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Cristiano Ronaldo e il Napoli: tre motivi che spingono il lusitano al Maradona

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Sogno di fine estate, o c’è qualcosa di vero?

Cristiano Ronaldo e il Napoli. Due mondi così distanti e che improvvisamente sembrano vicini, tra sogni di fanta-calcio e solide verità.

La città dove ha incantato e vinto Diego Armando Maradona, sogna e spera nel colpaccio sul suono della sirena del calcio mercato. E poco importa se CR7 ha indossato la maglia della Juventus: è acqua passata e per un campione come lui i tifosi sarebbero pronti al perdono immediato.

Ma davvero Cristiano Ronaldo può approdare all’ombra del Vesuvio? E sé si, per quali motivi? Domande multiple che hanno bisogno di risposte dettagliate e che passano gioco forza dalla possibile cessione di Osimhen allo United.

Per un campione che arriva, un possibile campione è pronto a lasciare la squadra di Luciano Spalletti.

Vediamo come e perché il lusitano potrebbe arrivare al Napoli, in queste ultime 72 ore di calciomercato.

Il doppio binario tra Napoli e Manchester

Uno “scaccia” l’altro. Che detta così può apparire anche brutta come cosa, ma è la realtà dei fatti.

Il Manchester United è pronto a sacrificare il suo numero 7, solo se il Napoli cede Osimhen. Da questo doppio binario tra Italia e Inghilterra non si scappa.

Di conseguenza il Napoli deve fare i propri calcoli: il nigeriano è un classe 1998 che deve ancora compiere 24 anni. Cristiano Ronaldo è un classe 1985, con 37 primavere sulle spalle, anche sé osservando il suo fisico sembra sempre un 25enne. Ma l’età prima o poi presenta il conto.

Il nigeriano è stata una scommessa vinta senza sé e senza ma dal Napoli che nel 2020 è andato a prenderselo dal Lilla, per 70 milioni di euro. Non proprio noccioline.

Nonostante qualche infortunio, Victor James Osimhen ha già messo assieme 64 presenze con la maglia azzurra in due anni e soprattutto ha segnato 30 gol. Un bomber moderno in tutti sensi.

Per il portoghese crediamo ci sia poco da specificare. Basti pensare che dal 2002 ad oggi ha segnato oltre 800 reti nel calcio professionistico: prima come ala destra e poi accentrandosi sempre di più come prima punta. Ma invertendo i fattori, il risultato è stato eclatante. Senza poi contare il numero infinito di trofei vinti a livello di squadra.

Insomma il Napoli è conscio di quello che potrebbe avere, ma al tempo stesso è consapevole anche di quello che andrebbe a perdere, con la cessione dell’attaccante africano.

I tre motivi che portano CR7 al Napoli

Cristiano Ronaldo è alla sua esperienza bis con il Manchester United.

Ma quest’ultima non è nemmeno paragonabile con la prima, quando il portoghese da perfetto sconosciuto, a soli 17 anni, divenne l’uomo di punta dei Diavoli Rossi di Sir Alex Ferguson.

Il suo score non è stato nemmeno basso lo scorso anno, con 14 reti, ma è cambiato tutto dalle parti di Old Trafford. Da una squadra imbottita di fenomeni e capeggiata appunto dal lusitano, ad una formazione che fatica a ritrovare la retta via, con un accozzaglia di giocatori e mezzi giocatori che niente centrano con la storia dello United.

Dunque, anche se ti chiami Cristiano Ronaldo, diventa poi difficile fare sempre i miracoli quando sei costretto a cantare e portare la croce, oppure predicare in mezzo al deserto.

Triste e con il mal di pancia, come non lo abbiamo visto mai. CR7 è già stufo, dopo un solo anno, del suo ritorno alla “vecchia casa”. Certe volte i bis non riescono e forse sarebbe bene evitarli, per non declassificare il tutto a minestra riscaldata.

Questo malumore è il primo motivo che potrebbe indurlo ad accettare il passaggio al Napoli. Dalla pioggia di Manchester, al sole di Napoli: dalle fabbriche del distretto cittadino, al mare di Posillipo. Un po’ come il giorno e la notte, verrebbe da dire.

Aggiungiamoci che entrerebbe in una squadra rodata e che mostra elementi interessanti, per un perfetto mix condotto da Luciano Spalletti. Saperlo gestire verso i 38 anni, diventa quasi obbligatorio.

Il secondo motivo che potrebbe spingere Cristiano Ronaldo al Napoli è la possibilità di giocare ancora in Champions League. Il Manchester United, dopo la deludente sesta piazza dello scorso anno, giocherà in Europa League che conti alla mano è una sorta di Serie B delle coppe continentali.

Indossando la maglia azzurra il portoghese per il 20° anno di fila giocherebbe nella gloriosa Coppa dei Campioni che ha vinto 5 volte in carriera: una con il Manchester nel 2008 e poi il poker calato con il Real Madrid, tra 2014 e 2018.

E qui entrano in gioco anche altri fattori che rispondono ai nomi degli sponsor. Non tanto intesi come sponsor di squadra, ma quelli legati al marchio CR7. Sì perché il portoghese, oltre ad essere un fenomeno in campo, è pure una macchina che stampa soldi e per le aziende che hanno creduto in lui, la visibilità della Champions è infinitamente maggiore dell’Europa League.

Dunque, Coppa Campioni che farebbe felici tutti. Il Napoli in primis, il giocatore poi e gli sponsor che versano fior di quattrini, ma già pronti a sfregarsi le mani per i faraonici ritorni economici.

Infine, ma non ultimo, ecco il terzo motivo. Lasciare il segno nella storia del Napoli. La stessa squadra del “El Mas Grande“, ovvero Diego Armando Maradona.

Evitiamo paralleli inutile e stupidi su chi sia più forte tra i due. È un discorso che rischia solo di annoiare e creare inutili faide anche all’interno della tifoseria partenopea.

Ma 31 anni dopo l’addio forzato del “Pibe”, portare un altro fenomeno come Cristiano Ronaldo avrebbe un effetto miracoloso sul Napoli e su Napoli.

Per CR7 vincere lì, dove ha vinto per ultimo lo stesso Maradona, sarebbe la chiusura perfetta di una carriera probabilmente irripetibile per tutti i suoi colleghi.

Antony rompe il sogno? Forse no

Tra i sogni e la realtà, c’è un abisso sempre.

Ma in questo caso, meno di quanto si possa pensare. L’arrivo di Antony, nelle ultime ore, dall’Ajax allo United per 100 milioni di euro non deve scoraggiare i tifosi napoletani.

I diavoli rossi non mollano la pista che porta ad Osimhen e sono pronti al blitz nelle ore finali del calcio mercato. Lo dimostra il fatto che lo stesso Mendes non ha mai smesso di parlare con il DS azzurro Giuntoli e il numero 1 dei campani: Aurelio De Laurentis.

Insomma niente è ancora deciso, ma la sensazione è questo incredibile matrimonio si possa fare nelle prossime ore.

Certo, stiamo parlando del trasferimento del giocatore più planetario al mondo e dunque, siamo davanti ad un’operazione gigantesca che nemmeno quella storica di Maradona può competere.

Cristiano freme, Napoli sogna e i dirigenti provano a chiudere il cerchio, mentre San Gennaro osserva dall’alto: il miracolo si può fare.

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