Poco più di un’ora di gioco e 17 mani: tanto è bastato a Lucas Jumalon per vincere il Main Event delle World Series Of Poker 2026!
Il giovane e poco conosciuto giocatore di Spokane (Washington, USA) ha sconfitto in heads-up il finlandese Lauri Saaskilahti, realizzando un percorso da chipleader durato ben quattro giornate consecutive, dal Day 8 al Day 11. Non siamo in grado di dire se si tratti di un record, ma potrebbe benissimo esserlo.
Nemmeno la sua età, 22 anni e circa 5 mesi, rappresenta un primato, perché il più giovane vincitore di sempre di un ME WSOP a Las Vegas rimane Joe Cada, campione a 21 anni, 11 mesi e 24 giorni. Jumalon è però il secondo e precede di qualche mese Peter Eastgate e Pius Heinz.
Per la precisione, vale la pena ricordare che la “vittoria più giovane” appartiene ad Annette Obrestad che l’ha raggiunta alla vigilia del suo 19° compleanno, ma nel contesto del Main Event WSOP Europe 2007 di Londra.

Oltre all’ambito braccialetto, la vittoria ha consegnato a Lucas Jumalon la bellezza di 10 milioni di dollari, una cifra che cambia la vita per sempre, a patto di saperla gestire. In passato, non tutti ci sono riusciti.
A torneo concluso, Jumalon ha raccontato tutta la difficoltà nel realizzare quanto appena accaduto. “È una sensazione di pura euforia“, ha dichiarato a PokerNews, spiegando di essere ancora incredulo e di sentirsi soprattutto grato verso un gioco che gli ha regalato esperienze e amicizie indimenticabili. Il neocampione ha inoltre scherzato sul premio appena vinto, ammettendo che si prenderà qualche giorno per decidere come utilizzare i 10 milioni di dollari, senza fare scelte affrettate.
Grande protagonista anche il rail – cioè la tifoseria – di Jumalon, composto da amici e familiari che lo hanno sostenuto per tutto il percorso. Tra i momenti più emozionanti del dopo torneo c’è stato il commento del padre, che ha riassunto il momento con poche parole: “Sono incredibilmente orgoglioso di lui“.

La giornata conclusiva ha visto affrontarsi in heads-up due giocatori che erano arrivati al Main Event con un curriculum live ancora limitato, avendo ottenuto fino a quel momento soltanto un risultato a cinque cifre. Nel Day 10, entrambi si erano lasciati alle spalle giocatori molto più esperti, in particolare Michael Gagliano (4 titoli WSOP tra live e online) e Greg Mueller (3 titoli).
Nel duello conclusivo ha vinto la spregiudicatezza di Jumalon sul maggiore talento di Lauri Saaskilahti. Il secondo posto e i 6 milioni di dollari rappresentano comunque un traguardo straordinario per il finlandese, il quale ha definito il risultato “fondamentale anche per costruire il futuro della mia famiglia“.
La sfida tra Lucas Jumalon è Lauri Saaskilahti è stata rapida ma intensa. Ve la riproponiamo nella sintesi che trovate di seguito.

I due giocatori si sono seduti al tavolo con questi stack: 328.000.000 di chip per l’americano, 225.000.000 per il finnico, con bui che al livello 43 indicavano 2.000k/4.000k bb ante 4.000k.
La situazione è rimasta più o meno stabile per 12 mani, poi alla #162 Jumalon ha iniziato l’allungo. Lauri Saaskilahti chiama da bottone con Q♠9♦, Lucas Jumalon si adegua checkando. In mano ha 10♠5♦. Il flop è 10♣7♥A♠, sul quale Jumalon checka e poi chiama la c-bet del finlandese per 6 milioni di chip. Al turn scende il K♠ e l’azione si ripete per 22.000.000. Al river scende l’A♣ che bina il board. Ultimo check dell’americano. Il suo avversario piazza la terza barellata in bluff per 37 milioni di chip. Jumalon ci pensa giusto qualche secondo e poi chiama mostrando il 10: doppia coppia e gran call del 22enne americano!
Jumalon è così salito a quota 418 milioni, allungando sui 135 rimasti a Saaskilahti. Il rapporto tra gli stack è rimasto quasi inalterato per altre 3 mani, ma alla #166 il finlandese è rientrato in partita. E’ lui che apre e poi chiama lo shove dell’americano. “Facciamolo!” dice Saaskilahti mentre mostra A♥10♦, in vantaggio sull’A♠9♣ di Jumalon. Le prime tre carte 4♠Q♦A♦ mantengono la sua lead, ma quando al turn arriva il 9♦, doppia coppia per Jumalon, l’hu sembra destinato a concludersi. Al finlandese serve un 10x o una carta di quadri al river: 6♦ e la sfida continua con stack adesso in parità, 287 milioni per Jumalon e 266 per Saaskilahti.
A quel punto sarebbe stato normale aspettarsi un testa-a-testa lungo e combattuto. Invece, si è concluso nelle successive tre mani.
Quella che ha deciso il titolo è la #167. Lucas Jumalon rilancia 2x con Q♠. Lauri Saaskilahti difende il BB con J♦3♦. Flop: 4♣K♠A♠. L’americano c-betta 4.000.000 e riceve un altro call. Entrambi stanno giocando senza aver trovato aiuti dalle prime tre carte ma, quando al turn scende il J♠, la situazione cambia. Il finlandese checka con la coppia di Jack presa al turn. Jumalon punta 40.000.000 (due volte il pot) in semibluff, perché adesso può chiudere colore o scala Broadway al river. L’azione torna a Saaskilahti il quale chiama e fa scendere un decisivo 6♠: Jumalon ha chiuso colore al river! Il finlandese checka per l’ultima volta, ricevendo l’all-in dell’americano.
Saaskilahti inizia un thinking process a voce alta, per carpire qualche tells all’avversario. “Hero-call o non hero-call? Hai davvero chiuso colore?” E infine “Ho solo una coppia di Jack, ma potrebbe essere buona…” Niente, Jumalon non dà segnali. Alla fine il finlandese chiama solo per vedere il proprio stack crollare a 9bb.
Si salverà una volta, ma la mano #169 metterà fine alla sua corsa e all’intero torneo. Resti preflop, con l’americano che apre e il finlandese che chiama. Lauri Saaskilahti ha A♠7♦ contro K♠6♦ di Lucas Jumalon, il board scorre 6♠8♦J♠6♣4♦, trips per il giocatore di Spokane che diventa il campione del Main Event WSOP 2026!
Immagine di testa: Lucas Jumalon (credits WSOP via PokerNews)