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La Masia, il serbatoio di talento del Barcellona

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Oggi il Barcellona è preda di quella che probabilmente è la peggior crisi della sua storia, in termini economici ma anche sportivi. La scellerata gestione Bartomeu, la pandemia globale, la girandola di allenatori degli ultimi anni hanno portato la gloriosa società blaugrana ad un passo dal baratro.

In un momento così nero, l’ancora di salvezza è rappresentata dalla Masia, la straordinaria accademia giovanile del Barcellona che negli anni ha cresciuto e formato un numero impressionante di fenomeni, non solo dal punto di vista tecnico e atletico ma anche da quello del sentimenti di appartenenza e identità culé.

La tradizione di talenti usciti dalla Masia

Non è un caso che l’allenatore chiamato a risollevare le sorti del Barça è proprio una bandiera del club, frutto della Masia e simbolo dei successi blaugrana negli anni 2000: Xavier Hernández Creus, alias Xavi, in maglia blaugrana dagli 11 ai 35 anni e vincitore di qualsiasi trofeo.

I nomi per risollevare la squadra? Tra gli altri troviamo Ansu Fati, Gavi, Eric Garcia, Jordi Alba, Sergi Roberto, Oscar Mingueza, Riqui Puig, Nico Gonzales, Gerard Piqué, Alex Balde e il capitano Sergio Busquets, ex compagno di Xavi a centrocampo.

Si tratta di ben 11 giocatori, di varie età, formatisi nella Masia. Alcuni tornati a casa dopo esperienze altrove come Piqué, Eric Garcia o Jordi Alba, altri che hanno passato la vita in maglia blaugrana come Busquets o Sergi Roberto, oppure giovanissimi che si sono affacciati da poco in prima squadra ma che hanno già fatto parlare ampiamente di sé come Ansu Fati, Gavi o Nico Gonzales.

Se andiamo a vedere i grandi trionfi del passato del Barcellona, sono sempre stati ottenuti grazie ad un nucleo centrale di giocatori cresciuti e formatisi nella Masia: da Pep Guardiola e Guillermo Amor negli anni ‘90, a Xavi, Andrés Iniesta, Carles Pujol, Oleguer, Victor Valdes e Gabri dei successi degli anni 2000, per non parlare di Leo Messi, il cui addio quest’estate dopo ben 21 anni in maglia blaugrana è il simbolo della crisi del club.

Che cos’è e dove si trova la Masia

La Masia non è semplicemente l’accademia calcistica del Barcellona, ma è uno dei luoghi in cui si respira tutta la storia e l’orgoglio del club catalano.

Con il termine masia si indica in generale una costruzione rurale tipica della Catalogna, derivata dalle antiche ville romane e assimilabile alle masserie pugliesi, spesso utilizzate al giorno d’oggi come agriturismi.

La Masia, con la lettera maiuscola, è ormai il nome ufficiale della residenza dei giovani calciatori del Barcellona. Si tratta di un edificio di 601 metri quadrati costruito nel 1702, che fu ristrutturata e utilizzata come sede sociale del club in occasione della costruzione del vicino Camp Nou, inaugurato nel 1957.

A partire dal 1979 è la sede delle giovanili blaugrana: al suo interno ci sono circa 60 residenti e altri posti letto riservati alle centinaia di giovani promesse che, dai 6 anni in su, si recano a Barcellona per sostenere i provini tecnici sotto lo sguardo attento dei selezionatori catalani.

I ragazzini che vivono e si allenano alla Masia ogni volta che volgono lo sguardo verso sud hanno sempre sotto gli occhi il complesso del Camp Nou, come una sorta di promemoria continuo di quale deve essere il loro obiettivo.

L’educazione è una componente importante della vita alla Masia: la giornata di un giovane calciatore blaugrana inizia con la scuola la mattina. Dopo il pranzo e un po’ di riposo, la giornata prosegue con gli allenamenti. Prima di andare a letto la sera vengono concesse un paio d’ore di svago, nelle sale da gioco allestite all’interno della Masia.

Lo staff prevede tutor che aiutano i ragazzi nei compiti scolastici, medici, cuochi e sanitari, oltre ovviamente agli allenatori e ai preparatori atletici.

Cosa significa crescere nella Masia

Crescere nelle giovanili del Barcellona non significa solo crescere come calciatori in uno dei club più prestigiosi del mondo, ma assimilarne in pieno la filosofia di gioco: fin dalle squadre juniores infatti i principi di gioco messi in campo sono quelli che poi si ritrovano in prima squadra.

Questa tradizione si esprime soprattutto nei centrocampisti e nei trequartisti cresciuti alla Masia, che spesso arrivano ad essere anche i perni della nazionale spagnola grazie all’interiorizzazione di un gioco che contraddistingue la scuola blaugrana ormai da decenni, e che ha visto il succedersi di giocatori come Guardiola, Xavi, Iniesta, Busquets fino a Gavi, con un continuo ricambio generazionale che non ha mai inficiato la fluidità di gioco.

Alla Masia si insegna ai giocatori di gestire la palla con pazienza e fantasia, a provare piacere nel gioco e non nel cercare la profondità sempre a tutti i costi, ma nel giocare la palla tutti insieme, coinvolgendo tutta la squadra nella manovra.

La pazienza e l’obiettivo di insegnare una filosofia di gioco basata sulla qualità e sulla tecnica ha reso il vivaio del Barcellona una sorta di mosca bianca in un panorama calcistico giovanile in cui la maggior parte dei grandi club europei punta su forza, altezza e struttura fisica dei ragazzini prima ancora delle loro qualità.

Non è un caso che a Barcellona hanno deciso di investire su un ragazzino tredicenne con problemi di crescita, investendo anche sulle terapie per risolvere questi problemi oltre che sulla sua formazione atletica. Quel ragazzino che in altre squadre non avrebbe mai continuato a giocare è diventato Leo Messi, uno dei più grandi calciatori della storia.

Si tratta del caso più eclatante, ma non certo l’unico di giocatori dal fisico minuto che alla Masia sono cresciuti fino ad essere dei giganti dal punto di vista tecnico: lo stesso Xavi, Andrés Iniesta fino al giovanissimo Gavi, arrivato a soli 17 anni alla maglia della nazionale.

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