Napoleone e gli elfi. La commistione tra wargame storico e fantasy

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Il wargame tridimensionale storico e quello fantasy costituiscono universi paralleli e non comunicanti? Sono in molti a pensarlo, soprattutto i giocatori più accaniti, quelli che non passerebbero mai da un settore all’altro.

Eppure si tratta di parenti molto stretti a livello di “concept” del gioco. Quando si considera l’ampia gamma di wargame disponibili sia per lo storico che per il fantasy, si scopre che le meccaniche sono sostanzialmente le stesse.

Non c’è dubbio che il fantasy abbia un debito nei confronti dello storico, se non altro per ragioni cronologiche. Con il passare del tempo, però, la varietà offerta dal mondo “fantastico” (soprattutto quello di matrice tolkeniana) ha restituito allo storico una parte di quel debito. In particolare sotto la forma delle nuove regole di gioco create per il fantasy e finite all’interno di alcuni wargame storici. Il caso più noto è quello di Warhammer Fantasy Battles dal quale sono nati prima Warhammer Ancient Battles (2012) e poi il molto interessante War & Conquest.

War & Conquest (credits Scarabminiatures.com)

La varietà del fantasy risiede soprattutto nei suoi protagonisti. Ad esempio, in una partita di Warhammer si affrontano “razze” che hanno caratteristiche – e quindi abilità – molto diverse: elfi, nani, orchi e via dicendo. E’ qualcosa di molto più radicale rispetto al gioco storico dove, al di là delle differenze legate al periodo (antico, medievale, moderno etc) e ad alcune particolarità locali in termini di arte bellica, si tratta sempre e soltanto di umani.

Ne consegue che il wargame storico risulti più strategico, più scacchistico; nel fantasy è invece fondamentale conoscere bene l’avversario e saper costruire una lista (cioè un’armata) che sappia sfruttare al meglio le potenzialità della razza utilizzata. In sostanza, la scelta tra le due tipologie di giochi è tutta qui.

Una scelta che però non esaurisce la complessità di questo scenario.

Warhammer Worlds (immagine credits Games Workshop)

Ci sono infatti casi in cui la commistione tra wargame storico e fantasy non riguarda solo i regolamenti ma anche il background stesso del gioco. D’altra parte, lo stesso Tolkien ha utilizzato molti elementi della storia reale per creare il mondo fantasy de Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Alcuni studiosi sostengono che Tolkien, per “i suoi” Rohirrim, si sia ispirato agli anglosassoni del Medioevo e che abbia dato loro una potente cavalleria per compensarne la mancanza (storica) nella decisiva battaglia di Hastings (1066 d.C.).

In Warhammer Fantasy troviamo almeno due eserciti che traggono spunto dalla storia reale. I Bretonniani si rifanno al periodo feudale (XI-XIV sec.), soprattutto quello francese, caratterizzato da cavalieri in armatura pesante e da destrieri con drappeggi sfarzosi. L’Impero, invece, guarda in direzione dei secoli che vanno dal XV al XVII, quando negli eserciti europei le fanterie armate di picca e le prime armi da fuoco presero un po’ alla volta il sopravvento sulle cavallerie pesanti.

Il wargame targato Games Workshop costituisce quindi una forma di “invasione” di elementi storici in un mondo a prevalenza fantasy. Ma esiste anche il viceversa?

Per quanto possa risultare sorprendente, la risposta è sì. Ci sono almeno tre giochi a confermarlo.

Una partita di Warhammer Fantasy, con un’armata dell’Impero in fase di avanzamento.

Flintloque è un gioco di miniature ispirato al periodo napoleonico. Nel gergo di settore, lo si definisce un Black Powder wargame, appartenente cioè al periodo delle armi da fuoco a “polvere nera”.

E’ stato prodotto da Alternative Armies nel 1995 e finora conta tre edizioni a conferma che si tratta di un buon prodotto, nonostante la sua particolarità. Quale? Ad indossare le uniformi di quel periodo ci sono soldatini fantasy!

