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La stagione 2021-22 potrebbe segnare un cambio epocale per la Serie A.

Dopo anni di dominio da parte di Sky, Dazn si è presa i diritti del massimo campionato italiano. 7 gare andranno sulla piattaforma che dal 2018 agisce anche nel mercato italiano e 3 match restano in mano alla TV satellitare con sede a Milano. Se questo è il primo passo verso il cambiamento epocale, l’altro concerne gli orari dei match.

Basta gare in contemporanea e dal sabato (in qualche caso il venerdì con anticipi causa match di Champions) al lunedì ci saranno orari fissi per ogni singolo match. Questa la strada tracciata e questo il percorso che vuol intraprendere la Serie A: da una parte per alleggerire il carico di spettatori sulla piattaforma streaming di Dazn (in un paese come l’Italia ancora non performante sotto il profilo della connessione nazionale), dall’altra per una vendita migliore dei diritti TV all’Estero dei singoli match.

Un passaggio delicato e fondamentale, per equipararsi ai due campionati top in Europa: Premier League in Inghilterra e Liga in Spagna. Vediamo cosa ci attende.

In attesa del sì definitivo

Lo spezzatino della Serie A sembra essere indigesto ad alcuni. Teoricamente l’ultima assemblea di lega dello scorso lunedì aveva approvato il nuovo schedule del campionato su Dazn, con 14 voti favorevoli e 6 contrari. Ma dopo la fumata bianca è arrivata quella grigia che ha fermato di fatto l’approvazione. Qualche società vuol rifletterci ancora e forse alzare ancora la posta in palio.

Insomma una sorta di partita a poker con qualche bluff per trarne qualche vantaggio economico in più. Tutto rimandato quindi alla prossima settimana, anche se la sensazione è che questo matrimonio Serie A – Spezzatino si farà. Troppi soldi in ballo e troppo ghiotta la possibilità di fare un level up come non succedeva da anni per il nostro campionato. Non tanto sotto l’aspetto agonistico, ma sotto il profilo del mercato e della vendita dei diritti TV all’estero. Il vero ago della bilancia.

Dal satellite allo streaming, come cambia anche il calcio

Per anni abbiamo vissuto il calcio grazie alle parabole e ai satelliti. E in parte sarà ancora così, visto che SKY continuerà ad avere tre match per ogni singola giornata. Ma il futuro ha le sembianze dello streaming di DAZN. Il calcio si adegua ai tempi e sta per compiere quel passo che appare quasi naturale.

Già altri sport da diverso tempo si sono adeguati allo streaming e anche in altri settori della TV il cambiamento è già in atto: connessione internet e streaming su i vari device sono già il presente e il futuro, per Serie TV, film, spettacoli, Concerti, mostre, Reality Show e molto altro ancora. Diciamo che i vari lockdown anche in Italia hanno permesso di accelerare il passo.

Dunque anche il calcio si appresta a questo cambiamento. Basta gare in contemporanea e basta sovrapposizioni, anche a se ad onor di cronaca, va detto che ormai da diversi anni l’unica contemporaneità in Serie A era la domenica alle 15.00. Ma come si svilupperà il calcio spezzatino nella nuova stagione?

Sono previsti match dal sabato al lunedì (in assenza di anticipi per la Champions al Venerdì, ndr).

Il sabato si comincia alle 14.30, poi 16.30, 18.30 e 20.45. La domenica resta intanto il Lunch Match delle 12.30, a cui si aggiungono le gare delle 14.30, 16.30 e 18.30, oltre al classico posticipo serale delle 20.45. Infine, ecco il Monday Night sulla falsa riga del campionato inglese: il match del lunedì alle 20.45.

Come detto all’apparenza può sembrare uno stravolgimento totale, ma se guardiamo alle ultime stagioni cambia davvero poco.

La stagione che si è appena conclusa era solita consegnarci 4 anticipi al sabato (3, nel caso di un anticipo al venerdì), 5-6 match domenicali e di tanto in tanto un Monday Night. Quindi il vero cambiamento consiste nel togliere 2-3 partite in contemporanea alla domenica e inserire come appuntamento fisso il match del lunedì sera. Con buona pace di coloro che urlano allo scandalo.

