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Nell’edizione 2026 della Vuelta di Spagna un posto rilevante lo occuperanno come al solito le tappe di montagna: teoricamente sono sei gli arrivi in quota, distribuiti non proprio in maniera equa ma di fatto tutti decisivi.

Anche perché la conformazione del percorso, abbastanza obbligato, non è che possa permettere voli pindarici.

Vediamo in compenso, in ordine di peso specifico secondo noi, queste tappe di montagna della Vuelta di Spagna 2026.

Andorra, terribile giudice

Quarta tappa e subito ci si arrampica su per le montagne del Principato, il secondo in programma alla Vuelta 2026 dopo la partenza a Montecarlo con una cronometro.

In assenza delle grandi cime del nord della Spagna nulla di meglio che cominciare a sgranchirsi le gambe, se così si può dire, dal Port de l’Envalira, un classico della zona.

Un anno fa vinse Jay Vine, nel 2019 Tadej Pogacar diede una delle sue primissime dimostrazioni di forza tra i professionisti. E chissà che lo sloveno non dia proprio qua la prima sgasata alla classifica generale, in questi 105 chilometri senza un attimo di tregua.

Vuelta 2026, occhio alla Sierra de la Pandera

Nel 2022 in queste montagne dell’Andalusia vinse Richard Carapaz, in un’edizione della corsa spagnola conquistata da Remco Evenepoel. Anche stavolta come allora dovrebbe vedersi il classico arrivo con tutti i big della generale assieme. E chissà che non ci sia di nuovo l’ecuadoriano, all’epoca alla caccia della Maglia a Pois del miglior scalatore.

Tappa numero 14, agli sgoccioli della seconda settimana, di fatto la penultima occasione di modificare la generale in una tappa di montagna visto che la successiva sarà solamente alla ventesima frazione.

Gli ultimi 11 chilometri al 7,2% medio di pendenza sono una situazione tipica della Vuelta: andare su regolari onde evitare il crollo.

Aitana e Calar Alto, dislivello da paura

Siamo alla nona tappa qui, quasi a metà percorso della Vuelta 2026 e questa montagna intorno ad Alicante rischia di fare selezione. Ben 5.166 i metri di dislivello, il più alto di questa edizione della corsa.

Chiusura di prima settimana, ultima cartuccia da spararsi prima della giornata di riposo, è facile che qua si possa vedere una UAE in controllo della frazione, pronta per spianare la strada a Pogacar.

Tappa anche piuttosto lunga, 187 chilometri, che potrebbe esplodere nel finale, lunghissimo, di 22 chilometri al 5,7% medio.

Più o meno dello stesso tipo è la tappa di montagna del 3 settembre della Vuelta 2026: la frazione è la numero 12, verso la Sierra Nevada, con arrivo a Calar Alto e un dislivello di 4.568 metri.

La zona dell’Alto de Velefique non è più impegnativa di altre, ma ha punte di pendenza che superano il 15% e in alcuni tratti arrivano fino al 18%.

Montagne aragonesi nella prima settimana

Tre giorni dopo il tappone di Andorra, e due giorni prima di Aitana, con qualche corridore probabilmente ancora sulle ginocchia ecco un’altra frazione spaccagambe. Si va ancora più nell’interno, nel sud dell’Aragona, per arrivare alla stazione internale di Valdelinares.

Anche questa tappa, che arriva il giorno successivo all’atteso tratto in sterrato di Bartolo, è piuttosto breve, non arriva ai 150 chilometri. Questo potrebbe favorire di nuovo una battaglia tra i big della generale.  

Ultima settimana, si decide il podio

Come al Tour de France, l’ultima settimana della Vuelta di Spagna 2026 rischia di essere una semplice passerella per stabilire la seconda e la terza posizione del podio. Di fatto diamo per scontata la vittoria facile di Pogacar e dietro di lui una battaglia magari in famiglia UAE con Almeida e altri pretendenti alla seconda e alla terza posizione della generale.

Quindi è quasi un peccato che la penultima tappa, con arrivo a Collado del Alguacil, rischi di essere secondaria o al massimo teatro dell’ennesima esibizione di Pogacar.

Anche qua, 4.890 metri di dislivello, ultima rampa con punte del 22% di pendenza. Durissima, insomma, ma un po’ abbandonata a se stessa in una terza settimana ricca di sprint (incredibile) e che si chiude il giorno dopo questa frazione con la passerella di Granada.