Seconda settimana del Giro d’Italia in chiusura, metà della Corsa Rosa è andata in archivio.
Il leader della classifica generale è sempre il portoghese Afonso Eulalio, con Vingegaard che incalza a 33 secondi.
Tutto sembra ancora in gioco, rendendo il contesto molto più interessante di quello che sembrava all’inizio, con il danese dato come grande e unico favorito.
Ma vediamo cosa ci hanno detto gli ultimi sette giorni.
Giro d’Italia 2026, Eulalio ci crede
Afonso Eulalio è chiaramente il personaggio di questo Giro d’Italia 2026: mentre ancora molti big sono in avanscoperta il portoghese porta la Maglia Rosa da più di una settimana.
E non sembra accontentarsi, visto che sprinta per i traguardi volanti che danno abbuoni extra e che da quando ha scollinato tutto sommato indenne la cronometro in Toscana ha raddoppiato le energie.
Se la gode, Eulalio, e pazienza se si dimentica di rispondere al presidente della repubblica portoghese che lo chiama.
Scadenza di contratto 2026, la Bahrain difficilmente potrà trattenerlo, nella speranza per lui che non sia una meteora del Giro d’Italia come accaduto ad altri ciclisti in passato.
Intanto il sogno del podio è ancora bello presente, con la top 10 della generale a questo punto quasi assicurata.
Vingegaard “sulle uova”
Dopo lo show di Corno alle Scale, con rimonta su Ciccone e trionfo in solitaria, Jonas Vingegaard sembrava a un passo dalla Maglia Rosa.
Invece nella cronometro di martedì tra Viareggio e Massa si è trovato addirittura a rincorrere uno come Arensman. Nel terzo e nel quarto intermedio il danese non è stato nemmeno tra i primi venti e infatti Eulalio ha mantenuto la Maglia Rosa.
Secondo nella generale, desideroso di dare un’altra spallata magari nella tappa in Valle d’Aosta di sabato, Vingegaard sembra un po’ correre “sulle uova”, come se volesse risparmiare le energie per la terza settimana del Giro d’Italia 2026 e per il Tour de France.
Funzionerà la tattica attendista? Sappiamo bene in realtà che la Corsa Rosa presenta insidie quasi a ogni tappa. In montagna chi è andato meglio di tutti a parte Vingo? Gall, lo stesso Arensman, un Gee in crescita.
Di sicuro è sorprendente vedere il danese della Visma ancora impelagato nella battaglia.
Pellizzari, ci vuole una reazione
Grazie a una serie di tappe non particolarmente dure, nella seconda settimana del Giro d’Italia 2026 il nostro Giulio Pellizzari ha potuto nascondersi nella pancia del gruppo e recuperare quelle energie che dopo la tappa di Corno alle Scale sembravano esaurite.
Problemi fisici, forse qualche virus, in generale il marchigiano è parso una candela via via sempre più spenta. A cronometro ha retto, è nono nella generale e il suo passato di “diesel”, di corridore che viene fuori alla distanza, quantomeno conforta.
Avere i gradi da capitano a questo Giro d’Italia 2026, lo abbiamo visto, non gli sta portando fortuna. In più c’è un Hindley che lui pure non è al massimo della forma, anche se certi scattini in faccia al suo compagno di squadra potrebbe anche evitarseli.
Gli avversari per il podio sono aumentati, i riflettori è meglio se si siano messi in disparte per un po’. Ora però a Giulio serve una reazione.
Narvaez re delle tappe del Giro d’Italia 2026
Volata ristretta, fuga da lontano, sprint a due: Jhonatan Narvaez, l’ecuadoriano della Uae, ha già vinto tre tappe in questa edizione della Corsa Rosa.
A 29 anni si conferma corridore completo, svelto nel capire dove vada a indirizzarsi una tappa, forte di gambe e di testa, temuto dai colleghi che non sanno come scrollarselo di dosso, finendo poi per soccombere (vedi Mas a Chiavari).
Lo dicevamo già settimana scorsa di come la squadra degli Emirati Arabi dopo la maxi-caduta in Bulgaria che ha messo fuori Adam Yates, Soler e Vine, le tre potenziali prime punte, abbia trovato risorse insperate dai “gregari”.
Narvaez tre tappe, Arrieta un trionfo: la generale non è più il primo obiettivo al Giro d’Italia 2026 della squadra di Pogacar, che nel frattempo sta preparando il Tour. Una profondità del team emiratino, a livello di roster, che comunque fa paura.
Ganna miglior cronoman al mondo senza Evenepoel
Vittoria per distacco quasi in una crono: Filippo Ganna è arrivato a quota otto successi al Giro d’Italia, 7 nelle prove contro il tempo, di cui è leader indiscusso a livello mondiale.
Era il favorito per la Viareggio-Massa, 42 chilometri piatti che più piatti non si può: rapporto lungo, grande frequenza di pedalata, la consueta potenza sprigionata su un percorso alla sua portata.
Il Gigante di Verbania, tolto quel “mostro” di Remco Evenepoel, è senza dubbio tra i top 3 al mondo per quanto riguarda le cronometro. E del resto è medaglia d’argento olimpica in carica, dietro proprio al belga.
In attesa di vedere l’uno contro l’altro, godiamoci la classe di uno dei pochi nostri corridori veramente d’élite.