I Francesi di Napoleone sono elfi, i Prussiani sono nani, l’Impero Britannico è rappresentato da orchi, i Portoghesi invece sono goblin. Non mancano ovviamente gli undead-non morti che in Flintloque indossano le divise dell’Impero Zarista e alcuni eserciti molto particolari, come quella dei Todoroni di Nepolise che sono anfibi umanizzati vestiti da soldati borbonici. E tanti altri ancora.

Nessuno si deve però sentire offeso. Flintloque, infatti, non è una satira ma un wargame con una forte nota umoristica che va accettato anche per questa sua unicità.

Il wargame di Alternative Armies ha due versioni. C’è il Flintloque classico, che rappresenta una schermaglia (skirmish game) dove bastano poche miniature sul tavolo per divertirsi. E poi c’è Slaughterloo, ricostruzione di una battaglia del XIX secolo di dimensioni più grandi. I regolamenti sono entrambi più semplici rispetto a quelli degli altri wargame.

Non aspettatevi un gioco super-competitivo e probabilmente dovrete impegnarvi a promuoverlo tra i vostri amici, perché in Italia non è molto diffuso. Ma se lo prendete con il giusto spirito, Flintloque merita un po’ della vostra attenzione. Sarete ricompensati dal divertimento e dalle miniature belle e decisamente particolari. Un esempio?

Greate Britorcn Army (credits Alternative Armies)

Flintloque rappresenta l’esempio massimo del trasferimento del background fantasy in un wargame storico. Ci sono però almeno altri due casi, anche se più limitati per quanto riguarda la parte fantastica.

Il primo si chiama Tombstone, uno skirmish game in salsa western. Lo ha lanciato Black Scorpion nel 2017, al termine di una campagna su Kickstarter. I protagonisti – cioè le miniature – sono quelli dell’epopea del selvaggio West americano: fuorilegge, sceriffi, pistoleri (sia uomini che donne), nativi, forze governative, messicani e via dicendo. Con un piccolo extra, quello di una banda di non-morti! Questo è ovviamente l’elemento fantasy di Tombstone!

Il gioco funziona bene usando numerosi elementi scenici per creare set e situazioni narrative. Al pari di Flintloque, Tombstone non è molto diffuso nel nostro Paese, ma ci sono alcuni negozi che lo distribuiscono. La cosa positiva è l’esistenza del regolamento in italiano.

Qui di seguito trovare trovate un video che illustra il sistema di gioco.

Dalle tombe del passato arrivano anche i non-morti di King of Rules, mass-battle storico ambientato nel Medioevo che ha qualche somiglianza con Warhammer Ancient Battles. Le miniature si muovono infatti irregimentate individualmente su basette di movimento, come nel gioco di GW.

King of Rules è stato invece sviluppato da Zvezda, grande azienda russa leader nel settore delle miniature 20mm. Il suo wargame storico-fantasy si basa però sul range del 28mm.

Sono due i set fantasy inseriti da Zvezda in King of Rules. I già citati non-morti che qui si chiamano Cursed Legion, una legione romana di scheletri risvegliata da qualche rancore nei confronti del mondo medievale, e gli orchi. Sia non-morti che orchi consentono di utilizzare truppe di fanteria e di cavalleria.

In realtà dovremmo dire consentivano, visto che il sito di Zvezda al momento è oscurato a causa della guerra in Ucraina.

Ma anche lo fosse, la scatola del wargame non è più disponibile. King of Rules – che ha più o meno una ventina d’anni – è da tempo fuori produzione, a causa del poco successo riscontrato.

L’unica speranza è quella di trovarlo nel magazzino di qualche negozio specializzato in miniature 20mm. Se vi capita, non fatevela scappare perché il suo valore è molto alto tra i collezionisti di wargame!

Immagine credits scalemates.com

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