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A Miami non è andata in scena soltanto una gara di Formula 1. È stato qualcosa di più profondo, quasi simbolico. Un manifesto di ciò che significa correre oggi: talento puro, certo, ma anche coraggio nelle scelte, lucidità sotto pressione, resistenza mentale quando tutto sembra sfuggire. È stata una gara che ha parlato di velocità, ma soprattutto di carattere. E poi c’è la memoria. Perché quando un ragazzo italiano come Kimi Antonelli conquista la sua terza vittoria consecutiva, lo fa con una naturalezza che impressiona e con una maturità che sorprende, è inevitabile che il pensiero voli a Alex Zanardi. Non per costruire paragoni forzati, ma per riconoscere una certa attitudine tutta speciale: quella di chi non si arrende mai, di chi cade e si rialza, di chi affronta ogni curva, in pista e nella vita, con uno spirito diverso, più profondo, più umano. Antonelli oggi non è più solo il volto giovane del futuro: è il presente che si prende la scena. Sbaglia, reagisce, impara nel giro di pochi secondi. Va lungo alla partenza, perde terreno, ma non perde mai il controllo emotivo. E quando arriva il momento decisivo, colpisce. Freddo, preciso, inevitabile. È questa la sua forza più grande: la capacità di vincere soffrendo, senza mai dare l’impressione di essere davvero in difficoltà.

Il Gran Premio di Miami 2026 è stato un vortice continuo: partenze caotiche, incidenti spettacolari, ingressi della safety car, strategie al limite e duelli ruota a ruota che hanno tenuto tutti con il fiato sospeso. Una gara viva, nervosa, imprevedibile. Di quelle che non ti concedono pause, che ti costringono a restare incollato giro dopo giro. E come accade sempre nelle grandi storie, quando il caos si dirada e la bandiera a scacchi cala, restano i volti, i caratteri, le verità dei protagonisti. C’è chi esce rafforzato, chi si conferma, chi invece deve fare i conti con errori e occasioni mancate. Ecco allora le pagelle di Miami 2026: tra promossi, rimandati e qualche bocciatura pesante:

Kimi Antonelli – 10 e lode

Tre vittorie consecutive non arrivano per caso. Antonelli sbaglia in partenza, va lungo, perde la leadership. Ma non si scompone. Resta lì, lucido, aspetta il momento giusto e poi costruisce il suo capolavoro. Il sorpasso su Lando Norris dopo il pit stop è da pilota maturo, quasi veterano. Poi gestisce, resiste e porta a casa un successo pesantissimo anche in chiave mondiale. La sensazione? Che sia solo l’inizio.

Lando Norris – 9

Ci prova in tutti i modi. Sta incollato ad Antonelli, lo studia, lo pressa. Forse ne ha anche di più nel secondo stint, ma paga l’aria sporca e qualche indecisione nei momenti chiave. Resta comunque una gara di altissimo livello: veloce, aggressivo, intelligente. Il duello con Antonelli è già una rivalità da titolo.

Oscar Piastri – 8.5

Silenzioso ma letale. Oscar Piastri costruisce il podio con pazienza e concretezza. Approfitta del caos finale di Charles Leclerc, ma prima si prende con merito posizioni importanti. Sempre più solido, sempre più dentro le dinamiche da top driver. La McLaren può sorridere.

George Russell – 8

Gara intelligente. Non fa rumore, ma c’è sempre. Strategia perfetta, ritmo costante e finale opportunista. Quando Leclerc crolla, lui è lì, pronto a raccogliere. George Russell è diventato una certezza: magari non brilla sempre, ma sbaglia pochissimo.

Max Verstappen – 7

Caos totale al via: testacoda, fondo gruppo, rimonta furiosa. Max Verstappen è il solito guerriero, capace di recuperare posizioni con cattiveria agonistica. Ma nel finale crolla, fatica con le gomme e deve arrendersi. Non è il Verstappen dominante degli anni migliori, ma resta uno che non molla mai.

Charles Leclerc – 6

La gara era da podio, forse anche qualcosa di più. Parte benissimo, prende la leadership, lotta. Poi però arrivano errori, sbavature, e infine il disastro finale: testacoda e problemi tecnici. Charles Leclerc passa da possibile eroe a grande deluso. Ancora una volta, talento e fragilità convivono.

Lewis Hamilton – 6.5

Gara complicata. Contatto iniziale, qualche danno, pit stop lento. Lewis Hamilton limita i danni, ma non incide. È una corsa di sopravvivenza più che di attacco. Sufficienza per la gestione, ma da lui ci si aspetta di più.

Franco Colapinto – 7.5

Una delle sorprese del weekend. Franco Colapinto si ritrova addirittura in quarta posizione a un certo punto, dimostrando personalità e ritmo. Poi la strategia lo penalizza, ma chiude comunque a punti. Prestazione che lascia il segno.

Carlos Sainz – 7

Porta la Williams a punti con solidità. Carlos Sainz lotta, resiste, sfrutta le occasioni. Non spettacolare, ma concreto. In giornate così caotiche, è ciò che serve.

Alexander Albon – 7

Stesso discorso per Alexander Albon: meno appariscente, ma efficace. Porta a casa un punto prezioso e conferma la crescita della Williams.

Fernando Alonso – 5.5

Gara anonima. Fernando Alonso resta lontano dalla zona punti e non riesce mai a entrare nel vivo. Da uno come lui, ci si aspetta sempre qualcosa in più, anche in condizioni difficili.

Sergio Perez – 5

Weekend incolore per Sergio Perez. Mai realmente competitivo, sempre nelle retrovie. Serve una svolta, perché così non basta.

Liam Lawson – 4

Errore grave. Il contatto con Gasly provoca un incidente spettacolare e pericoloso. Liam Lawson paga con il ritiro e una prestazione negativa.

Pierre Gasly – SV

Incolpevole nel caos. Pierre Gasly vive uno degli episodi più spettacolari e pericolosi della gara, con un cappottamento da cui esce fortunatamente illeso. Impossibile giudicarlo.

Isack Hadjar – 4.5

Errore pesante. Isack Hadjar finisce a muro e compromette una gara già complicata. Deve crescere nella gestione.