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Giro d’Italia 2023, analisi prima tappa Fossacesia Marina-Ortona

Comincia oggi il Giro d’Italia numero 106 con la prima tappa in terra d’Abruzzo, una cronometro di 19,6 chilometri sulla ciclovia dei trabocchi, lungo la costa adriatica: da Fossacesia Marina a Ortona, spazio agli specialisti in materia a caccia della maglia rosa inaugurale.

Giro d’Italia prima tappa, il percorso

Tutto dritto e tutto in piano, si potrebbe dire, tranne l’ultimo tratto. Come possiamo leggere dalle info tecniche della tappa, c’è una salita finale di 1300 metri con pendenza al 5.4% per svoltare in leggera discesa verso il Castello Aragonese, dove dopo un tratto di discesa più marcata si svolta a sinistra e salendo al 2% si coprono gli ultimi 750 m fino all’arrivo. Rettilineo conclusivo di 300 metri su terreno lastricato.

In precedenza classica cronometro senza difficoltà di sorta, dove conteranno le gambe dei corridori e il ritmo di pedalata. La prima parte si svolge interamente lungo la Ciclovia Adriatica su una sede stradale piatta con 6 gallerie brevi e luminose lungo il percorso. Uscita dalla ciclabile con un breve restringimento di carreggiata verso, appunto, la salita finale che porta all’abitato di Ortona.

Come due anni fa il Giro d’Italia comincia con una tappa a cronometro, all’epoca fu a Torino con vittoria di Filippo Ganna che contestualmente indossò la prima maglia rosa di quell’edizione conquistata poi da Egan Bernal. L’ultima volta invece che il Giro era partito dall’Abruzzo era stato nel 2001 curiosamente con un’altra cronometro, vinta da Rik Verbrugghe: all’epoca il percorso era stato da Montesilvano a Pescara.

Giro d’Italia prima tappa, i favoriti

Ganna vincitore nel 2021 e tra i principali favoriti per questa Fossacesia Marina-Ortona. La lunghezza non eccessiva della cronometro è un punto a favore del gigante di Verbania, però quello strappetto finale potrebbe metterlo in difficoltà o quantomeno fargli perdere secondi preziosi in favore di corridori più abituati di lui alle salitelle.

Anche per questo motivo non è da escludere fin da subito una battaglia senza esclusione di colpi e sul filo dei secondi per i grandi favoriti della vigilia, e cioè Primoz Roglic e Remco Evenepoel. Al Giro d’Italia ogni occasione è buona per guadagnare tempo sui rivali e sia lo sloveno che il belga non staranno di certo a guardare.

Senza tralasciare un altro specialista delle crono come Geraint Thomas, il gallese della Ineos che punta al podio finale a Roma il 28 maggio, come Joao Almeida della Uae che con il suo “scudiero” McNulty si è sempre trovato bene in queste tappe, come nell’ultima Tirreno-Adriatico.

Nell’ultimo Giro d’Italia nell’ultima tappa di Verona era andato forte uno dei compagni di squadra di Thomas alla Ineos e cioè Thymen Arensman, ma specialisti puri delle cronometro sono anche altri nomi in grado di competere per la top ten, quantomeno.

Edoardo Affini se non avesse Filippo Ganna davanti sarebbe sempre l’italiano migliore nelle prove contro il tempo, nella già citata cronometro di Torino di due anni fa era arrivato secondo dietro il connazionale. Altri da tenere d’occhio come nomi a sorpresa, il norvegese Andres Leknessund della Dsm e Lennard Kamna della Bora, uno bravo anche in montagna, quindi con quello strappetto finale verso Ortona particolarmente pericoloso.

Che la festa in rosa abbia comunque inizio!

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