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E adesso? Armarsi di pazienza, ripartire, provare a riprendere lo spirito della partita dello Stadium contro il Galatasaray e capirlo – farlo sul serio -: adesso c’è un altro campionato da fare, alzare la testa per presentare il conto delle possibilità verso la prossima stagione. La Juventus ricomincia a raccogliere i pezzi dopo settimane disastrose, e non solo per colpe sue: il ko di San Siro, la brutta figura di Istanbul, le ambizioni spezzate dalla confitta interna con il Como… Poi l’impresa, ma solo sfiorata.

Inevitabile ricominciare da quel momento lì. Impossibile non fare diversamente. I bianconeri hanno la grande occasione, adesso, di mettere il discorso Champions in discesa. E – chissà – magari pure in ghiaccio. Le prossime partite lo consentono, eccome.

Il calendario della Juventus da qui alle prossime giornate

Naturalmente, la discesa parte sempre dopo una salita. E la salita è quella di domenica, la partita decisiva contro la Roma, all’Olimpico, sessantamila anime per blindare una qualificazione alla Champions League che manca da troppo tempo. E che in tantissimi hanno fallito. Non Gasp, al momento, che ha cullato le ambizioni scudetto, addirittura, ma che adesso vuole mettere in ghiaccio la normalizzazione della sua squadra. A volte fortissima, a volte più fragile. Certo, con un’Europa League in più da affrontare. E alla lunga può essere decisiva.

Può essere decisiva anche perché, Atalanta a parte, le altre hanno salutato la Champions League. Pertanto, la Juve – dopo la Roma – affronterà Pisa in casa, Udinese fuori, Sassuolo e Genoa di nuovo tra le mura amiche, prima di attraversare un trittico clamoroso con Atalanta, Bologna e Milan. Dea e Diavolo lontano da Torino.

Dove può fare maggiormente punti?

L’importante per i bianconeri sarebbe non perdere contro i giallorossi, domenica. E poi fare bottino pieno nelle quattro partite in cui la vittoria deve essere una certezza acquisita. 13 punti in 5 partite vorrebbe dire arrivare quasi a 60 nel rush finale, quello in cui gli scontri diretti saranno poi fondamentali. Più che con il Milan, quello con l’Atalanta può avere l’aria di essere decisivo. Mentre a Bologna sarebbe fondamentale conquistare punti: non è più complicato come tempo fa.

In sostanza, se dovesse avere vita più semplice in quel tratto di stagione lì – quello più imminente -, la Juve potrebbe davvero recuperare i quattro punti di distanza di oggi (e chissà quanti saranno lunedì) dalla Roma e dal Napoli. E più che con i giallorossi, occhio al crollo verticale degli azzurri…

Lo snodo cruciale

Sarebbe fondamentale, a prescindere, non ridursi all’ultimo: la Juve, infatti, come parte finale della sua stagione ha quattro partite clamorosamente complicate, anche se sulla carta non si direbbe. Il Verona a inizio maggio potrebbe essere ancora lì a lottare, soprattutto se Sammarco troverà una chiave per motivare i suoi; il Lecce è vivo e lotterà fino alla fine, come da tradizione ormai per Di Francesco. E le altre? Un piccolo derby e poi quello vero.

La Fiorentina, in casa, alla penultima giornata è un campanello d’allarme, specialmente se la Viola sarà (come sembra) ancora a combattere per un posto in Serie A. E l’ultima è il Toro, che è in piena rivoluzione e potrebbe giocarsi punti pesantissimi. In bocca al lupo a Spalletti: non è impossibile, ma quanto è dura.