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Le clausole più strane nella storia del calcio

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Si sa che ad alti livelli il mondo del calcio è fatto di contratti milionari e giovani giocatori che diventano ricchissimi da un giorno all’altro, potendo così soddisfare molti desideri e togliersi sfizi spesso fin troppo singolari.

Ma talvolta all’interno dei contratti stipulati tra squadre e giocatori trovano posto, al di là delle cifre dell’ingaggio, clausole a dir poco… curiose.

Vediamo di seguito alcune delle clausole più strane che sono state messe per iscritto nei contratti di calciatori più o meno famosi.

Van der Vaart e le scarpette rosse

Nel 2015 il talento olandese Rafael van der Vaart torna in Spagna, dopo l’esperienza di anni prima al Real Madrid, firmando un contratto con il Betis Siviglia dopo essersi svincolato dai tedeschi dell’Amburgo.

L’olandese è contento di tornare in un campionato dove esprimere al meglio le sue qualità, il Betis è contento di aver trovato il suo nuovo leader per tecnica ed esperienza. Tutti contenti, quindi? Quasi: lo sponsor tecnico personale di van der Vaart deve improvvisamente cambiare il design degli scarpini del giocatore. Il motivo: le scarpe rosse sono assolutamente proibite, in quanto il colore è associato agli acerrimi rivali cittadini del Siviglia!

Dennis Bergkamp e la paura di volare

Lasciata l’Inter nel 1995, l’attaccante olandese Dennis Bergkamp è diventato un idolo dei tifosi dell’Arsenal, che hanno potuto ammirare le sue magie palla al piede in Premier League fino al 2006, anno del suo ritiro.

Più in Premier League che nelle coppe europee, però, dato che Dennis era praticamente sempre titolare, quando disponibile, nelle partite casalinghe, ma nelle trasferte di coppa o non veniva convocato oppure non era mai al top della condizione. Come mai? È presto detto: a causa della sua profondissima paura di volare, aveva incluso nel suo contratto una clausola che lo esentava da qualsiasi tipo di spostamento aereo con la squadra.

Giocando in Inghilterra, qualsiasi trasferta europea comportava per lui quindi lunghi viaggi in auto, attraversando il tunnel della Manica e perdendo così anche giornate intere di allenamento.

Giuseppe Reina e la “fregatura” dell’Arminia Bielefeld

Il tedesco Giuseppe Reina, al momento di firmare per l’Arminia Bielefeld nel 1996, ha pensato bene di cercare delle garanzie per il futuro nel settore immobiliare. Secondo i termini del suo contratto, infatti, per ogni anno di militanza la squadra avrebbe dovuto regalargli una casa.

Ma avendo lasciato i termini contrattuali così vaghi, i vertici della società se la cavarono regalando al giocatore, al momento della cessione al Borussia Dortmund dopo tre stagioni, tre set Lego con cui costruire delle casette da circa 20 centimetri l’una. Con ogni probabilità, nel contratto con il Borussia avrà fissato la cifra di eventuali bonus al centesimo…

Ronaldinho: se volete il calcio bailado, dovete lasciarlo “bailar

Ronaldo de Assís Moreira, detto Ronaldinho, è stato uno dei più spettacolari funamboli del pallone della storia. Con la maglia del Barcellona ha dato spettacolo in lungo e in largo per la Spagna e per l’Europa, portando quell’entusiasmo e quella gioia nel gioco tipicamente brasiliani, spendendosi in dribbling e “trick” dal tasso tecnico elevatissimo e in grado di deliziare gli occhi del pubblico.

Ma, come ha dimostrato la sua deludente parentesi al Milan, per potersi esprimere su quei livelli Ronaldinho doveva essere libero di prendere il calcio come un gioco, un divertimento, senza che andasse a pesare sul resto. Al punto che nel 2011, sul punto di firmare il contratto per il ritorno in patria con la maglia del Flamengo, indicò chiaramente sul contratto che avrebbe avuto diritto a passare due notti in discoteca ogni settimana senza che il club potesse comminargli alcuna sanzione.

Stefan Schwarz e l’ultima frontiera

Quanti bambini sognavano di fare l’astronauta? E quanti il calciatore? Stephan Schwarz evidentemente coltivava entrambi questi sogni, ma l’aver realizzato il secondo gli ha precluso, almeno temporaneamente, il primo.

Essendo a conoscenza del fascino che il calciatore svedese ex-Fiorentina provava per i voli stellari, al momento del suo acquisto dal Valencia il Sunderland pretese che sul contratto fosse esplicitato la rinuncia da parte del giocatore di praticare alcun tipo di viaggio spaziale per tutta la durata della militanza nel club.

Da Messi a Balotelli, le altre clausole curiose

Ci sono numerose altre clausole curiose di cui si è venuto a sapere: se è la norma proibire l’utilizzo della motocicletta o degli scooter per prevenire possibili infortuni, a Leo Messi il Barcellona ha interdetto anche l’utilizzo delle moto d’acqua (oltre a costringerlo a imparare il catalano).

Mario Balotelli, che al momento del trasferimento al Liverpool si era già fatto una nomea di giocatore molto indisciplinato in campo, ha dovuto firmare un contratto che prevedeva una penale di un milione di sterline in caso di più di 3 espulsioni in stagione.

Samuel Eto’o, protagonista di un trasferimento a cifre stellari dall’Inter ai russi dell’Anzhi nel 2011, pretese nel contratto anche un jet privato a sua completa disposizione, per poter lasciare il Daghestan ogni volta che voleva (non stupisce pensare che l’Anzhi sia fallito pochi anni dopo).

Pretese simili a quelle che hanno fatto naufragare il trasferimento di Gervinho dalla Roma all’Al Jazira nel 2015: l’ivoriano pretendeva, oltre al ricco ingaggio, biglietti aerei per tutta la sua (numerosa) famiglia, un elicottero privato per sé e un’isola completa di spiaggia privata a sua totale disposizione. Richieste eccessive anche per gli sceicchi!

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