Spezzatino per i mercati

Chi pensa che lo spezzatino della Serie A sia una mossa soltanto per il mercato italiano, si sbaglia di grosso. L’obiettivo è quello di prendersi o migliorare quelle fette di mercato estero dove la Serie A genera appeal. Vero che il calcio nostrano sta vivendo uno dei momenti più bassi della sua storia a livello di titoli internazionali, ma il fascino della competizione italiana trova sempre adepti oltre i confini.

Dunque, il primo obiettivo è quello di ritagliarsi un posto in prima fila nel mercato asiatico. L’Asia non solo è il continente più abitato al mondo, ma in prospettiva è quello che continuerà a crescere in maniera esponenziale in lotta con quello africano. In tutto il territorio asiatico sono presenti 4.5 miliardi di persone, di conseguenza un mercato senza fine per il calcio. L’obiettivo della serie A, attraverso lo spezzatino è quello di consolidare una buona fetta del pubblico in Asia.

Anche solo un 25% di questo mercato, permetterebbe di superare il miliardo di clienti e puntare quanto prima al doppio. In pratica un Eldorado senza fine che ha le sembianze del deposito dei soldi di Zio Paperone.

Ovviamente la Serie A guarda anche al resto del Mondo. L’Africa a sua volta può essere un altro trampolino di lancio, ma rispetto all’Asia si conferma molto più povera economicamente e ancora non pronta dal punto di vista della tecnologia.

Ci sono delle eccezione. Come il Sud Africa ad esempio, o paesi che si affacciano sul Mediterraneo a nord del Continente: Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto su tutti. Chiaramente, rispetto all’Asia servirà più tempo per sferrare l’attacco.

L’altro grande obiettivo è il mercato americano. Dal Nord America con Canada e USA in testa (è numerosa la comunità italiana in questi due paesi), passando per il Messico, fino a raggiungere il Sud America, dove il calcio è religione e allo stesso tempo porta di emergenza per superare i problemi.

Non per ultimo, il mercato europeo, dove la concorrenza si fa serrata. Ma la domanda di calcio italiano e di Serie A resta pur sempre alta.

Serie A, come Liga e Premier League

I primi a capire il potenziale del calcio in TV sono stati gli inglesi già negli anni ’70 e con maggior vigore dal 1992, anno di nascita della Premier League. Poi siamo arrivati noi italiani, ma ci è mancato sempre quel salto di qualità che invece sono riusciti a fare inglesi e anche gli spagnoli con la Liga. In queste due nazioni già da qualche tempo il calcio spezzatino è ormai un must, proprio per la vendita dei diritti TV in quelle aree di mondo che vi abbiamo citato in precedenza.

Non solo, ma il calcio spezzatino ha permesso maggiori introiti alle squadre stesse ed è quasi imbarazzante il gap economico che ne deriva fra Premier League e Serie A. Basti pensare che lo Sheffield United, ultimo classificato nella stagione appena conclusa oltre manica ha ottenuto l’equivalente di 105 milioni di euro, senza considerare il paracadute per la retrocessione. L’Inter campione d’Italia in Serie A, arriva a malapena a 100 milioni.

Se questo esempio lampante non vi basta, prendete in considerazione il Fulham: terzultima in Premier League e dunque retrocessa, incassa 124 milioni da diritti TV a cui si vanno ad aggiungere altri 50 milioni di euro come paracadute per la retrocessione immediata, visto che il club londinese era salito dal Championship soltanto lo scorso agosto.

In tutto le squadre inglesi di Premier League si spartiscono un mercato che genera in euro, qualcosa come 3 miliardi a stagione. Un dato che è destinato a crescere.

Poco meno per la Liga che si aggira su 2.5 miliardi. Se a tutto questo ci aggiungete altre entrate come Marketing, stadi di proprietà, biglietti e abbonamenti (appena sarà possibile tornare stabilmente con il pubblico in sicurezza), magliette e quanto altro, potete capire da soli due cose:

La prima che il giro di affari prodotto in Premier League e Liga è attualmente un qualcosa di inarrivabile per gli altri campionati. La seconda che generando così tanti soldi si crea un solco con le squadre degli altri campionati e dunque con maggior facilità si possono mettere sotto contratto, campioni, stelle e giovani promesse. In questo modo Premier League e Liga fanno il pieno di fuoriclasse e gli altri campionati si svuotano, con le due principali leghe che innalzano la qualità del gioco a discapito delle altre. Di conseguenza, vendere diritti TV all’estero per Inghilterra e Spagna, sarà più facile che per gli altri campionati. Un processo naturale, quanto logico.

