Vai al contenuto

L’Europa ama il mondo dei videogame, ma in modi diversi. Due notizie arrivate pochi giorni fa ce lo dimostrano.

La prima viene direttamente da Emmanuel Macron. Il presidente, fresco di rielezione, ha detto di voler fare della Francia il “paese dei videogiochi“. Lo ha detto senza tanti giri di parole e in piena campagna elettorale: una scelta non casuale e che fa pensare ad un ruolo di primo piano per videogame ed eSports nel futuro del Paese transalpino.

Per il presidente francese, infatti, il mondo dell’intrattenimento virtuale ha potenzialità sia in campo economico (titoli made in France) che in quello delle politiche giovanili. Ma l’accento più forte Macron lo ha messo sul valore che questo settore può avere per il “marketing” della nazione.

Nell’intervista rilasciata al tech-magazine online The Big Whale, Macron ha dichiarato: “… non dimentico gli eSports, un’altra area di eccellenza francese con squadre come Team Vitality o Karmine Corp. Abbiamo, a questo proposito, un’opportunità storica: quella dei Giochi Olimpici del 2024. Sta a noi approfittarne per creare il collegamento tra le Olimpiadi dei due mondi ospitando i più grandi eventi sportivi del mondo quell’anno: un CS:GO Major, Worlds per League of Legends e The International di Dota 2. Se i francesi si fidano di me, ci lavoreremo non appena sarò eletto. Questa è anche l’influenza della Francia“. (credits everyeye.it)

Il messaggio è chiaro: nel suo secondo mandato, Emmanuel Macron punterà a portare gli eSports alle Olimpiadi di Parigi, in programma fra due anni.

Sarebbe una svolta clamorosa, dopo le promesse fatte dei vari comitati organizzatori e la modesta esperienza delle Olympic Virtual Series disputate online lo scorso anno.

Parigi potrebbe essere un ottimo punto di partenza, in considerazione anche dell’esperienza organizzativa che la capitale francese ha già maturato con gli eSports. Nel 2015 Parigi ha ospitato la fase a gironi dei Worlds di LoL nel 2015 e le finali della competizione nel 2019.

Il presidente francese Emmanuel Macron (credits Benjamin Girette/Bloomberg via Getty Images)

In Italia, al contrario, la passione per i videogiochi porta a contrasti commerciali.

Siamo il Paese delle “corporazioni”, questo lo sappiamo, ma che ci sia incertezza legale sull’utilizzo dei videogame tra sale LAN e sale giochi è un segnale di scarsa attenzione da parte della politica verso il settore.

La notizia riguarda proprio questo. Secondo quanto riportato da ilpost.it, la settimana scorsa l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) ha messo i sigilli a un numero imprecisato di sale giochi. (vedere la NOTA a fine articolo)

Dobbiamo specificare – e nel farlo si emerge la ragione del problema – che queste sono le sale LAN, o sale Esport o Esport Bar: cioè locali che mettono a disposizione degli avventori postazioni per giocare con i videogame e simulatori virtuali.

Tra questi c’è anche il ben noto eSportPalace di Bergamo, sede dell’organizzazione esportiva Samsung Galaxy. I gestori dell’importante struttura hanno subito replicato con un post su Instagram:

All’origine di questa azione dei Monopoli, c’è l’esposto presentato da Sergio Milesi, imprenditore titolare di un’azienda bresciana che gestisce una serie di sale giochi e sale bowling in Italia.

In questo secondo caso, le sale giochi sono quelle che offrono apparecchi per il gioco virtuale (ma non solo) a pagamento. Per i meno giovani, sono le “vecchie” sale dei videogiochi arcade.

Nell’esposto viene evidenziato che le sale LAN utilizzano videogame pensati per il solo intrattenimento casalingo. In questo modo, le suddette sale farebbero concorrenza sleale alle altre sale giochi che invece sono costrette a pagare licenze, omologazioni e imposte specifiche.

In un’intervista concessa al sito Agimeg, Milesi ha detto: “I nostri apparecchi sono sottoposti a numerosi controlli e basta che manchi solo un’autorizzazione a far scattare il sequestro, mentre queste attività non sembrano tenute a tutte queste procedure. Non riusciamo a comprendere entro quale quadro normativo operino e per questo chiediamo ad ADM di chiarire se queste attività sono lecite o meno e a che tipo di normative devono sottostare“.

Insomma, siamo di fronte all’ennesima incertezza normativa del nostro Paese sul fronte dei videogame/esports.

I Monopoli hanno chiesto ai proprietari delle sale LAN un adeguamento immediato ai requisiti richiesti per la gestione di una sala giochi. La richiesta è stata fatta con una circolare di martedì 26 aprile. Il termine ultimo per l’adeguamento? Sabato 30.

NOTA: il 2 maggio l’ADM ha precisato che l’intervento non è stato fatto su tutte le sale LAN bensì soltanto su 4 “all’interno dei quali, a titolo oneroso, venivano messe a disposizione del pubblico apparecchiature da intrattenimento tra cui rientrano anche i c.d. videogiochi”. Il risultato della verifica ufficiale, ha evidenziato che 3 di queste erano prive di licenze, autorizzazione e nulla osta sia per quanto riguarda l’hardware che il software (fonte hdblog.it)

Immagine di testa: credits Getty Images