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Ansu Fati e un’eredità pesante

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Dolcetto o scherzetto? Ce lo immaginiamo così il pensiero dell’osservatore blaugrana che, nel 2012, dopo aver visto giocare Ansu Fati e averne letto la sua carta d’identità, ha immediatamente chiamato il cantier generale de La Masia per offrire al giovanissimo talento guineano – all’epoca aveva 10 anni – la firma di un contratto che è il sogno di ogni bambino nel mondo.

Nato il 31 ottobre del 2002 a Bissau, nel 2019 Ansu Fati ha scelto la nazionalità spagnola – è a Sevilla con la famiglia da quando aveva 6 anni.

La sua carriera, per quanto breve, è un condensato di record incredibili che ne fanno il paragone con Lionel Messi meno folle di quanto si pensi. Basta dare un’occhiata ai numeri, che sono pure parecchi.

Da dove parte Ansu Fati

Entrato nella rosa del Barcellona B nel 2019, esordisce ad agosto dello stesso anno in Liga, quando entra in campo nella vittoria per 5-2 contro il Betis. È un momento storico. Ad appena 16 anni e 298 giorni, Ansu Fati diventa il secondo più giovane calciatore del Barcellona ad esordire in prima squadra.

Messi lo aveva fatto a 16 anni, 10 mesi e un giorno. Di poco, Lionel. Ma i numeri che più spaventano nel confronto tra il nuovo e il vecchio numero 10 blaugrana sono quelli relativi ai gol segnati. Appena sette giorni dopo aver esordito col Barcellona, Ansu Fati viene schierato nuovamente in campo contro l’Osasuna.

È il minuto 50 e il punteggio vede avanti la formazione di Pamplona. È un momento delicatissimo dell’incontro. Ansu Fati si muove con velocità all’interno dell’area di rigore. Non è alto, tutt’altro. Ma è intelligente. I suoi 178 centimetri bastano a staccare di testa e a colpire perfettamente il pallone di testa, su cross dalla destra. Palla all’angolo e 1-1.

La storia è stata scritta, di nuovo. Ansu Fati con questo gol diventa il più giovane marcatore del club.

Dopo neanche due settimane, il 14 settembre, diventa il più giovane calciatore nella storia della Primera Division a segnare e fornire un assist nella stessa partita, all’età di 16 anni e 318 giorni, segnando al secondo minuto e fornendo l’assist per il gol di Frenkie de Jong al settimo, nella partita vinta 5-2 contro il Valencia.

Curiosamente, il suo gol arriva proprio da un assist del compagno Orange. Nel complesso, non solo abbatte un altro record, ma gioca una partita mostruosa. Sombreri, assist, gol, tiri incredibili.

Fati è il nuovo crack della cantera blaugrana, su questo non ci piove. Anche Messi dalla panchina lo guarda e lo applaude. Di lui Ansu Fati dirà, il giorno dell’addio della Pulce: «Tutti i ragazzi che vengono al Masia sognano di poter giocare con voi, io mi ritengo fortunato di averlo realizzato. Volevo ringraziarti in questi due anni per i tuoi gesti di affetto nei miei confronti e per tutto quello che ho imparato. Io e la mia famiglia saremo sempre profondamente grati, auguro a te e ai tuoi cari tutto il meglio». Ha imparato già parecchio, il ragazzo.

Una seconda annata condizionata

Il 4 dicembre il Barcellona gli rinnova il contratto fino al 2024, caricandone i dettagli con una clausola da 400 milioni di euro. Così, giusto per gradire. Dopo 6 giorni, il Barça capisce di aver fatto la cosa giusta.

Ansu Fati va a segno nella gara vinta 2-1 dai blaugrana a San Siro contro l’Inter, diventando il più giovane calciatore a segnare in Champions League, all’età di 17 anni e 40 giorni. Un altro record.

Passano altre due settimane, e la storia si ripete. Ansu Fati gioca il suo primo Clasico e diventa il più giovane di tutti ad averlo mai fatto. Dopo due mesi, il 2 febbraio del 2020, segna due reti al Levante e diventa il più giovane di sempre nella Liga a segnare una doppietta.

