Liga 2023-24, l’analisi del campionato al via

Con la sfida tra Almeria e Rayo Vallecano inizia la stagione 2023-24 della Liga. Il campionato spagnolo si prepara all’ennesima lunga volata tra Barcellona e Real Madrid, con l’Atletico Madrid come eterno terzo incomodo.

Il Barça è campione in carica, il Real ha perso Benzema, ma attende chissà di prendere anche Mbappé oltre a Bellingham. Come sempre però gli spunti tecnico-tattici sono all’ordine del giorno.

Vediamo dunque come potrebbe svilupparsi questa stagione che si concluderà il 26 maggio 2024.

Liga, di nuovo Barcellona contro Real

Passato un po’ in secondo piano per via di una campagna europea disastrosa, il campionato vinto dal Barcellona nella scorsa primavera non è stato qualcosa di banale. Primo titolo per Xavi, l’ex fenomeno dei blaugrana trasformatosi in allenatore già di successo, l’ennesimo timbro di Lewandowski su un campionato, i giovani in rampa di lancio come Pedri, Gavi e Balde.

Certo, il Barça in Europa ha preso schiaffi sia in Champions che in Europa League, ma siamo sicuri che questa stagione andrà diversamente. La forza della squadra risiede in una difesa che con Ter Stegen ha pur sempre uno dei migliori portieri del continente. L’aggiunta di Gundogan in mezzo, a zero dal Manchester City, dà ai catalani classe e personalità.

Nelle griglia di partenza è ancora il Barcellona quindi favorito, anche perché il Real Madrid ha perso Benzema e fin qua non l’ha sostituito con nessuno, praticamente, a parte Joselu dall’Espanyol (in prestito!). Il sogno rimane Mbappé, probabilmente il francese arriverà ma intanto la rosa sembra più debole di quella dello scorso anno nonostante il colpo a sensazione Bellingham, strappato per 105 milioni al Borussia Dortmund.

Il vero problema dei blancos è che il loro allenatore Carlo Ancelotti è già “dimissionario”, visto che si sa già che andrà a dirigere nientemeno che la nazionale brasiliana, a fine stagione. Questa spada di Damocle rischia di togliere peso al tecnico italiano in spogliatoio.

Dal terzo posto in giù, la situazione

Detto che l’Atletico Madrid è.. il solito Atletico Madrid, candidato principale ad essere il disturbatore unico delle due big e che ha rinforzato la difesa con il trittico Azpilicueta (che sembrava a un passo dall’Inter) – Soyuncu – Javi Galàn, c’è molta curiosità per capire chi potrà inserirsi nella lotta per il quarto posto e per la zona Champions League.

L’anno scorso era stata la Real Sociedad un po’ a sorpresa a issarsi fino ai piedi del podio, ma la squadra è giovane, ha perso l’esperienza di David Silva e i gol di Sorloth ed è attesa, appunto, al doppio fronte Liga-Champions. Difficile una riconferma, sinceramente, anche se la base è buona.

Intrigano Villarreal e Betis Siviglia, squadre che hanno sfiorato la Champions nell’ultima stagione, e che si sono mantenute a livello di qualità della rosa sul mercato. Il Sottomarino Giallo ha perso Chukwueze, finito al Milan, e Jackson passato al Chelsea, ma con Sorloth ha un centravanti vero buono per aiutare l’eterno Gerard Moreno. Betis che ha visto partire Canales, ma che ha mantenuto centrocampisti come Guido Rodriguez e William Carvalho, più il bomber Borja “El Panda” Iglesias.

Difficile pensare ad altre squadre in grado di inserirsi visto che il Siviglia, che giocherà la Champions in quanto detentore dell’Europa League, ha perso il suo deus ex machina, il direttore sportivo Monchi. E questo si è visto in fase di mercato, con pochi acquisti non proprio entusiasmanti.

Stuzzica il progetto del Girona, che fa parte della galassia del Manchester City, ricordiamolo, che però ha perso il suo bomber Castellanos, nuovo centravanti della Lazio. Un mini-posto al sole, chissà, se lo potrebbe prendere l’Athletic Bilbao che non ha le coppe da disputare e che da troppo tempo in realtà aspetta una stagione da ricordare. L’incognita vera è il Valencia pieno di giovani fatti in casa.

La bagarre in coda

Sono andati giù Valladolid, Espanyol ed Elche, mentre sono tornati su Granada, Las Palmas e Alaves. Queste ultime due sembrano le squadre maggiormente indiziate per la retrocessione, di nuovo, mentre gli andalusi (che possono schierare l’ex napoletano Callejon) hanno in Uzuni il tipico bomber da “minors” in grado di esplodere anche tra i grandi.

A causa di calendario sovraffollato e di cambi drastici in panchina è facile che possano soffrire l’Osasuna, finalista nell’ultima Coppa del Re e impegnato nella Conference League almeno fino a dicembre, e il Rayo Vallecano. Ma possono chiudere intorno al dodicesimo o tredicesimo posto senza colpo ferire, come il Maiorca che pur avendo perso Kang-In Lee (nella nostra top 10 del 2022-23) ha sempre Muriqi che davanti fa reparto da solo.

Rischiano anche Cadice e Getafe, che nell’ultima stagione si sono salvate al pelo come il Celta Vigo, che nell’anno del suo centenario non può però proprio sbagliare.

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