La ripartizione diritti dell’ultima stagione in Premier League

  1. Manchester City – 178,8 milioni di euro
  2. Manchester United – 178,2 milioni
  3. Liverpool – 172,1 milioni
  4. Chelsea – 175,2 milioni
  5. Leicester – 164,0 milioni
  6. West Ham – 166,6 milioni
  7. Tottenham – 161,8 milioni
  8. Arsenal – 156,7 milioni
  9. Leeds – 160,9 milioni
  10. Everton – 156,0 milioni
  11. Aston Villa – 141,9 milioni
  12. Newcastle – 135,7 milioni
  13. Wolverhampton – 139,2 milioni
  14. Crystal Palace – 135,0 milioni
  15. Southampton – 129,7 milioni
  16. Brighton – 124,8 milioni
  17. Burnley – 118,0
  18. Fulham – 124,0 milioni
  19. West Bromwich – 118,0
  20. Sheffield United – 105,6 milioni

Il confronto del calcio-spezzatino nei top 5 campionati in Europa

Vediamo adesso come sono programmate solitamente le varie giornate dei 5 top campionati europei, con gli orari del weekend.

Italia

Come detto, se la prossima settimana ci sarà fumata bianca il calcio in Serie A avrà i seguenti appuntamenti: 4 gare al sabato (14.30-16.30-18.30-20.45), 5 match domenicali (agli orari del sabato si aggiunge il classico Lunch Match delle 12.30), un Monday Night al lunedì ore 20.45.

Premier League

In terra inglese già da un paio di stagioni è stata abolita la contemporaneità dei match, soprattutto nel canonico calcio di inizio alle 15 (le 16 in italia) del sabato. Si parte quindi il venerdì con un anticipo, per passare alle 4 partite del sabato (orario italiano): 13.30-16.00-18.30-21.00 . La domenica i match sono 4: 13.30, 15.05, 17.30 e 20.15. Un Monday Night alle 21.00 che diventano due allor quando non sia previsto in quel turno di campionato l’anticipo del venerdì. L’altro Monday Night si gioca alle 18.30.

Liga

Anche il campionato Spagnolo da diverse stagioni è spalmato su tutto il weekend. Pochi i monday night, per lasciare più visibilità alla Segunda Liga, ma con l’immancabile anticipo del venerdì alle 21.00. Il sabato lo schedule prevede gare alle 14.00, 16.15, 18.30 e 21.00. La domenica si parte alle 12.00 con il Lunch Match, poi alle 14.00, alle 16.15 e due gare in contemporanea alle 18.30. E’ l’unico caso di multi match, che sparisce nel caso in cui in una delle due gare sia impegnata una squadra che il giovedì precedente ha giocato in Europa League o Conference League. A quel punto la partita è dirottata al lunedì alle 21.00. Il programma domenicale si chiude alle 21.00.

Ligue 1

La Francia è il paese che più assomiglia all’Italia con gli orari o che assomigliava, nel caso in cui lo Spezzatino diventi la regola in Serie A. Nel campionato transalpino si parte sempre il venerdì con l’anticipo delle 21.00. Tre gare al sabato: 13.30, 17.30 e 21.00. La domenica spazio al Lunch Match delle 13,30, poi contemporaneità alle 15.00 con almeno tre sfide, passando per la sfida delle 17.30 e fino a raggiungere il posticipo delle 21.00. Generalmente, salvi rari casi, non sono previsti Monday Night per lasciare visibilità al posticipo del lunedì in Ligue 2.

Bundesliga

I tedeschi sono gli unici che appaiono più restii allo spezzatino, anche se molto è cambiato rispetto a qualche anno fa. Classico anticipo alle 20.30 il venerdì. 4 match in contemporanea alle 15.30 del sabato a cui segue la sfida delle 18.30. In alcuni weekend (generalmente se nei giorni precedenti non si è giocato nelle coppe) è prevista una gara alle 21.00 il sabato. Nel caso in cui non sia prevista, allora spazio al Monday Night alle 20.30. Due solitamente i match della domenica: uno alle 15.30 e l’altro allo 18.00. In rari casi è previsto un lunch match domenicale alle 13.00.