Dopo il positivo esordio del day 1, la seconda giornata di US Open 2026 ci propone ben quattro azzurri in campo, con Matteo Berrettini impegnato nella sfida non più difficile, ma certo più suggestiva.
Matteo affronta Stan Wawrinka, all’ultimissima recita da professionista. Nel frattempo, Arnaldi e Darderi provano a onorare le rispettive teste di serie ed Eli Cocciaretto è attesa da un esordio impegnativo contro Siniakova.
Al di là della doverosa attenzione per i nostri, tuttavia, è inutile negare che le attese più alte sono per il ritorno in campo di Carlos Alcaraz.
US Open 2026: cosa è successo nel day 1, gli italiani in campo nel day 2
Nel singolare femminile, il torneo dell’Italia è iniziato con un convinto sorriso, per le vittorie – sudate ma importantissime – di Jasmine Paolini e Lucrezia Stefanini. Tra i maschi c’era in campo il solo Federico Cinà, bloccato dalla pioggia dopo aver perso il primo set contro Alex Michelsen.
Questa è invece l’agenda di oggi, in sintesi:
| INCONTRO | CAMPO | ORARIO |
|---|---|---|
| Matteo Arnaldi – James Duckworth | Campo n.10 | dalle 19:00 🇮🇹 |
| Luciano Darderi – Harry Wendelken | Campo n.5 | dalle 19:30 🇮🇹 |
| Matteo Berrettini – Stan Wawrinka | Grandstand | dalle 20:00 🇮🇹 |
| Elisabetta Cocciaretto – Katerina Siniakova | Campo n.6 | dalle 22:00 🇮🇹 |
Arnaldi-Duckworth
Matteo Arnaldi non trova pace, per colpa dei… piedi. Non è una battuta, poiché il sanremese soffre di un edema al piede sinistro, dopo aver patito una microfrattura da stress al destro. Dal suo team filtra ottimismo per il debutto allo US Open, ma la prudenza è d’obbligo e l’avversario non è di quelli che si battono da soli. James Duckworth è un veterano australiano che è sempre sul pezzo, nonostante l’età non più verdissima (34 anni). Lo dimostra la semifinale di Winston-Salem, in cui peraltro si è ritirato dopo un set contro Fery, per un problema alla gamba destra che però non sembra destare preoccupazioni. In precedenza, nello stesso torneo, Duckworth aveva battuto Navone, Sonego e Marozsan, quindi arriva sicuramente in fiducia.
Un Arnaldi in salute può superare l’ostacolo, se invece il problema al piede si ripresentasse allora sarebbero guai.
Darderi-Wendelken
Harry Wendelken è un ventiquattrenne inglese che proprio la settimana scorsa ha centrato il suo best ranking, entrando per la prima volta in top 200. Il britannico ha superato per la prima volta le qualificazioni in un torneo del Grande Slam e sarà al suo secondo Main Draw consecutivo dopo Wimbledon, nel quale aveva però ricevuto una Wild Card, perdendo al primo turno da Valentin Royer in quattro set. Wendelken non dovrebbe rappresentare un problema per il n.22 ATP, posizione che occupa oggi il nostro Luciano Darderi. Tuttavia, il ventiquattrenne nato a Villa Gesell (Argentina) sembra essere arrivato a questa seconda parte della stagione un po’ con il serbatoio in riserva. La sconfitta al primo turno di Winston-Salem contro Van De Zandschulp è un campanello d’allarme per le dimensioni fragorose, 6-1 6-0. La buona notizia è che non sembrano esserci infortuni di mezzo, forse solo stanchezza.
Il problema, forse, è che Darderi ha mantenuto una programmazione simile a quando era molto più in basso in classifica, mentre da top 20-25 ATP si dovrebbe forse operare una maggiore selezione degli impegni.
La speranza è che Luciano abbia sfruttato questi giorni per ricaricarsi e presentarsi così in buone condizioni al suo secondo US Open da testa di serie.
Berrettini-Wawrinka
Il destino, a volte, è davvero strano. Matteo Berrettini e Stan Wawrinka non si erano mai incrociati in tanti anni, mentre si affronteranno a un primo turno per il secondo Slam consecutivo. Dopo i cinque set di Wimbledon, con l’italiano vincitore ma che onora rispettosamente l’avversario ormai prossimo alla pensione, la scena potrebbe ripetersi a Flushing Meadows. E dire che “Stan the man” non doveva nemmeno esserci, visto che la USTA non aveva pensato alla delicatezza di assegnargli una Wild Card, preferendogli uno statunitense – ci perdoni – del tutto anonimo come Patrick Kypson. Poi quest’ultimo ha patito un improvviso infortunio, che potrebbe essere provvidenziale o politico, ma che comunque ha aperto la possibilità all’organizzazione di riparare a un errore marchiano, concedendo allo svizzero – vincitore peraltro di questo torneo proprio dieci anni fa, la meritata passerella finale.
Cocciaretto-Siniakova
Chiudiamo con l’unica italiana impegnata quest’oggi sui campi del singolare femminile. Il ginocchio sinistro di Elisabetta Cocciaretto è la principale preoccupazione, in vista di questo primo turno US Open 2026, che già sarebbe abbastanza impegnativo di per sé. L’avversaria, la trentenne ceca Katerina Siniakova, è una doppista d’élite ma anche una ottima singolarista, che peraltro ha battuto la marchigiana due volte su tre, l’ultima sull’erba di Bad Homburg tre anni fa. Se il ginocchio della venticinquenne azzurra sarà a posto, potrebbe consentirle le geometrie giuste per mettere in difficoltà la ceca, altrimenti sarà difficile venirne fuori.
Altri incontri di cartello del day 2: c’è l’esordio di Alcaraz
Tra gli altri incontri di giornata, ce n’è uno in particolare che è nettamente il più atteso di questo primo turno:
| INCONTRO | CAMPO | ORARIO |
|---|---|---|
| Roman Safiullin – Carlos Alcaraz | Arthur Ashe Stadium | dalle 19:00 🇮🇹 |
Dopo il doloroso, ma per certi versi anche prevedibile, KO di Novak Djokovic, lo US Open 2026 ci presenta questa sera il secondo dubbio da sciogliere: quello relativo alla reale competitività immediata di Carlos Alcaraz, 140 giorni dopo l’ultima partita ufficiale disputata.
Come detto in fase di presentazione del torneo, Roman Safiullin è un giocatore umorale, che può stendere chiunque se in giornata, ma anche perdere dal n.255 Hugo Grenier, come accaduto di recente a Winston-Salem. Roman è così, con bilancio 2-4 nei confronti dei top 5 (battuti proprio Alcaraz da n.2 nel 2023 e Tsitsipas da n.4 nel 2022) ma inaffidabile come il meteo di marzo.
Infatti, tutto ruota intorno alle sensazioni che avvertirà Carlitos appena sceso in campo. Pur avendo aumentato l’intensità degli allenamenti, la partita è un’altra cosa e i ritorni di Jannik Sinner dopo stop medio-lunghi ce lo hanno già dimostrato. L’ex n.1 ha rassicurato tutti sulle sue possibilità di essere immediatamente competitivo, ma l’ultima parola spetta – come sempre – al campo.