Confermato da Koeman, inizia la stagione 20/21 coi migliori auspici, realizzando due gol e fornendo un assist nella prima di campionato vinta 4-0 contro il Villarreal.

Il 20 ottobre un altro record: diventa il primo minorenne a realizzare più di una rete in Champions, in occasione del 5-1 sul Ferencvaros. Quattro giorni dopo diventa anche il più giovane di sempre a segnare in un Clasico (perso però 3-1). In questo momento della sua carriera, il cartellino parla chiaro: il suo valore, clausola esclusa, è di 80 milioni. Ma il destino gli si riversa contro.

Ansu Fati si infortuna terribilmente contro il Betis. Gli esami diagnosticano una lesione al menisco del ginocchio sinistro, che lo costringe lontano dai campi per tutto l’anno – una nuova operazione lo terrà fuori per più tempo del previsto. Il suo valore scende vertiginosamente, arrivando a 50 milioni.

Ma oggi, con la 10 sulle spalle, senza paura e con tanta voglia di rientrare in campo (accadrà a novembre), è pronto a riprendersi il Barcellona.

“Il nostro nuovo numero 10” è la frase scelta dal Barcellona per annunciare il cambio di casacca (dalla 31). Con un dettaglio che non passa inosservato: “Made in La Masia”.

Baby fenomeni a confronto

MESSI 04/05MESSI 05/06TOTALE MESSIFATI 19/20FATI 20/21TOTALE FATI
PRESENZE92534331043
GOL1898513
ASSIST055145
MINUTI GIOCATI238′1414′1652′1375′596′1971′
MEDIA GOL238′177′184′172′119′152′
PRSENZE C.L.167538
MINUTI C.L.90322412112161273
GOL C.L.011112
SUBENTRATO781518220
SOSTITUITO1121312820
Numero a confronto nelle prime due stagioni di Messi e Ansu Fati con la prima squadra del Barcellona

Al momento è ovviamente imparagonabile Ansu Fati con quello che Messi è stato per il Barcellona. Semplicemente manca la controprova del tempo.

Ma affrontando la questione di una possibile successione in maniera analitica, possiamo guardare alle prime due stagioni giocate dal nuovo numero 10 barcellonese e dalla pulce argentina.

Nonostante l’infortunio, i numeri di Ansu Fati rimangono mostruosi. L’attaccante guineano-spagnolo segna in media un gol ogni 152 minuti. Messi, alla stessa età, tra il 2004 e il 2006, ne segnava uno ogni 184 minuti di gioco. Ma c’è di più.

Messi all’epoca delle sue prime apparizioni (stagione 04/05) aveva collezionato nove presenze (giocando tutti e 90 i minuti una sola volta però), ma segnando anche un solo gol. Ansu Fati ne ha messi a segno 8 (più 1 assist) in 33 gare nella stagione d’esordio.

In totale, da quando è al Barcellona, Ansu Fati ha segnato 13 gol e 5 assist in 43 presenze totali. Lo scorso anno, in 10 partite ha messo a segno 5 gol e fornito 4 assist ai compagni (in 596’ totali).

Detto altrimenti, ogni 66’ Ansu Fati fa la differenza. Nello stesso lasso di tempo, quindi prendendo in esame la seconda stagione tra i pro, Messi aveva lasciato a referto 13 tra gol e assist in 1414 minuti, cosa che lo rendeva decisivo ogni 144 minuti.

Primo 2000 a segnare più di 10 gol, Ansu Fati ha esordito nell’Under 21 spagnola a 16 anni e 349 giorni, un record assoluto. Il 3 settembre 2020 ha debuttato contro la Germania in nazionale maggiore, stabilendo un altro record: è stato il più giovane esordiente di tutti i tempi con la maglia delle Furie Rosse a 17 anni e 308 giorni.

Tre giorni più tardi, alla seconda presenza, ha segnato la prima rete con la maglia della nazionale nella vittoria contro l’Ucraina, infrangendo il record di più giovane di ogni tempo a segnare nella nazionale maggiore a 17 anni e 311 giorni.

Magari tutto questo non basta a farne l’erede di Messi. Intanto però, i numeri parlano chiaro.

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