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Non sono previste rivoluzioni alla Pinetina.

C’è un aspetto, nel mancato colpo Nico Paz da parte dell’Inter, che merita di essere evidenziato: la verità dell’operazione, fede calcistica a parte, sta nel mezzo delle due società, Inter appunto e Como soprattutto. L’Inter si è fermata dinnanzi alla richiesta, giudicata eccessiva, di oltre 50 milioni. Qualcosa di analogo era accaduto anche con Lookman, come ricorderete. Epperò, è stato pure il Como a fare leva sulla propria forza economica – gli Hartono sono infatti i proprietari più prosperosi dell’intera Serie A – per convincere il ragazzo a sposare il progetto lagunare, nonché il Real Madrid ad accettare i 60 mln di € che sono come una garanzia sul potenziale riacquisto del calciatore (ne avevamo parlato qui, nel dettaglio).

I tifosi interisti che ci leggono potrebbero legittimamente chiedersi dove vogliamo andare a parare. Semplice: la strategia di mercato dell’Inter, oggetto del presente articolo, spiega anche indirettamente la strategia sul non-acquisto di Paz. I soldi di OakTree non sono infiniti, e gli acquisti (tutti) vanno rendicontati.

Il presidente Marotta e il ds Ausilio devono fare di necessità virtù. Certo, non parliamo di cifre esigue, né di situazioni vieppiù presenti in Italia – la Roma, coi paletti finanziari imposti dall’UEFA; la Lazio, addirittura col mercato a saldo zero; la Juventus, la cui mancata qualificazione alla Champions peserà inevitabilmente sul mercato in entrata. Ma rimane un dato di fondo: alla Pinetina arriva chi l’Inter può permettersi di acquistare adesso, cioè dopo aver ceduto. È un mercato a saldo zero mascherato, anche se non si può dire a voce alta. I soldi “in più” spesi dai nerazzurri sono in realtà una percentuale di quelli entrati – e sono tanti – dallo Scudetto vinto, sommato ai diritti tv, agli sponsor e alla qualificazione alla prossima Champions League, senza contare il botteghino, che anche quest’anno garantirà una base fissa di almeno 40.000 abbonati a San Siro.

Il partente e l’entrante

Così, bisogna inevitabilmente partire da chi ha già salutato. Denzel Dumfries, terminata l’esperienza del Mondiale, ha salutato i tifosi nerazzurri con un post che, per i toni, che ci sembrano autentici, merita una citazione: «Questi cinque anni sono stati un viaggio incredibile. […] Abbiamo riso, vinto, festeggiato e a volte sofferto insieme: dal profondo del cuore grazie. Abbiamo vinto tantissimo: due scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe con due indimenticabili cammini in Champions League. Ho dato tutto me stesso per questi colori e per questo club. Adesso è il momento di salutarci: questo non è un addio, ma un arrivederci».

Così Dumfries, senza dubbio il miglior terzino del nostro campionato, secondo forse solo a Dimarco, sempre di casa Inter, saluta i nerazzurri per andare al Real Madrid di Josè Mourinho – che sta costruendo una rosa davvero galactica. Il Real ha esercitato l’opzione della clausola rescissoria, 20 milioni di €, per prenderlo. Una cifra inferiore, se vogliamo, al reale valore del calciatore, che sarà molto difficile da sostituire.

L’Inter però si è mossa in anticipo, e ha già individuato il sostituto. Si tratta dell’israeliano Anan Khalaili, esterno offensivo, con caratteristiche analoghe all’olandese, di proprietà dell’Union Saint-Gilloise, che ieri non ha giocato nell’amichevole contro la Steaua Bucarest a causa, si legge sulla Gazzetta dello Sport, «di un lieve infortunio riportato in queste prime sgambate estive». Una bugia bianca, probabilmente. L’Inter ha già l’accordo col giocatore classe 2004, e i due club dovrebbero stringersi la mano intorno ai 25 milioni, bonus compresi, cifra che può mettere tutti d’accordo, dai belgi che si fregano le mani per una interessante plusvalenza (anche se dovranno riconoscere una percentuale al Maccabi Haifa) all’Inter che rientra nel piano di spese senza bruciare tutto il budget.

Mercoledì, poi, sarà il giorno delle visite mediche di Ivan Provedel, che arriverà dalla Lazio per una cifra vicina ai 3 milioni di €. Sarà lui il secondo portiere dei nerazzurri: ma occhio alle sorprese. Doveva essere il secondo anche alla Lazio. Poi però l’erroraccio di Maximiano alla prima giornata e le qualità dell’ex Spezia ne hanno fatto la colonna della Lazio di Sarri, che ha terminato la stagione al secondo posto con il portiere italiano titolare inamovibile. Il gol all’Atletico Madrid, l’anno dopo, è rimasto nella storia dello sport e della Champions. Ora Ivan, grande tifoso nerazzurro, è pronto a fare l’ultimo salto di carriera, magari sognando anche la nazionale.

I prossimi colpi

A meno di clamorosi ribaltoni, la rosa dell’Inter rimarrà tendenzialmente quella dello scorso anno. Sono previsti però due colpi, uno in difesa – dove è uscito De Vrij, ufficiale al Panathinaikos, e dove Acerbi non garantisce più la stessa affidabilità delle scorse stagioni – e uno a centrocampo.

Nel reparto arretrato, il nome caldo – ma non facile, il Chelsea spara la cifra di 30 milioni – quello di Trevoh Chalobah (ieri 27enne) e poi, per il centrocampo, sta ritornando più che mai d’attualità Curtis Jones. L’inglese era un obiettivo del club a gennaio ed è tornato ad esserlo nell’immediato post campionato, ma poi altre situazioni di mercato che richiedevano un intervento immediato l’hanno fatto scivolare un po’ ai margini. Parcheggiato da una parte, non certo abbandonato, anzi. La prima scelta lì in mezzo è sempre il 25enne del Liverpool. Anche in questo caso la cifra non dovrebbe essere inferiore ai 30 milioni, ma l’Inter vuole scendere a 20 e ci si potrebbe accordare per 25.

Il ritiro dei nerazzurri in Germania, a Donaueschingen, partirà il 16 luglio. Chivu, che ora si trova negli USA con la famiglia, sia per rilassarsi che per studiare da vicino i calciatori mondiali, vorrebbe avere la rosa pronta. Dieci giorni, dunque. Il mercato dei nerazzurri entra finalmente nel vivo.