa-a-testa con Russ Hamilton in vantaggio di chips. A questo punto immaginiamo che Binion abbia segretamente tifato per il primo, il cui peso era allora di 80 Kg.

L’ultima sfida si prolunga per parecchio tempo e così, dopo 9 ore trascorse complessivamente al tavolo finale, i due sono affamati e ordinano da mangiare. Hamilton sceglie una bistecca, Vincent un hamburger: un quadretto ideale per una partita dove il peso ha un valore specifico.

Ma ancora di più conta l’esperienza e Hamilton su questo fronte è in netto vantaggio. Nonostante la chiplead, Vincent spreca quasi tutto con una mossa azzardata.

Russ Hamilton in una immagine del 2004. (Photo by Christina Elliott/Getty Images)

Apre Hamilton con Q-Q e Vincent chiama con 10-9. Il flop porta Q♥5♦6♥. Forte del suo set, il giocatore “di casa” punta ancora e Hamilton lo segue nonostante non abbia nulla o quasi in mano. Il turn è un [8x] che migliora un po’ la situazione del debuttante grazie a un double belly. Hamilton adesso può chiudere scala con un J o un 7, cioè con potenziali otto out, ma c’è solo una street a disposizione. Dopo la bet del suo avversario, Hamilton decide di andare ai resti con un 20% scarso di chance. Russ chiama senza esitazioni e incassa il piatto dopo che un 8 completa il board.

Rimasto con gli spiccioli, Hamilton va all-in con 8-5 su questo flop: 8♠2♠6♦. Purtroppo per lui anche Russ ha centrato la top pair ma con un K come kicker. Le ultime due carte 10♣J♠ consegnano a Russ Hamilton il titolo di campione del mondo con allegato il braccialetto in oro e un milione di dollari di primo premio.

Senza dimenticare l’aggiunta del peso: le sue 330 libbre diventano 43 lingotti d’argento che, al cambio di quell’anno, valgono altri 28.512 dollari.

Oggi Russ Hamilton ha 74 anni. In carriera ha totalizzato 1,5 milioni di dollari con 35 piazzamenti a premio. L’ultimo però risale al 2006 ed è un 41° posto nel Main Event PCA. Un anno prima si era fermato al 59° posto nel ME WSOP (quello vinto da Joe Hachem), per 146mila dollari di payout che sono ancora adesso il suo secondo miglior risultato.

Lo si vede sporadicamente in qualche casinò americano, ma non nei tornei internazionali di alto livello, spesso organizzati da brand legati al poker su Internet. Su di lui, infatti, pesa la responsabilità di una delle peggiori truffe realizzate con il gioco online per la quale una famosa pokeroom ha dovuto sborsare ben 22 milioni di dollari.

Immagine di testa credits Getty Images

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su email
Email
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email