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Giri l’angolo, ed è primavera. Soprattutto: giri l’angolo ed è un campionato praticamente terminato. Mancano 9 partite alla fine dei giochi e speriamo di gustarceli tutti con la Coppa del Mondo come dessert, naturalmente Italia inclusa. Insomma: sono periodi eccitanti, in cui tanti cambiamenti sono annunciati e alla fine della fiera bisogna sempre guadagnarseli. L’Inter lo sa bene: è a 8 punti dal Milan e ha rischiato di finire a soli 5. Il Derby ha dato alla testa, ma a tutti.

Per quanto siano avanti, i nerazzurri hanno capito che non si può davvero scherzare: bisogna riprendere la rotta giusta per portare questo campionato a casa, mentre il Napoli macina rimpianti sulla poca profondità di rosa, e la Juve avrebbe voluto cambiare persino prima. Comunque, tutte si presenteranno al top il prossimo anno. Ci sarà da divertirsi.

1) Lo spreco al Max

Di sicuro, oggi, si diverte molto poco il Milan: l’occasione di accorciare ulteriormente e di rosicchiare 5 punti sull’Inter in soli 7 giorni era ghiottissima. Allegri non ha mai pensato di poter vincere lo scudetto, ma quando ha visto l’opportunità ha detto ai suoi di coglierla. E’ mancato lì, il club rossonero. Com’è mancato prima sul mercato, quindi in campo. Chissà cosa sarebbe stata la formazione di Allegri con una punta vera. E con più qualità negli spazi.

Di certo, sarebbe stato un Milan forse con più difficoltà nel tenere questo tipo di atteggiamento: concentrato fino alla fine. E la Lazio ha trovato il grimaldello, in una partita in cui avrebbe potuto fare pure altro.

2) La Roma è crollata

Da Roma alla Roma è un attimo: lo scontro diretto l’ha vinto il Como e ha ridisegnato un’altra gerarchia per quanto riguarda il quarto posto. I giallorossi sono praticamente appesi a un filo e ormai da quando Federico Gatti ha trovato il gol nel 3-3 che avrebbe potuto invece spegnere definitivamente le speranze di gloria della Juve di Spalletti. E invece. Eh, invece? Invece a cadere è stata la Roma, che ne ha vinta solo una nelle ultime cinque.

La corsa dunque si fa più avvincente che mai, con i giallorossi che ora rischiano addirittura l’accesso alla prossima Conference League. L’Atalanta resta a 4 punti, la Juve è davanti di due. Il Como di 3.

3) La Juve ha vinto la partita più difficile

Tra tutte, però, forse a stare meglio è la Juventus. A Udine avrebbe vinto in scioltezza se il Var non fosse stato più pignolo del dovuto – il gol di Conceiçao, anche dai vertici Aia, è stato considerato valido -, ed è un’ulteriore prova di quello che può fare e di come si metterà da adesso in poi la strada verso il quarto posto. Serve però la sterzata. E non inciampare più.

Ecco, non sarà semplice. Perché dopo le partite con Sassuolo e Genoa in casa, la Juventus avrà tre scontri tutti da vivere: il più rognoso, a Bergamo contro l’Atalanta; quello da non sottovalutare, con il Bologna; il grande appuntamento, con il Milan a San Siro. In bocca al lupo.

4) De Rossi oltre le aspettative

A proposito anche di Genoa: Daniele De Rossi sta mostrando una resilienza incredibile e sta provando a portare via punti dove merita sempre di farlo. Il Genoa non solo sembra destinato a salvarsi con facilità, ma sembra avere anche una soluzione chiara per il futuro, pur avendo un organico non certamente superiore alle piccole (o medie) di questo campionato. Ma lì è l’allenatore, a fare la differenza. E DDR sta dimostrando di esserne uno di livello.

Per questo motivo, andare avanti può essere davvero la soluzione a ogni dubbio che si potrebbe frapporre tra De Rossi e il Genoa: lui avrebbe un altro anno e un’altra stagione per diventare grande, il Genoa avrebbe la certezza di ricominciare da un big.

5) La Fiorentina è uscita definitivamente?

La netta vittoria della Fiorentina allo Zini ha dato la sensazione finale: la Viola sembra ormai uscita dalle sabbie mobili del pericolo retrocessione e l’ha fatto per di più con una prestazione di livello assoluto, che rappresenta poi la terza vittoria nelle ultime cinque partite della Fiorentina. Si è rialzata: poco da dire, tanto altro però da fare. Perché non è finita, altroché.

Al momento, la squadra di Vanoli è a quota 28 punti, e si è portata a 4 punti dal terzultimo posto, l’ultimo ancora in ballo per la retrocessione, nonostante le vittorie più recenti di Pisa e Verona. Sei punti per 4 squadre: ci sarà da divertirsi. Almeno per chi si salverà.