L’età negli eSports: fino a quando si può essere competitivi?

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Ogni cosa ha il suo tempo, recita un vecchio adagio. Significa che a una certa età alcuni traguardi non sono più possibili. Oggi però qualcosa è cambiato.

La tecnologia, soprattutto quella legata a Internet, ha ampliato molto lo spettro delle possibilità anche per chi non è più giovanissimo. Al tempo stesso si alzato il livello di competitività, motivo per cui è necessario avere ben chiari i propri obiettivi.

Il ragionamento vale anche per la tecnologia applicata al gioco, come nel caso dei videogame. Se l’obiettivo è quello del puro intrattenimento, allora il limite di età può essere alto, anche perché l’offerta di giochi digitali è ormai diventata enorme. Il discorso cambia quando lo scopo è la competizione.

Viene allora da chiedersi: fino a quando si può essere performanti nel settore degli eSports?

Immagine iStock

Secondo quanto riportato dal Washington Post, in media un esporter si ritira dalla scena competitiva a 26 anni, uno in meno rispetto agli atleti della NFL.

La decisione sembra essere legata alla difficoltà di rimanere al passo con i giocatori più giovani in termini di riflessi e di attenzione. Senza contare che, dopo anni di sessioni giornaliere da 10 ore davanti al monitor, un po’ di consunzione psico-fisica è inevitabile. Per questo motivo, molti esporters progressivamente spostano la loro agenda lavorativa dai tornei alla creazione di contenuti su Twitch e YouTube.

La scienza conferma il trend. Uno studio del 2014, realizzato nell’ambito delle neuroscienze, mostra che il “rallentamento dei tempi di risposta legati all’età inizia a ventiquattro anni“. Inoltre, non ci sono prove evidenti che “questo declino possa essere attenuato dall’esperienza“. (fonte ilpost.it)

La stessa indicazione compare in una ricerca pubblicata dalla Dr.ssa Shoshannah Tekofsk, esperta di intelligenza artificiale, che ha testato 10.000 giocatori di Battlefield 3, un videogame “sparatutto in prima persona”. Da questo studio è emersa una curva di distribuzione delle performance migliori che vede nel tratto ascendente gli adolescenti, all’apice i ventenni e al punto più basso gli over 30.

Sono risultati che confermano il vantaggio dell’età, ma che potrebbero non essere esaustivi in merito all’interrogativo iniziale. Le prove evidenti e mancanti, di cui si parla nello studio del 2014, vanno cercate all’interno dei vari eSports, facendo le necessarie distinzioni e analizzando i vertici dei rispettivi ranking.

Credits iStock Images

A livello degli eSports più seguiti, non c’è dubbio che i riflessi siano fondamentali negli “sparatutto”. Infatti l’età media dei migliori esporters di Fortnite, Overwatch, R6, CS:GO oscilla tra i 21 e i 22 anni. Negli “strategici in tempo reale” (StarCraft 2) e nei “MOBA” (LoL e Dota 2) conta invece la capacità di visione globale della partita unitamente alla rapidità con cui si passa da un’area all’altra della mappa.

Detto questo, nella top 10 per vincite realizzate nel 2022 ci sono due 27enni (“Sneyking” e “Saksa”) e un 32enne: l’intramontabile Clement “Puppey” Ivanov, il quale è anche al 12° posto della “all time money list”. E non sembra proprio che abbia intenzione di smettere.

Tutti questi sono giocatori di Dota 2. Così come lo sono “N0tail” (29 anni), “JerAx” (30), “Ceb” (30) e “KuroKy” (30), rispettivamente 1°, 2°, 4° e 6° della classifica generale. Anche se le loro carriere stanno rallentando, nessuno di questi quattro è ancora andato in pensione. E soprattutto va evidenziato come i migliori risultati li abbiano ottenuti tra i 25 e i 27 anni.

Il dato si abbassa un po’ con League of Legends, dove i top 5 hanno tutti tra i 27 e i 29 anni ma con carriere che ormai sono quasi archiviate. “Faker” (n.1 del ranking specifico) rimane l’eccezione, perché a 26 anni è sempre in grado di fare la differenza sulla “landa”.

Un po’ a sorpresa, l’età media dei primi 10 giocatori di Starcraft 2 è di 27/28 anni: tutti ancora competitivi e con peak perfomance realizzata tra i 25/26 anni. Il più giovane è “Serral“, attuale n.1 che ha 24 anni. L’estremo opposto è appresentato dall’italiano Riccardo “Reynor” Romiti, 12° al mondo per vincite a soli vent’anni. Da notare, però, che l’ultimo DreamHack Masters di Atlanta lo ha vinto un 30enne.

Ci sono infine videogame che consentono di rimanere competitivi ad età ben più elevate. Ad esempio i giochi di carte collezionabili, quali Heartstone e Magic The Gathering: Arena, dove l’età media degli esporters è di 31 anni (SuperData Research). Perfino un picchiaduro come Tekken 7 premia la longevità: il n.1 al mondo per vincite, “Knee”, rimane ancora super competitivo a 38 anni. Stesso discorso per “JDCR”, 33 anni e 3° nel raking.

Hearthstone (credits Blizzard)

Questa analisi, per quanto incompleta, indica che l’eSport non è il territorio di caccia esclusivo degli appena-maggiorenni. Questo dimostra che, nella gran parte dei giochi, l’esperienza ha un ruolo ancora molto importante.

Certo, è difficile immaginare che il paletto della competitività possa essere alzato ancora di molto rispetto ai 30 anni, a meno che non si vada a cercare giochi totalmente “mentali”. Come ad esempio gli scacchi che, da quando sono sbarcati su Internet (chess.com e altre piattaforme), sono considerati un eSport.

A questo proposito, c’è una curiosità. Il sito esportsearnings.com riporta la classifica dei 100 esporters più anziani, la maggior parte dei quali è costituita da scacchisti. Al comando c’è il francese Anatoly Volfovich “Vaisser”, giocatore di scacchi classe 1949 il cui ultimo in the money è datato 2020. Il secondo è un altro scacchista, questa volta italiano: Giorgio “sarangi” Pala che ha 69 anni.

Scacchi a parte, gli altri primati riguardano iRacing, dove ci sono molti over-50 che vantano piazzamenti a premi ottenuti negli ultimi tre anni. In ordine di risultati, il più recente lo ha realizzato il 50enne Rubens Barrichello – sì, è proprio l’ex-pilota brasiliano di Formula 1 – che l’anno scorso ha incassato $117,50 in una gara del famoso simulatore di guida. In ordine di età, invece, il primato spetta al tedesco Uwe Langer: itm nel 2018 a 62 anni!

Consolante, perché significa che in qualche eSport c’è speranza anche dopo gli “anta”!

Immagine di testa credits iStock Images

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