Michael Mizrachi e la tripletta alle WSOP nel $50K PPC

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Dal lontano 1970, anno in cui si è svolta la prima edizione, il Main Event delle World Series Of Poker è per tutti il campionato del mondo di poker. La ragione è principalmente legata al prestigio che da subito ha ammantato questo torneo, il primo ad essere ufficializzato, e che con il passare del tempo ha finito per attirare la crème del poker mondiale. Ormai ogni anno una media di 7.000 giocatori si riunisce per partecipare al ME WSOP, paga $10.000 di iscrizione per avere la chance di diventare il “campione del mondo di poker” e – soprattutto – sogna di mettere le mani su una montagna di dollari, più o meno 8-9 milioni.

Ma in realtà il ME WSOP non è né il torneo più ricco, primato che spetta al faraonico Big One for One Drop (l’evento da 1 milione di dollari inventato da Guy Lalibertè con scopo benefico), né il più affollato, superato nelle ultime edizioni da competizioni con buy-in molto più contenuti e strutturate su molteplici flight, come il $888 Crazy Eights, il Millionaire Maker, il Colossus o il BIG 50. E molto probabilmente non è neppure il più tecnico.

In questo caso lo scettro spetta al $50.000 Poker Players Championship (PPC). Sin dal suo esordio nel 2006, quando ancora era chiamato $50.000 H.O.R.S.E., questo torneo ha catturato l’attenzione dei migliori giocatori al mondo, capaci di misurarsi in 5 specialità diverse (Texas Hold’em, Omaha hi-low, Razz, Seven Card Stud, Seven Card Stud hi-low split-Eight or better), sulla distanza di 5 giornate e con formato short-handed. Nel 2010 il torneo è diventato ancora più tecnico con l’introduzione di altre tre specialità, e nel 2015 si è trasformato addirittura in un 10-game, grazie alle competizioni di badugi, 2-7 draw lowball, 2-7 triple draw e versioni limit degli altri giochi. Si è trattato però un esperimento isolato, perché dal 2016 in avanti il PPC è tornato ad essere un 8-game.

Con così tanti giochi nei quali è necessario sapersi destreggiare e un buy-in a 5 cifre, il torneo è diventato l’arena per un’élite di professionisti considerati tra i migliori al mondo. Basta osservare l’elenco dei vincitori, tra i quali ci sono giocatori che hanno fatto la storia del poker, come Freddy Deeb, Scotty Nguyen e Brian Rast. Ma ce n’è uno che più di tutti gli altri ha legato il suo nome al PPC: Michael Mizrachi. La ragione è semplice: il giocatore di Miami è l’unico ad aver vinto per ben tre volte il torneo di poker più tecnico al mondo.

Per dare un quadro più completo di questo leggendario giocatore, dobbiamo aggiungere all’elenco delle sue vittorie altri due braccialetti WSOP (per un totale di cinque), due titoli WPT e 17 milioni di dollari raccolti in carriera in eventi live. Non è un caso che il suo soprannome sia “The Grinder”, letteralmente il “Macinatore”.

La prima vittoria nel $50.000 Poker Players Championship (PPC) Mizrachi la ottiene nel 2010. Come anticipato, è il primo anno in cui il torneo passa dall’essere un H.O.R.S.E. a un 8-game con l’aggiunta del 2-7 triple draw in doppio formato e del Pot Limit Omaha. All’evento si iscrivono 116 giocatori, tra i quali ci sono David OppenheimJohn Juanda e anche il fratello di Michael Mizrachi, Robert, possessore di 4 braccialetti WSOP. I due fratelli si ritrovano al final table, ma Robert si arrende al 5° posto, preceduto da Juanda e Oppenheim. Nell’ultimo atto della partita, Michael Mizrachi supera il russo Vladimir Shchemelev e vince così il suo primo titolo WSOP, per una prima moneta di $1.599.046.

Il secondo titolo PPC arriva due anni dopo. Nel frattempo Mizrachi ha vinto un altro braccialetto WSOP (anche se in Europa, alle WSOPE) nel €10.000 + 400 Mixed No Limit Hold’em. Il formato del PPC 2012 è sempre lo stesso, un 8-game mix, e all’evento questa volta partecipano 108 player. Anche in questo caso ci sono nomi pesanti: quelli di Stephen Chidwick, Luke Schwartz, Andy Bloch e di un giovane Viktor “Isildur1” Blom, all’epoca nuovo prodigio del poker online sfornato dalla scuola scandinava. Eppure non ce n’è per nessuno. Michael Mizrachi “macina” tutti e, dopo aver battuto il connazionale Chris Klodnicki in heads-up, mette il secondo sigillo PPC, questa volta per $1.451.527 di primo premio.

L’ultimo centro in ordine di tempo è datato 2018. Il field si è assottigliato un po’, solo 87 entry, a testimonianza di quanto impegnativo tecnicamente ed economicamente sia il Poker Players Championship delle WSOP. Lo spettacolo, però, è assicurato. Michael Mizarchi raggiunge il final table ancora una volta da chipleader incontrastato, dopo essersi lasciato alle spalle professionisti del calibro di Phil Ivey, Brian Rast e Shaun Deeb. Nell’ultima giornata, gli avversari da superare si chiamano Aaron Katz, Benny Glaser, Mike Leah, Dan Smith e lo specialista di mixed game nonché 4 volte “braccialettato” John Hennigan, una vera leggenda del gioco. Accompagnato dal tifo degli spettatori che urlano “Grind-er! Grind-er! Grind-er!” durante il final table, Mizrachi si lascia dietro tutti. L’ultimo ad arrendersi è proprio Hannigan, che cede il passo a Mizrachi verso il terzo braccialetto PPC e altri 1,2 milioni di dollari.

“E’ un risultato fantastico. Vincere il primo titolo è stato bellissimo. Il secondo è stato grande. Ma il terzo è un qualcosa di mai visto prima”, ha dichiarato Michael Mizrachi alla fine del torneo.

Nonostante le due vittorie PPC precedenti a quella del 2018, il suo stile di gioco non convenzionale gli ha procurato un certo numero di critici. Dopo la terza vittoria, “The Grinder” sente di poter reclamare il giusto credito da parte di tutti. “Penso di aver fatto abbastanza per avere dalle persone il rispetto che merito”, ha detto.

E dopo aver vinto il suo quinto braccialetto nel $1.500 Seven Card Stud Hi-Lo 8 or Better un anno dopo, nessuno può più dubitare che Michael Mizrachi si sia guadagnato un posto tra le leggende del poker.

 

Foto di testa: Michael Mizrachi con uno dei suoi 5 braccialetti WSOP (foto PokerNews)

 

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