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Iniziano a delinearsi situazioni, posizioni e perciò pressioni e aspettative. Eccolo, uno dei primi snodi decisivi della stagione, di questa Serie A che può regalarci ancora tante sorprese. Anche perché adesso entra in scena la variabile competizione europea, e coinvolge tutte tranne il Milan. Non sarà semplice tenere il passo, sarà più complicato ritrovare certezze tra cambi di formazione, inevitabili infortuni e situazioni tutte da monitorare.

Staremo a vedere. Intanto, l’Inter è diventata meritatamente campione d’inverno e si gode un momento semplicemente perfetto: ha ritrovato le sensazioni da grande squadra e ha saputo innestare la marcia giusta, la stessa che Milan e Napoli non hanno saputo ingranare, non con quella continuità. Se durerà, sarà impossibile riprenderla.

1) Fabregas ha allargato campo e ambizioni

Intanto, la palma di vittoria più schiacciante se l’è presa Cesc Fabregas. Che qualche giorno fa parlava di “risultatismo” e stavolta si è preso proprio una bella rivincita sul suo gioco preferito: con il Milan non avrebbe meritato di perdere, ma con la Lazio ha vinto in maniera proprio chiara, forte, brutale. I ragazzi del Como sono riusciti a strappare un 3-0 talmente netto da non ammettere appelli: evidentemente, il lavoro sul campo sta dando frutti importantissimi. Per certi versi clamorosi.

Solo chi non conosceva Cesc, però, può dirsi veramente sorpreso: così come il campo, lo spagnolo ha allargato le ambizioni della società comasca, che quest’anno coltivava il desiderio di andare oltre e tentare l’assalto all’Europa. Eh, è lì.

2) Vincono tutte tranne la Juve

Il Como si piazza a meno 2 dalla Juve, mentre la Roma scappa a più 3. Hanno vinto entrambe. E hanno vinto tutte le squadre che stanno sopra i bianconeri: Napoli, Inter e Milan. La lotta Champions si è fatta più serrata e perciò i punti si faranno ancor più decisivi. Ogni passaggio è delicato. Il prossimo? Juve-Napoli. Con i bianconeri che hanno l’opportunità di tornare a una lunghezza da Conte, ma anche Conte che ha l’occasione di chiudere a chiave i pochi sogni scudetto degli juventini.

Intanto, di un eventuale pareggio, può approfittarne Gasperini: terza vittoria consecutiva e classifica aggiustata. Sono quattro successi nelle ultime cinque, e la Roma continua a non pareggiare. O tutto o niente. Sette sconfitte sono tante, certo. Però intanto è quarta e prova a tenersi saldissimo quel posto.

3) La Fiorentina è “salva” per la prima volta

Sul fondo della classifica, tra quelle posizioni rosse – nel senso di pericolo retrocessione – non c’è più la Fiorentina. Si tratta di un gioco d’incastri, di differenza gol e scontri diretti. La Viola però non ha mai perso nelle ultime quattro partite e il lavoro di Vanoli sta venendo fuori: due vittorie e due pareggi, 17 punti fatti e la sensazione che stavolta potrebbe essere la svolta vera, concreta, quella giusta per cambiare finalmente il volto della propria classifica.

C’è un giocatore che più degli altri sta alzando il livello: è Nicolò Fagioli. L’ex talento della Juventus ha cambiato il volto del centrocampo e Vanoli è tornato a metterlo al centro del villaggio: sta facendo la differenza, e migliora anche i compagni che gli gravitano attorno.

4) Lecce e Toro: crisi vera

Una settimana complicata, questa, per il Lecce. Due sconfitte a San Siro, prima l’Inter e poi il Milan, sempre a San Siro, e dopo il ko interno nello scontro diretto con il Parma. Come ha raccontato giustamente Falcone, incredibile in queste ultime due gare, il match con gli emiliani rischiava di tagliare le gambe, e invece le successive sfide milanesi hanno dato una buona risposta a Di Francesco, che ha tuttavia collezionato quattro sconfitte di fila. Dunque, è crisi.

Ed è crisi anche per il Toro, che quattro ko li ha messi insieme nelle ultime cinque partite, intervallate da due vittorie, di cui una in Coppa Italia, all’ultimo minuto, com la Roma. E no, non basta. E la classifica ora preoccupa: 23 punti in 21 partite. La zona retrocessione? A 4 punti.

5) Qualcuno ritrovi il Bologna

A proposito di crisi: dopo aver ritrovato la vittoria, il Bologna si è fermato di nuovo, terza sconfitta nelle ultime cinque. Continuano i problemi per Italiano, che ha anche l’Europa che incombe, e per questo non può più sbagliare, anche perché davanti le altre scappano, e il ritmo di Como, Juve e Roma – ma anche dell’Atalanta, avanti di due punti – sembra essere molto diverso da quello degli emiliani, i cui problemi sono prettamente difensivi. Tra le prime dieci in A, solamente l’Udinese ha subito di più, ed è la seconda difesa più battuta del campionato.

Pertanto, qualcuno ritrovi il Bologna. E quel qualcuno sia Vincenzo Italiano: ha un giocattolo troppo bello tra le mani per non provare il tutto per tutto.