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10 gol fantasma rimasti nella storia

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C’è e non c’è. Si fa vedere, ma non esiste. I gol fantasma, in un momento in cui è l’intero campionato a essere ‘fantasma’, è uno schiaffo del destino: ti ricorda che le ingiustizie esistono ovunque. Che non fanno distinzioni. Che anche il mondo dello sport, meritocratico per mille ragioni, non è esente dal fattore fortuna. O malafede.

Ma no, decidiamo di evitare la malizia e di concentrarci sui fatti. Su quello che è successo, ma non è stato ravvisato. Un esempio? Il gol mai sbandierato di Frankie Lampard in Germania-Inghilterra: erano gli ottavi dei Mondiali del 2010, e per questione di centimetri (sbagliati) i tedeschi si salvarono, con il sogno sfumato solo in semifinale. E’ come la storia del battito d’ali di una farfalla: il loro movimento, pure dall’altra parte del mondo, ha un ruolo cruciale nel descrivere la storia di ognuno di noi. In quel caso, ha deciso una Coppa del Mondo. E senza decidere davvero nulla, anzi.

Ecco allora i 10 ‘gol fantasma’ che la storia del calcio ricorda con più calore e con nessuna passione. Per anni, infatti, è stato uno dei punti all’ordine del board Fifa: migliorare questa situazione non era complicato, e proprio dall’Inghilterra è arrivata la Goal Line Technology. Rapidamente adottata in tutti i campionati d’Europa.

#1 Lampard in Inghilterra-Germania

Un 4-1 come può essere falsato? Chiedetelo agli inglesi, schiantati dalla Germania negli ottavi di finale con una lezione di calcio sonorissima. In gol Klose, Podolski e doppietta di Muller. Ma la partita sarà ricordata per il gol non concesso a Lampard: 44 anni dopo il gol di Hurst, al minuto 38 e subito dopo l’1-2 di inizio rimonta siglato da Upton, Lampard scaglia una conclusione violentissima dalla distanza. Il pallone sbatte sulla parte bassa della traversa e rimbalza a terra più di un metro, oltre la linea.

#2 Terlizzi in Inter-Catania

2008, Inter-Catania 2-1, il colpo di testa del difensore catanese Terlizzi verso la propria porta verrà considerato autogol dopo una serie di discussioni. Sarà una rete fondamentale, e ovviamente per i nerazzurri: una gara difficile e complicata, che sarà risolta da un gol fantasma e che spalancherà la vittoria dello scudetto per i Mourinho boys.

#3 Allegri in Pescara-Juventus

Cinque anni alla Juve, vincendo (quasi) tutto quello che c’era da vincere. Ma ben prima dei fasti in panchina, Max Allegri aveva qualche scherzo della sorte da recuperare proprio dai bianconeri. Una sorta di credito dopo un destro dalla distanza che colpì Peruzzi, impreparatissimo. La palla uscì da uno strappo nella rete: qualche tempo i’incertezza e gol convalidato.

#4 Il gol di Muntari

Ancora oggi, c’è chi lo sogna di notte. Per un motivo o per un altro. E’ il febbraio del 2012 ed è Milan-Juve: Muntari si ritrova a due passi dalla porta e il pallone è un mezzo spiovente da buttare solo dentro. Il centrocampista la colpisce e… tecnicamente avrebbe fatto gol, pure teoricamente. Ufficialmente, è una mega parata di Buffon. Che la riprende dalla porta, ma nel vero senso del termine. Arbitro e guardalinee non si accorgono che il pallone è entrato, eccome. E un gol – che sarebbe stato il 2-0 rossonero – che cambia le sorti di quello scudetto: dopo una lunga rimonta, il tricolore sarà dei ragazzi di Conte.

#5 La svirgolata rossonera

E’ il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. E il pallone, svirgolato da Vasilijevic, ha varcato in maniera clamorosa la linea di porta prima di essere allontanato dallo stesso difensore dei serbi. L’arbitro è un tedesco, di nome Dieter Pauly, e pare non accorgersi di nulla: la gara terminerà 1-1 dopo il supplementari e il Milan avanzerà nella competizione soltanto ai calci di rigore.

#6 Rijkaard, che sfortuna

E’ l’andata dei quarti di finale di Champions League. Anche stavolta, protagonista il Milan di Sacchi. I rossoneri sono di scena sul campo del Werder Brema: i tedeschi sono forti, temibili, ma quella di Sacchi non teme confronto con nessuno. Sono loro, il gruppo da battere. Altroché. Calcio d’angolo per gli italiani: Rijkaard, da due passi, colpisce violentemente il pallone. Hermann, difensore dei verdi, prova a respingere quel tanto che basta: finisce per carambolare sul palo insieme al pallone, che ha superato la linea in modo piuttosto netto. L’arbitro dos Santos non ha visto: la partita finirà 0-0.

#7 Duisburg, gol assurdo

Iniziamo la sfilza di ‘robe tedesche’. Duisburg, inizi anni 2000. Tiffert sigla un gol da cineteca contro il Francoforte: peccato che il tiro – dopo aver colpito la traversa – rimbalzi sul terreno decisamente oltre la linea di porta. Addirittura, un servizio giornalistico usufruì della ricostruzione dettagliata al millimetro, scoprendo che il punto di impatto del pallone distava anche oltre il metro dalla linea.

#8 Kiessling e il buco

Gol anche di… buco! Ancora in Germania, stavolta a Leverkusen: è 1-0 per il Bayer contro l’Hoffenheim, stagione 2013-14. Kiessling salta in area di rigore e di testa prova a sorprendere il portiere. La palla sfiora il palo e tocca l’esterno della rete, ma a causa di un buco entra in porta. Brych, l’arbitro, non se ne accorge: è gol. Kiessling, che poco prima si era disperato con tanto di mani tra i capelli, adesso sorride e festeggia. 2-1 per l’Hoffenheim, alla fine. E polemiche che non avranno pietà per intere settimane, costringendo la federazione a introdurre l’occhio di falco.

#9 Il ricorso di Norimberga

Altro giro, altro viaggio in Germania. Aprile del ’94, 32esima giornata di campionato. Il Bayern giocava contro il Norimberga: Helmer sigla il gol della vittoria… senza aver segnato! Sì, perché nel batti e ribatti in area, il giocatore bavarese non era riuscito a portare la palla oltre la linea. Furia degli ospiti, che erano in piena lotta salvezza: venne presentato ricorso che diede ragione al Norimberga, facendo ripetere la gara. Vinse il Bayern, stavolta per 5-0.

#10 Limòn amaro

Andiamo fino in Costa Rica per il decimo e ultimo gol fantasma. E’ il 2011 e ci troviamo davanti a LimònAlajuelense. Grande pubblico e grande tensione, ma soprattutto grande spettacolo. Ovviamente, grande scherzo: perché alla fine è l’Alajuelense a segnare, e sembra pure abbastanza netto. Eppure, l’arbitro e (soprattutto) il guardalinee non sono d’accordo. Il problema? Sta nella traiettoria del pallone: la palla, infatti, prende un giro strano. Rimbalza oltre la linea, quasi in fondo alla rete, ma alla fine torna in campo. Evidentemente, c’è chi ha visto solo l’ultima parte.

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