Con l’inizio del Giro d’Italia i corridori di casa nostra si preparano a caccia dei loro rispettivi obiettivi.
La classifica generale, oppure una vittoria di tappa, senza dimenticare le altre maglie che non siano quella Rosa: molti ciclisti italiani quindi hanno differenti motivazioni.
Vediamo chi potrebbero essere i nomi in grado di farci sognare.
Giro d’Italia 2026, tutto su Giulio Pellizzari
Detto che il grande favorito per la vittoria finale è Jonas Vingegaard, per il podio finale di Roma del 31 maggio tra i maggiori favoriti c’è il marchigiano della RedBull-Bora.
Giulio Pellizzari è reduce da un eccellente Tour of Alps, che ha vinto di slancio confermando la sua crescita degli ultimi anni.
L’anno scorso al Giro d’Italia iniziò come gregario di Roglic, diventando poi la “prima punta” della squadra dopo il ritiro dello sloveno. Il sesto posto finale nella generale da un lato era stato un risultato notevole, con l’idea che se fosse stato il capitano fin dall’inizio forse sarebbe arrivato ancora più in alto.
Il marchigiano è un buonissimo scalatore, quest’anno al suo fianco avrà un corridore più esperto come Jay Hindley, quasi un co-capitano. A livello di corse a tappe è ormai diventato lui l’italiano migliore, quantomeno il più spendibile sulle gare di tre settimane.
Certo, la pressione su di lui sarà tanta. Pellizzari comunque è stato “battezzato” due anni fa proprio sulle strade del Giro d’Italia quando fu uno dei pochi a tenere sul Monte Grappa uno degli attacchi irresistibili di Tadej Pogacar.
Ancora in gruppo, di cui ormai è uno tra i più anziani, Damiano Caruso cercherà l’ennesimo piazzamento in top-10 all’insegna della regolarità, correndo tra le pieghe del Giro d’Italia 2026.
Jonathan Milan per la Maglia Ciclamino
Dopo l’assenza dello scorso anno si rivede il “Toro” friulano, uno dei migliori sprinter al mondo. L’obiettivo è la Maglia Ciclamino, finita lo scorso anno sulla maglia del compagno di squadra Mads Pedersen.
Le occasioni di Jonathan Milan per ottenere i punti necessari, al netto dei traguardi volanti che ci sono in quasi tutte le tappe, saranno sicuramente 8.
Queste infatti sono le frazioni con l’arrivo previsto in volata, dalla prima in Bulgaria all’ultima a Roma, per la passerella finale.
I rivali del campione olimpico dovrebbero essere Kaden Groves, Casper Van Uden, Pascal Ackermann e Dylan Groenewegen.
Ganna e Ciccone, obiettivo tappa
Una sola cronometro, al Giro d’Italia 2026: si prepara dunque Filippo Ganna, uno dei maggiori specialisti mondiali in tal senso. Non sarà semplice nella Viareggio-Massa, specie contro un altro specialista come Vingegaard.
I nostri migliori corridori comunque quantomeno per le vittorie di tappa hanno delle possibilità.
Su tutti Giulio Ciccone, ciclista particolarmente sfortunato quando si è trattato di fare il salto di qualità: per le tappe di montagna, specie quella di “casa sua” in Abruzzo, del Blockhaus, senza dubbio cercherà di dire la sua. Così come Alessandro Pinarello, capitano in pectore della Nsn (l’ex Israel Team).
E poi uomini da fuga, come Andrea “Joker” Vendrame, oppure tutti gli italiani dell’Astana, una squadra che schiera una batteria azzurra mica da ridere: Lorenzo Fortunato (re della montagna in carica), Davide Ballerini, Alberto Bettiol, Christian Scaroni (ultimo vincitore italiano, un anno fa, di una tappa al Giro d’Italia) e l’eterno Diego Ulissi.

