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Con un tweet che ha fatto il giro del web, Riccardo Cucchi – storica voce Rai per tutto il calcio minuto per minuto– ha scritto: “Credo sia giunto il momento di porre fine alle esclusive sui diritti del campionato. Il calcio deve essere fruibile su più piattaforme. Sarà l’utente a scegliere quale vedere. In caso contrario l’appassionato sarà solo vittima di imposizioni tariffarie. #Dazn”.

Ma qual è, allora, la situazione negli altri paesi?

Davvero l’Italia – il paese con la più alta percentuale di fruitori dello streaming illegale, o per parlar più profano del pezzotto – è l’unica nazione in Europa ad avere certi prezzi sull’abbonamento streaming delle piattaforme ufficiali?

Il prezzo per vedere la Serie A

La risposta è più complessa di quanto si possa pensare ad un primo e rapido sguardo. Certamente il prezzo che DAZN offre ai propri abbonati va oltre la attese della scorsa stagione, quando a metà anno l’azienda inglese aveva ipotizzato – ma subito smentito – l’aumento del prezzo per la doppia visione – vale a dire l’utilizzo dell’applicazione su due dispositivi tramite lo stesso account ma in contemporanea.

Il punto però è un altro: il mercato – e il suo valore – non si discute seduti al tavolo con Aristotele, ma dipende dalle leggi dello stesso. Laddove è maggiore la richiesta, minore sarà il costo. Laddove, soprattutto, i campionati – e le società che lo formano – sono disposti a mettere sul tavolo certe cifre, lì vi sarà un’offerta più o meno allettante.

Più il campionato è appetibile e quindi seguito, più soldi gireranno intorno ai diritti tv e a chi ne è a capo giuridicamente ed economicamente. Purtroppo il tifoso – il semplice fruitore del servizio – è in questo senso sempre all’ultimo posto: ma è soprattutto dalla sua domanda che dipende l’offerta.

La Premier League, il campionato più ricco al mondo, ha venduto i diritti tv per trasmettere le proprie partite a quasi 5 miliardi di sterline – equivalenti a 5.8 miliardi di Euro– per il triennio 2019-2022, mentre la Serie A li ha venduti a 2.9 miliardi per il triennio 2018-2021.

Qual è il discrimine tra i due campionati? Ancora una volta la domanda: un italiano su quattro (tra quelli che seguono il calcio) guarda la Premier League, ne è attratto irrimediabilmente; così, un inglese su dieci guarda la Serie A. Tra i due campionati al momento non c’è partita, e i risultati anche sportivi lo dimostrano – con la bella eccezione della Roma, che ha riportato un’italiana a vincere in Europa dopo 12 anni. Il paradosso del prezzo di DAZN in Italia si acuisce però considerando un altro fattore: il PIL messo a confronto tra italiani e inglesi – con l’Inghilterra che viaggia su cifre ben diverse rispetto a quelle medie del nostro paese.

Come funziona il nuovo abbonamento DAZN

Dal 2 agosto prossimo, DAZN introdurrà due tariffe al posto dell’unica attualmente esistente: una chiamata Standard che costerà 29.99 € al mese, e una detta PLUS che costerà ben 10 € in più al mese.

Con questo abbonamento “premium” sarà possibile vedere un evento in contemporanea su due reti internet differenti. Con l’abbonamento standard, invece, si potranno usare due dispositivi in contemporanea, ma solo se connessi alla stessa rete internet – una teoria curiosa, quella degli ad di DAZN, secondo i quali evidentemente nelle case italiane si tifano due squadre diverse all’interno della stessa abitazione.

Come detto in apertura, DAZN aveva già annunciato a gennaio l’aumento del piano tariffario per gli abbonati al servizio, ma non aveva compiuto l’ultimo passo

a) per motivi legali (il contratto sottoscritto dall’utente era valido fino a fine stagione, anche se andava rinnovato di mese in mese) b) per ragioni di popolarità: il servizio offerto da DAZN, non solo per colpe sue, risultava almeno a inizio anno fortemente carente – lo stesso Cucchi, citato in apertura, aveva denunciato la cosa con toni nostalgici.

Quanto costa guardare il calcio in Inghilterra

Mentre in Italia DAZN ha eclissato Sky Sport, che insieme a Mediaset aveva guidato l’offerta della Serie A per un ventennio, in Inghilterra sono addirittura tre i servizi che trasmettono le partite di Premier (una tendenza, quella del calcio suddiviso su più piattaforme, che sta prendendo sempre più piede in campo europeo): Sky Sport, BT Sport e Amazon Prime.

