Siviglia vs Barcellona: i giovani blaugrana sono diventati grandi

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Avvio complicato per il Siviglia con un solo punto nelle prime tre partite e di fronte la prospettiva di allungare la serie negativa contro un Barcellona pimpante pure se a due lunghezze dalla vetta.

Motivo per cui il match del sabato sera della quarta giornata di Liga diventa decisivo per entrambe, anche se le strategie intraprese sono decisamente opposte: il Siviglia è infatti la squadra più “vecchia” di queste prime tre giornate (media 29.7 anni), mentre il Barca è già proiettato verso il futuro con un età media di appena 25.5 (solo il Valencia con 23.9 ha fatto meglio).

Siviglia-Barcellona in breve

  • Quando si gioca: Sabato 03 Settembre ore 21.00;
  • Stadio: Ramon Sanchez Pizjuan; Siviglia;
  • Dove vederla: DAZN;
  • Probabile formazione Siviglia (4-3-3): Bono; Acuna, Rekik, Nianzou, Navas (Montiel); Gomez, Fernando, Jordan; Isco (Lamela), Mir, Torres.
  • Probabile formazione Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Koundè, Araujo, Garcia, Balde; Gavi, Busquets, Pedri; Dembelè (Fati), Lewandowski, Raphinha.

I precedenti

Un grande classico del campionato spagnolo che però il Siviglia è riuscito a portare a casa soltanto una volta dal 2010 a oggi in 26 scontri giocati in Liga.

Per il resto sono 18 le vittorie del Barcellona con l’aggiunta di 7 pareggi. Certo in mezzo ci sono state anche sfide epiche come la Supercoppa europea del 2015, con un incredibile 4-4 ai tempi regolamentari dopo che il Siviglia aveva recuperato da uno svantaggio di 4-1, salvo poi cedere ai supplementari per un gol di Pedro servito dal solito Messi.

Vittoria Blaugrana anche nella finale di Coppa del Re del 2018, un pesantissimo 5-0 con doppietta di Suarez (2 assist e 1 gol per Messi), stesso esito del 2016 quando però il Siviglia portò la gara ai supplementari crollando però per 2-0 (ancora doppio assist della Pulce per Alba e Neymar).

Per trovare successi importanti del Siviglia bisogna risalire al 2006, quando si aggiudicarono la Supercoppa Europea per 3-0, oppure nel 2010, quando portarono a casa la Supercoppa di Spagna con un 3-1 finale o appunto l’ultima vittoria in Liga, nel 2015, con un 2-1 che non ha impedito poi al Barca di laurearsi campione di Spagna.

Le statistiche a confronto

Il percorso completamente diverso di queste prime tre giornate ha scavato un solco non solo nella classifica a punti, ma anche in alcuni parametri specifici. Certo il campione non è ancora sufficientemente ampio per poter trarre indicazioni precise, ma di sicuro si può dire che il Siviglia non riesca minimamente a concretizzare il volume di gioco proposto.

Guardiamo per esempio il possesso palla, in cui sono addirittura avanti al Barca, così come anche nel numero di passaggi medi a partita non c’è poi tanta differenza. Il gap vero lo vediamo quando andiamo ad approfondire il volume offensivo, con il Barca che ha concluso almeno 20 volte a partita contro poco meno di 14 del Siviglia, che è stato poi ancora più impreciso nel centrare la porta con appena 3.3 palloni nello specchio.

Imprecisione che si conferma anche nel dato degli “Expected Goal”, sotto stimato per il Siviglia (dovevano essere 4.5 reti e invece sono solo 3) e sovrastimato per il Barca (che ha messo la palla in rete 8 volte mentre per la statistica dovevano essere 7.3).

Per il resto Barca più efficace anche nelle chiusure difensive (meno tiri subiti e più contrasti), mentre il vero vantaggio dei padroni di casa sembra essere quello del gioco aereo, con un vantaggio netto nei duelli aerei.

Lo stato di forma del Siviglia

Come detto non poteva iniziare peggio il campionato del Siviglia, uscito sconfitto da tutte e due le trasferte di stagione (ad Almeria e a Osasuna) con il medesimo 2-1, oltre a un pareggio casalingo contro il Valladolid ottenuto solo in recupero a pochi minuti dalla fine.

Resta però il dato che tra le mura amiche in tutto il 2022, il Siviglia ha perso una sola partita (contro il Real Madrid) sulle 13 giocate, con un solo gol subito nelle ultime tre.

Per Lopetegui c’è l’attenuante di dover ritrovare il filo dopo un mercato che ha cambiato molto della fisionomia della squadra, soprattutto in difesa dove all’uscita di Koundè e Carlos hanno fatto da contrappeso gli arrivi di Nianzou e Marcao (ancora fermo ai box però).

Così come si aspetta ancora di vedere il vero Isco in campo (per ora solo 55 minuti) e altri top player apparsi per ora fuori condizione (da Lamela al Papu).

Lo stato di forma del Barcellona

Per il Barca è una stagione fondamentale, visto che ha letteralmente investito tutto il suo futuro per poter dare a Xavi una squadra competitiva, fatta di tanti giovani ma anche di campioni con esperienza.

A cominciare naturalmente da Lewandowski, che ha subito ripreso da dove aveva lasciato segnando 4 reti nelle prime tre apparizioni di campionato. Anche gli arrivi di Koundè (proprio dal Siviglia) e Raphinha (110 milioni in due) hanno dato un nuovo assetto alla squadra, che vive però anche della crescita dei suoi talenti di casa.

Ansu Fati, Ferran Torres, Gavi e Pedri non arrivano a ottanta anni in quattro, ma sembrano già punti fermi di oggi, e di domani.

Ne è venuta fuori una buona partenza con un primo pareggio a reti bianche in casa, per poi aprire il gas e segnare 8 reti in due partite (con un solo gol subito).

Le probabili formazioni

Qualche acciacco in difesa per Rekik che dovrebbe comunque essere della partita di fianco a Nianzou. Davanti a Bono sulle fasce ci saranno invece Acuna e Navas.

Dubbio a centrocampo dove oltre ai soliti Fernando e Jordan, potrebbe agire Torre sulla trequarti o come ala. Le certezze sono Mir in avanti e Papu Gomez sul suo lato di competenza, con la compagnia di uno tra Lamela e Isco.

  • Siviglia (4-3-3): Bono; Acuna, Rekik, Nianzou, Navas (Montiel); Gomez, Fernando, Jordan; Isco (Lamela), Mir, Torres.

Tutto deciso o quasi per Xavi, che non dovrebbe effettuare particolari cambiamenti dalla squadra fin qua schierata da titolare.

Ter Stegen tra i pali, con Garcia e Arajuo centrali, mentre Baldè e Koundè dovrebbero agire sulle fasce. Busquets in regia con i giovani talenti Gavi e Pedri a dar manforte a centrocampo.

Davanti invece il solito Lewandowski ormai a casa come punta centrale, coadiuvato da Raphinha sulla sinistra e Dembelè a destra. A meno di non vedere subito in campo anche il giovane Ansu Fati.

  • Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Koundè, Araujo, Garcia, Balde; Gavi, Busquets, Pedri; Dembelè (Fati), Lewandowski, Raphinha.
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