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Cinquanta e cinquanta, e la Juve ha perso. La roulette dei sorteggi non ha aiutato i bianconeri, che si troveranno ad affrontare il temibilissimo Galatasaray ai playoff di Champions League. Non esattamente una passeggiata, tutt’altro. Anche perché l’andata, a Istanbul, può già indirizzare la qualificazione, mentre il ritorno a Torino può essere effettivamente d’aiuto nel caso in cui i bianconeri dovessero uscire dallo stadio turco con una buona dose di certezze. Date e orari in via di definizione: il match di andata si giocherà o il 17 o il 18 febbraio, quello di ritorno una settimana dopo, il 24 o il 25 febbraio.

Di sicuro, ecco, anche il Gala non è contento di aver pescato la Juventus. Anche se l’alternativa era comunque l’Atletico Madrid, perciò poteva pure andare peggio. Con i bianconeri il Gala conta di avere una speranza un po’ più feroce, non foss’altro per la cabala e lo storico. Nel 2013, una delle vittorie più belle dei giallorossi è stata contro la Juve di Conte, in una partita epica in due puntate (la neve aveva costretto a rinviare gli ultimi minuti al giorno dopo), con rete decisiva di Sneijder. Indimenticabile.

Come gioca il Galatasray?

“Ma questa è una Juve diversa, e anche il Galatasaray è una squadra differente. Molto temibile”, ha commentato Giorgio Chiellini a Nyon, dove si è svolto nelle scorse ore il sorteggio del prossimo turno Champions. Giusto. Però va spiegato: il Gala è cresciuto anche perché il calcio turco è diventato diverso, spinto anche dal governo, dal quale è arrivato il via libera a fortissimo investimenti. Così i turchi si ritrovano un attacco con Osimhen e Icardi, ha appena preso Lang dal Napoli e ha attirato Sané, in uscita dal Bayern Monaco. C’è Gundogan a centrocampo, c’è l’ex Lemina, e a Torino – sponda granata – è bazzicato anche Singo, ora uno dei fiori all’occhiello.

Il Galatasaray gioca con un 4-2-3-1 piuttosto offensivo. Cakir è il portiere titolare, Sallai e Jakobs sono i terzini, con Sanchez e Bardakci in difesa. Torreira (ex Samp e Arsenal) in mezzo, con Mario Lemina, mentre Yilmaz e Sané sono a supporto di Gundogan, la cui corsa si è ridotta e la cui qualità per Buruk è perfetta a ridosso della punta. Che è ovviamente Osimhen.

Le stelle della squadra

Osimhen che è pure la stella della squadra, il giocatore in questo momento che spaventa di più pure Luciano Spalletti. Naturalmente, si conoscono alla perfezione, e Lucio teme tanto i suoi numeri quanto le sue gesta. Al secondo anno in Turchia, quest’anno il ritmo è praticamente lo stesso della prima volta, quando ha firmato 37 gol in 41 partite. Enorme. E dopo il pressing – e il desiderio – della Juve in estate, la scelta finale è stata quella di proseguire a Istanbul, dove ha messo insieme finora 13 reti in 17 partite. Cosa gli si può dire?

Di sicuro, un buon aiuto gli sta arrivando pure da questo centrocampo intrigante, con Gundogan vertice basso, però dell’attacco. In SuperLig, l’ex City ha messo insieme 12 presenze e 2 gol, con 3 assist. Ed è tornato a un buon livello (nell’ultimo match sono arrivati due passaggi vincenti) dopo lo stiramento alla coscia che l’ha tenuto fuori tra ottobre e novembre.

L’allenatore

Molti dei giocatori sono dunque ben conosciuti nel panorama del calcio europeo, mentre Okan Buruk, l’allenatore del Gala, si è visto molto meno. Eppure è una leggenda, da quelle parti, così come in Italia: 3 anni all’Inter, l’arrivo con Emre Belozoglu nell’estate del 2001, Hector Cuper come maestro. Non fu indimenticabile. Non di certo come i 10 anni al Gala da calciatore, e il perdono successivo per aver vestito la maglia del Besiktas, prima di chiudere di nuovo tra Gala e Istanbul Başakşehir.

Tecnico pragmatico e di qualità, ha vinto davvero tanto in patria. Iniziando con una Coppa di Turchia con l’Akhisar, quando nessuno se l’aspettava. E proseguendo con la grande impresa del successo in campionato nel 2019-2020 con il Başakşehir. Il Gala l’ha chiamato nel 2022: ha vinto sempre. Tre campionati. Poi una Supercoppa e nell’ultima stagione ha chiuso la doppietta con la coppa.

Spalletti tra Osimhen e Icardi

Naturalmente, un passaggio fondamentale va dedicato anche a Luciano Spalletti e ai vecchi incontri e scontri del passato. Il rapporto con Osimhen, con il quale ha vinto uno scudetto fenomenale a Napoli, sarà l’immagine di copertina della serata. Però Lucio ritroverà anche un giocatore con cui non ha esattamente legato, e non solo per evidenti motivi sportivi. Nel Galatasaray c’è infatti pure Mauro Icardi, il suo capitano all’Inter, forse il calciatore con cui ha dovuto discutere più volte.

Sono celebri, del resto, gli aneddoti sulla gestione dello spogliatoio nerazzurro, anche per il delicato tema della moglie-agente (dei tempi) di Icardi, ossia Wanda Nara. Acqua passata, poi. E storie che s’intrecciano, prima sotto il cielo di Istanbul, poi sotto quello di Torino.