Le offerte di Sky partono in UK da 46 sterline al mese (54 €) per 18 mesi o 25 sterline al mese (29 €) se si ha già un abbonamento Sky. L’alternativa è l’abbonamento a Now TV – il servizio streaming di Sky – per un accesso giornaliero di 11.98 sterline. BT Sport ha un’offerta base da 16 sterline al mese, per due anni e per 52 partite disponibili.

I clienti Sky possono aggiungere le partite di BT Sport a partire da 7.5 sterline al mese per i primi tre mesi e 15 sterline per i successivi. Ciò che accadeva anche da noi fino allo scorso anno: metteteci DAZN al posto di BT e il risultato non cambia. Le venti partite annue disponibili su Amazon infine sono comprese nell’offerta di Prime, che in UK costa 7.99 sterline al mese o 79 l’anno.

Quanto costa vedere il calcio in Spagna

Andiamo in Spagna, dove i costi – almeno teoricamente e guardando al PIL nazionale – dovrebbero convivere coi nostri.

A marzo DAZN ha raggiunto un accordo con Telefonica, la compagnia telefonica spagnola e principale piattaforma di trasmissione delle partite della Liga: i due servizi, dal prossimo anno, condivideranno le partite di cui avevano acquistato i diritti separatamente. DAZN si era aggiudicata i diritti di 175 partite l’anno, che ora condividerà con Telefonica rientrandoci di 280 milioni di euro annui.

La Spagna, che a livello politico e giuridico ha da poco chiuso i conti con la vicenda ROJADIRECTA – il cui capo è finito in manette per aver fatturato milioni di euro grazie alle partite della Liga spagnola illegalmente trasmesse sul celebre portale di streaming –, ha potuto beneficiare del precedente contratto della Liga con Movistar – la compagnia telefonica che ha deciso di includere le partite del campionato in un’offerta complessiva insieme al traffico internet da casa e da mobile.

La tariffa più bassa per avere Movistar costa 54,90 euro al mese, a cui si possono aggiungere tre offerte per chi vuole vedere il calcio: 43 € al mese per tutto il calcio e gran parte dei campionati europei nonché la Champions, 30 € per Liga o 20 € al mese per Champions ed Europa League.

Tuttavia, per accedere ai contenuti calcistici è necessario abbonarsi a Movistar Plus+ Esencial, offerta da 10 € al mese per sbloccare la visione del calcio in Spagna.

Ricapitolando, la connessione internet da casa alla massima tariffa e la visione di tutto il calcio costano 107.90 € al mese, o 94 € se si vuole vedere solo la Liga spagnola. In Italia, in media, un abbonamento internet a casa costa sui 24/30 € al mese: che insieme all’abbonamento (singolo) di DAZN fa 60 €. Poi però per vedere Champions ed Europa League, un italiano dovrà pagare anche Sky (24 euro al mese) e Amazon Prime (36 all’anno), per un costo complessivo di 87 € (Amazon in Italia al mese costa 3 €).

Quanto costa vedere il calcio in Germania

Guardiamo poi al caso tedesco.

Sky in Germania va forte, almeno quanto in Inghilterra. La piattaforma londinese ha acquisito i diritti fino al 2024/25 per trasmettere 200 partite della Bundesliga.

Il canone mensile è di 20.75 € per i primi 12 mesi e 32 per i seguenti. Altre 106 partite del calcio tedesco vengono trasmesse da DAZN che in Germania ha aumentato i prezzi dal primo febbraio 2022.

L’abbonamento mensile costa 29.99 € contro i precedenti 14.99 (detto altrimenti, DAZN in Germania ha fatto quel passo che in Italia si è solo ritardato). L’abbonamento annuale è di 274.99 €, con un risparmio di 5 euro al mese.

Fino a febbraio scorso, l’abbonamento annuale costava 149.99 €.

Quanto costa vedere il calcio in Francia

In Francia, infine, il calcio è monopolio di Amazon Prime, sotto l’egida del canale Le Pass Ligue 1.

Amazon ha acquistato i diritti per trasmettere 8 su 10 partite ogni turno, fino al 2024. L’abbonamento costa 5.99 al mese, cui vanno aggiunto i 12.99 per l’offerta relativa alla Ligue 1. Le altre due partite sono disponibili sull’iconico Canal+, con un’offerta dedicata allo sport da 34.99 € al mese.

Quindi in Italia si spende troppo per il calcio?

Conclusione?

In Italia si spende tanto, ma non più di Inghilterra, Spagna e Germania. A differenza dei paesi citati – ad esclusione della Francia, dunque – i soldi che girano in Lega Calcio sono però molti meno.

Questo ha creato l’esigenza da parte dei club di pararsi con anticipo rispetto alla fine del monopolio Sky. Un monopolio che in tanti rimpiangono, non solo per questioni di natura economica.